Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
    In cammino verso la verità
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    Salerno quando ci sono nella nostalgia quando sto all'estero
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    Predefinito 10 maggio è una data magica

    Il 10 maggio è una data magica.
    In questa data nel 1987 il Napoli vinceva il suo primo scudetto.
    Il 10 maggio 1998 la Salernitana tornava in serie A dopo cinquantuno anni. Una promozione in serie A per i granata vale molto di più di uno scudetto della Juventus. Ricordo l’anno di quella fantastica promozione. Partimmo con una vittoria contro il Verona grande favorito del torneo. Dopo le prime partite la Salernitana si portò al secondo posto dietro il Venezia. Posizione che se mantenuta fino alla conclusione del campionato avrebbe significato promozione. La partita della svolta in casa del Venezia. Vincemmo 3-0 da allora fu una cavalcata in testa al torneo cadetto. Il 10 MAGGIO alla 33° giornata proprio pareggiando 0-0 col Venezia ottenemmo la matematica promozione in serie A con cinque turni d’anticipo. Arrivammo primi in campionato con 72 punti in 38 partite. Vincemmo 19 gare ne pareggiammo 15 e ne perdemmo solo 4. 65 gol segnati 32 subiti. Marco Di Vaio con 21 gol fu capocannoniere di quel torneo.

    Anche il Napoli che vinse il primo scudetto fece un torneo analogo. Era secondo alle prime partite. Balzò al comando proprio nello scontro diretto con la Juve e ci rimase fino alla fine dal campionato vincendo lo scudetto.

    E’ una bellissima coincidenza che le due più grandi squadre campane hanno una data in comune in cui ricordare una delle loro rispettive vittorie.

    Non sono sicura ma Carlo di Borbone fu incoronato re proprio il 10 magglio 1734, è vero?

  2. #2
    Gaeta resiste ancora!
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    Le statistiche, i freddi numeri, dicon che la seconda squadra della Campania ha la maglia bianco-verde; ed in A non è stata una meteora!

  3. #3
    primulaLeucosia
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    Promozizione Salernitana in Serie A 97-98 presente!
    Abonato in curva sud.
    Una promozzione strameritatissima. Abiamo vinto il campionato cadetto alla grandissima. Noi abiamo vinto il campionato di B tute le volte che siamo saliti in A. Il napoli mai.Lo scudetto del 87 me lo ricordo avevo 7 anni, mio padre anc'egli interista mi ripeteva che il napoli aveva vinto a mazzo.
    La staggione venero ad afitare gli apartamenti famiglie di napoletani. Tuti facevano gli scemi che avevano vinto lo scudetto. Festeggiavano ancora e sfottevvano. Io da interista tutte le volte che l'Inter vince lo scudetto non festegggio perche sono abituato a vincere sempre.
    Pure gli odiati vicini cavaglioli si unirono quel anno agli scemi festeggiamenti delo scudetto del napoli.

    Per fortuna quele tristi staggioni estive dela mia infanzia non tornerano piu perche il napoli non vincera piu.

    l'avellino e a mio parere una squadra di merda.

  4. #4
    Gaeta resiste ancora!
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    Citazione Originariamente Scritto da primulaLeucosia Visualizza Messaggio
    Abonato
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    Nessuno qui aveva dei dubbi sul tuo essere un abbonato !

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da primulaLeucosia Visualizza Messaggio
    Promozizione Salernitana in Serie A 97-98 presente!
    Abonato in curva sud.
    Una promozzione strameritatissima. Abiamo vinto il campionato cadetto alla grandissima. Noi abiamo vinto il campionato di B tute le volte che siamo saliti in A. Il napoli mai.Lo scudetto del 87 me lo ricordo avevo 7 anni, mio padre anc'egli interista mi ripeteva che il napoli aveva vinto a mazzo.
    La staggione venero ad afitare gli apartamenti famiglie di napoletani. Tuti facevano gli scemi che avevano vinto lo scudetto. Festeggiavano ancora e sfottevvano. Io da interista tutte le volte che l'Inter vince lo scudetto non festegggio perche sono abituato a vincere sempre.
    Pure gli odiati vicini cavaglioli si unirono quel anno agli scemi festeggiamenti delo scudetto del napoli.

    Per fortuna quele tristi staggioni estive dela mia infanzia non tornerano piu perche il napoli non vincera piu.

    l'avellino e a mio parere una squadra di merda.
    ...meno male che ad "Avellino" hai messo le due elle!!

  6. #6
    Gaeta resiste ancora!
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    Citazione Originariamente Scritto da mosongo Visualizza Messaggio
    ...meno male che ad "Avellino" hai messo le due elle!!
    Ogni tanto può capitare un lapsus !

  7. #7
    Sospeso/a
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    Citazione Originariamente Scritto da Princ.Citeriore Visualizza Messaggio
    Ogni tanto può capitare un lapsus !

  8. #8
    Forza e onore
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    Mi ricordo ....si mi ricordo

    Rubrica dedicata ai tifosi dell'Avellino

    Mi ricordo si.... mi ricordo il primo giorno allo stadio ,allora si chiamava Comunale e non Partenio, era il 26 marzo del 1978, la stagione che ci portava in serie A, una annata indimenticabile.

    Accompagnato da un mio carissimo zio,entravo per la prima volta in uno stadio vero, zona distinti, a quel tempo giocavo a calcio, ed ero abituato a calcare campi di terra battuta,senza tribune ne' tifosi,entrare nel tempio irpino mi causo' una emozione inspiegabile a parole, i tifosi, le casacche biancoverdi, il prato verde che sembrava un tavolo di biliardo, stupendo...bellissimo.Quel giorno rimarra' per sempre nel mio cuore.

    Il mio Avellino era allenato da mister Paolo Carosi, che veniva dalle giovanili della Lazio, da Roma si era portato un giovane, Maurizio Montesi, che avrebbe fatto parlare di se,non tanto per gesti calcistici ma per le sue idee di sinistra,allora si diceva comuniste,il mondo del pallone era ancora lontano da veline e telefonini, i calciatori erano poco inclini a televisioni ed a esprimere concetti, quindi uno che esprimeva qualche pensiero "fuori dal coro" lasciava sbigottiti,purtroppo Montesi fu implicato anche nello scandalo scommesse messo su da due imprenditori romani, Trinca e Cruciani, complicandoci una stagione che ci vide partire con dei punti di penalizzazione anni dopo.

    Lo sport in generale in quella stagione del 1977-78 riportava alcune note che vale la pena ricordare,oltre la nostra promozione nella massima serie,Lauda diventava campione di formula 1,sulla" rossa" Ferrari,Francesco Moser vinceva in Venezuela il titolo di campione del mondo?

    del ciclismo su strada,Sara Simeoni stabiliva il primato femminile di salto in alto,1,95m,le nazionali di calcio si preparavano per il mondiale di Argentina, il 9 febbraio 1978 moriva Costante Girardengo,eroe del ciclismo pionieri,vincitore di due giri d'Italia.

    Gli avvenimenti del tempo ricordano ;il rapimento e poi l'omicidio del presidente della D.C,Aldo Moro,morivano ,il 16 settembre 1977, Maria Callas, a Parigi, d'infarto,poco dopo a Natale del '77, moriva in Svizzera Charles Spencer piu' conosciuto come Charlotte, Berlinguer il 2 novembre a Mosca, durante le celebrazioni del sessantesimo anno della Rivoluzione di ottobre, tiene un discorso sull'autonomia dei partiti comunisti e sull'universalita' del concetto di democrazia, forti critiche dagli esponenti della dirigenza sovietica che dimostrarono la loro vera natura democratica in Cecoslovacchia, arrestando gli esponenti di "Charta 77",? documento sui diritti civili e sulla liberta' di opinione,per terminare la carrellata del periodo,entra in vigore,il 15 giugno 1978,la legge che consente l'aborto.

    Ritornando alla promozione dei lupi irpini,e nello specifico,alla partita che vidi per la prima volta in "diretta",ricordo la rete messa a segno all'88,dal piccolo tamburino sardo,Marco Piga,un goal che racchiude tutta la poesia del pallone,su di un calcio d'angolo di capitan Lombardi,i corazzieri biancoverdi tentano di insaccare in porta,il primo a saltare è Di Somma 1,86m,niente,poi fu il turno di Cesare Cattaneo,un marcantonio di 1,82,e del centrattacco Vincenzo Chiarenza,1,80,ma nessuno dei due riusciva a prendere la palla,appostato sul secondo palo,Piga,il piu' piccolo della compagnia,lasciato indisturbato dai salentini,metteva la sfera in rete,un boato assordante salutava quel gol che poi sarebbe risultato decisivo per la promozione in massima serie dell'Avellino.Da li' cominciava la storia dei dieci anni di serie A della nostra beneamata compagine.

    Fu una cavalcata difficile,ottenemmo 15 vittorie,14 pareggi e 9 sconfitte,il reparto piu' forte era senza dubbio,la difesa,in porta c'era Ottorino Piotti,che anni dopo fini' al Milan,quell'anno risulto' una autentica saracinesca,i terzini erano,Gianfilippo Reali a destra,ruvido,arcigno,insuperabile,ed a sinistra operava,Giorgio Boscolo,propenso alla fluidificazione,un tempo si usava questo termine per i laterali d'attacco,la zona difensiva centrale era composta dal brianzolo Cesare Cattaneo,scuola Milan,una vita da gregario,forte,una torre insuperabile coadiuvato da Salvatore Di Somma,vecchio bucaniere,comandante di mille battaglie,sui difficili campi della serie b e c,un grande calciatore che il pallone ha ripagato solo in parte,da noi ad Avellino ha dato il meglio di se,Mister Carosi come rincalzi difensivi usufruiva del napoletano Tarallo e del ciociaro di Sora,Mario Buccilli.


    Il cannoniere biancoverde della promozione in A,risulto' a fine stagione,il "rosso" capitan Adriano Lombardi,9 reti,era il faro del centrocampo irpino,testa e polmoni,anima della squadra,la carriera di Lombardi è stata piu' o meno come quella di Di Somma,tanta gente che ha calcato il palcoscenico del football,inferiore a questi atleti è stata piu' fortunata,pero' negli anni d'oro dell'Avellino hanno dimostrato tutto il loro valore le loro qualita'. Lombardi è uno di quei giocatori che ora versano in gravi condizioni fisiche,per una strana distrofia muscolare,ovunque tu sia,capitano, grazie di tutto ed in bocca al lupo.

    Lombardi era il regista del centrocampo,gli altri che operavano a meta' campo erano,il gia' citato Maurizio Montesi e Giancarlo Ceccarelli,polmoni d'acciaio,peccato che di lui si persero le traccie,era un promettente mediano,sulla fascia destra operava Sandro Magnini,le riserve erano l'altro gemello Mario Piga,il biondo Eliseo Croci e il veneto Ezio Galasso,tutti ottimi "mestieranti" del pallone.

    Le punte erano rigorosamente duosiciliane,Vincenzo Chiarenza,da Taranto,che da punta centrale si trasformo' in terzino di spinta,anni dopo nelle file della Lazio,l'altra punta era Giorgio Ferrara da Messina,croce e delizia del tifo biancoverde,alternava giocate da fuoriclasse a partite da parrocchia salesiana,a supporto dei due il piccolo Marco Piga,che diede un grosso contributo alla scalata irpina verso la A.

    Il presidente di quella memorabile impresa era Arcangelo Iapicca e non Antonio Sibilia,come molti dicono,direttore sportivo,Franco Landri,navigato conoscitore del mondo del pallone,qui ad Avellino,con pochi spiccioli mise in piedi una superba squadra,un signore ,Landri,che paragonato ai dirigenti di molti club di oggi ci fa comprendere uno dei motivi della svalutazione morale e tecnica del calcio moderno.

    Arrivammo terzi,dietro all'Ascoli piu' forte di tutti i tempi,quello di Pasinato,cjhe l'anno dopo vinse,dando un enorme contributo,il campionato con l'Inter.Per noi cominciava la grande epopea dei dieci anni nella massima serie...........ci rivediamo

    dechristen

  9. #9
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    Predefinito per me molto meglio l'Avellino della Salernitana...cmq meglio di Inter, Milan e Juve!

    E' un punto di vista personale, legato al mio tifo viscerale per il Napoli e anche alle mie esperienze in alcuni derby campani.

    Per la storia sia della squadra e della società irpina con una lunga parentesi in A sia del tifo irpino...non c'e' paragone!
    Molto meglio Avellino, tifo appassionato, fiero e meridionale!

    A Salerno vivono invece questa ridicola rivalità con Napoli e la presunta diversità salernitana (meglio longobardi che borbonici???) che non esiste...e' come se oggi Napoli volesse sfidare il Real Madrid o il Manchester...e poi come aggrvante c'e' pure un gemellaggio con Brescia che e' abbastanza scandoloso...insomma tifo un po' all'italiana, un po' alla padana.

    Comunque, visto che io nn vivo la rivalità con Salerno, preferisco di gran lunga tifare per la Salernitana in una loro sfida contro qualsiasi squadra del Nord...questa la differenza tra "noi" e "loro".

    Io sinceramente non sopporto i meridionali che tifano per squadre del Nord, e' un sintomo di sottomissione coloniale....sogno invece una Nazionale delle 2 Sicilie coi Gattuso, Quagliarella e Cannavaro...al posto dell'azzurro Savoia che oramai non mi attrae più.

    Proposta semi-seria per i moderatori del forum, cacciamo da questo forum tutti i meridionali che sono tifosi di Juve, Milan, Inter e squadre del Nord!

    E non solo l'idiota cilentano...ma tutti quelli che emigranti o non emigranti preferiscono difendere campanili di altri piuttosto che i propri!

  10. #10
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    1986-87, il Napoli vince scudetto e Coppa Italia


    Una squadra che ha puntando e vinto molti uomini del Sud un esempio che dovrebbe essere imitato nel calcio ed in ogni settore di attività soprattutto oggi.


    Il 10 maggio 1987 il Napoli vinceva il primo scudetto, nel campionato italiano di calcio, il 13 giugno gli azzurri s’imponevano in Coppa Italia per la terza volta, realizzando un accoppiata scudetto – Coppa Italia storica e trionfale. Questo anno ricorrono venti anni da quel doppio successo, che è stato analizzato e celebrato in quasi ogni suo aspetto. Perché un giocatore sia considerato campione d’Italia deve nel corso del campionato che la sua squadra vince fare almeno una presenza ovvero scendere in campo, anche se per pochi istanti almeno in una partita. La compagine partenopea nel campionato 86-87 ha schierato diciotto calciatori. Questi per luogo di nascita erano: 4 della provincia di Napoli (Caffarelli, Ferrara, Muro e Romano), 1 del Principato Citeriore ovvero la provincia di Salerno (Bruscolotti), 1 del Principato Ulteriore cioè l’Irpinia (De Napoli), 3 di Terra di Lavoro ovvero la provincia di Caserta ed il basso Lazio (Carnevale, Di Fusco e Volpecina), 1 della Calabria Ulteriore Prima oggi le province di Catanzaro e Vibo Velenzia (Bigliardi) 1 siciliano (Marino), 1 romano (Giordano), 1 piemontese (Garella), 1 emiliano (Bagni), 2 lombardi (Ferrario e Sola), 1 nato in Francia (Renica) ed un argentino (Maradona). Nella Coppa Italia i giocatori azzurri schierati furono ventidue, oltre ai diciotto del campionato altri quattro tutti della provincia di Napoli: Carannante, Castellone, Celestini e Puzone. Il presidente all’epoca era Corrado Ferlaino, calabrese ma napoletano d’adozione e tra i dirigenti emergenti Pierpaolo Marino, napoletano. Lo sponsor tecnico era la NR una ditta d’abbigliamento sportivo anch’essa napoletana.

    Riepilogando su 18 giocatori campioni d’Italia 11 erano duosiciliani e di questi 8 campani e tra questi a loro volta 4 di Napoli e provincia. In coppa Italia su 22 giocatori campioni 15 duosiciliani di cui 12 campani ed 8 nati nella provincia di Napoli.

    L’accoppiata scudetto e Coppa Italia che il Napoli 1986-87 ha conseguito puntando su molti uomini del Sud è un esempio che dovrebbe essere imitato in ogni settore delle attività umane con o senza scopo di lucro. E’ chiaro che gli uomini del Sud devono poter agire in organizzazioni situate a Sud e non in territori lontani per fare la fortuna di altri paesi. Questo porterebbe lustro alle Due Sicilie, all’interno e fuori dai suoi confini. Inoltre per ogni duosiciliano far parte di un progetto lavorativo o sportivo svolto nella sua terra gli da motivazioni in più consapevole di dare prestigio alla propria Patria.

    Queste vittorie potrebbero essere ancora oggi ripetute in campo calcistico, ed il fatto che la Società Sportiva Calcio Napoli ha vinto con tanti uomini del Sud dovrebbe spingere il Napoli di oggi, ma anche altri grandi club duosiciliani, a partire dal Palermo, a puntare sui giocatori del Sud Italia.

    L’ideale, ovvero il sogno, sarebbe che il Napoli o il Palermo o un altra squadra delle Due Sicilie vincesse uno scudetto schierando solo giocatori duosiciliani, lasciando in rosa una percentuale di giocatori della regione e della città in cui la squadra a sede.

    Realisticamente sarebbe fattibile una squadra con una rosa di due terzi di giocatori meridionali, imponendosi come regola di giocare ogni partita almeno con sei undicesimi di giocatori duosiciliani in campo.

    La società che adotterebbe tale politica diverrebbe di fatto una bandiera delle Due Sicilie, aumentando l’identificazione con il suo territorio e la sua gente. Proprio il contrario del calcio del XXI secolo. Un calcio globalizzato, dove contano solo i soldi e senza anima dove le squadre di fatto non rappresentano più il loro territorio ed i suoi tifosi sono ridotti a numeri ed a merce di scambio per strappare più o meno soldi con i diritti televisivi.

    L’Inter che quest’anno ha ottenuto lo scudetto ha nella sua rosa, di ventisette giocatori, ventuno stranieri ed i 6 calciatori con nazionalità italiana nessuno è lombardo. Una bella differenza con la rosa del Napoli Campione d’Italia 1986-87.

 

 

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