"Non tutto quel ch'è oro brilla, Né gli erranti sono perduti; Il vecchio ch'è forte non s'aggrinza, Le radici profonde non gelano. Dalle ceneri rinascerà un fuoco, L'ombra sprigionerà una scintilla; Nuova sarà la lama ora rotta, E’ re quei ch'è senza corona". Scriveva così Tolkien nel superbo "Il Signore degli Anelli - La compagnia dell'anello".
Una lettura che da sempre è appartenuta al mondo della Destra, anche se oggi è stato "mercificata" dalla globalizzazione economica che tutto sporca e infanga. Eppure, questo, può essere considerato anche un vantaggio perchè ha fatto comprendere a milioni di persone il significato di una storia fantasy che affonda le radici nella storia del mondo, nelle sue tradizioni ancestrali, nella distinzione tra il bene e il male.
Già, il bene e il male. Difficile oggi distinguere chi sia nel giusto e chi no. Ma rileggendo, non so forse per la trecentesima volta, le parole con cui ho iniziato questo scritto e alla luce di un pranzo che c'è stato ieri e che ha visto sedere allo steso tavolo Pier Ferdinando Casini, Luca Cordero di Montezemolo e Gianfranco Fini, ho avuto la conferma di quello che vado dicendo ormai da mesi.
C'è una persona a me molto cara che a volte mi dice "tu sei quello del ...te l'avevo detto". Io sorrido e lui anche. Questa persona ha grandi responsabilità ma è un uomo sincero, corretto, leale e non tradisce mai. Un uomo di cui mi sono sempre fidato e so che posso continuare a farlo. C'è invece un'altra persona che conosco da anni, decenni ormai, che è stato il mio segretario nazionale giovanile, il mio presidente di partito al quale non sono mai stato legato.
Anzi ne sono stato, insieme a tantissimi altri, fiero oppositore interno. Non mi fidavo di lui, non mi sono mai fidato. E ho fatto bene. Perchè lui, Gianfranco Fini, non è mai stato uno di noi. Uno della Compagnia dell’Anello. Gianfranco Fini è Gianfranco Fini, punto e basta. Niente di più niente di meno.
Ha avuto la capacita e la fortuna di trovarsi nei momenti giusti nei luoghi giusti. Ha saputo calcolare, preparare, studiare il suo percorso politico con pazienza certosina. E' stato bravo. E di questo gliene do atto. Lui ha avuto il tempo. Perchè in piazza con noi, quando ci si sparava, quando non si sapeva se si ritornava a casa o se uscivi vivo da una sezione, quando ti mettevano le bombe sulla porta della tua abitazione, quando si moriva per le strade d'Italia perchè credevi in un'Idea, in una storia, in una concezione del mondo, lui non c'era. Lui studiava, analizzava, preparava il suo percorso.
E' stato giusto così. Non siamo tutti militanti. E rispetto la sua scelta anche se non l'ho mai condivisa. Ma se io e tanti altri abbiamo avuto il torto, forse, di occuparci poco della carriera politica Fini ha il torto di non aver saputo prendersi le sue responsabilità per aver portato un partito, Alleanza Nazionale, allo sbando e allo sfascio.
Perchè ha ragione Tolkien quando scrive "Non tutto quel ch'è oro brilla" e la politica di An in questi ultimi anni, mesi, giorni, ore non è oro. E non brilla più. Un leader politico di destra, come lui stesso si definisce, non porta ignari e fedeli militanti, iscritti, elettori al centro. Non inciucia con ex democristiani. Non fa accordi con i Poteri Forti. Perchè quando si va a pranzo con determinate persone non si parla del più o del meno nè si fa una partitina a briscola. Si parla di potere. Quando si arriva a certi tavoli, impensabili solo qualche anno fa, favoriti da chi si ammanta di purismo e di socialità, vuol dire che qualcosa si è interrotto, rotto, crepato, spaccato.
Significa che si ciurla nel manico e che si prendono per i fondelli, anzi, scusatemi il temine ma è più appropriato, si prende per il culo tutte quelle persone che credono in te, che hanno sperato, che ti hanno creduto, sostenuto votato ed eletto per rappresentarli. Rappresentare tutte quelle persone che per anni hanno vissuto nel ghetto della storia, della società, dell'Italia che li ha sempre considerati dei reietti e come tali trattati.
No caro Fini, non continuare a prenderli in giro, dillo apertamente dove vuoi andare. Dillo che stai puntando, tu e qualche colonnello, alla creazione del terzo polo. Unica via d'uscita (?) politica per te possibile dopo le incredibili e assurde "cazzate" commesse in questi anni. Il Terzo Polo con Casini, Pezzotta, Montezemolo, Mastella e....An. Unica possibilità che hai per contare ancora qualcosa, per essere l'ago della bilancia perchè sai di non avere alternative. Sai di non poter tornare indietro. Sei andato oltre, troppo oltre ed un ritorno ad un'alleanza con Silvio Berlusconi ti comporterebbe perdita di consensi, perdita della faccia di fronte ai tuoi militanti ed elettori, perdita di un ruolo politico serio. Quale migliore occasione quindi per tentare di risalire la china se non quella di entrare nell'area cattolica tu che il cattolicesimo non lo professi di certo? Tu che ha preso posizione sul referendum sulla procreazione assistita schierandoti a favore, tu che vorresti l'insegnamento del Corano nelle scuole italiane, tu che sei favorevole al voto agli immigrati? Coerenza. Questa sarebbe la tua coerenza politica? Non parlo di quella morale perchè rientra nella sfera personale e quindi non mi interessa.
Ma vedi caro Fini, come dice sempre Tolkien "gli erranti non sono perduti; il vecchio ch'è forte non s'aggrinza; le radici profonde non gelano e dalle ceneri rinascerà un fuoco..". Quel fuoco, quelle radici, quel vecchio che non s'aggrinza, quegli erranti che non si sono perduti siamo noi. Siamo noi che non abbiamo paura a definirci e ad urlare che SIAMO DI DESTRA, SIAMO LA DESTRA.
Noi non ci sediamo al tavolo con Montezemolo, noi non abbiamo paura di correre una campagna elettorale anche da soli se gli alleati non ci vogliono seguire. Noi ci mettiamo in gioco tutti i giorni, lo abbiamo sempre fatto. Noi. Noi non espelliamo per indegnità chi se ne è già andato. Soprattutto se se ne va in un altro partito del centro destra. Noi non vogliamo morire democristiani. Noi non diamo dell'infame a chi ha scelto di tornare a casa. Noi non bombardiamo la casa di nostro padre.
Perché, nonostante la Compagnia dell’Anello si sia disciolta… le nostre radici sono profonde e non geleranno mai.
Stefano Schiavi






