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Discussione: Morgellons?

  1. #1
    megaelleno
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    Predefinito Morgellons?

    Il paziente numero uno si chiamava Drew e aveva due anni. Un giorno del 2001 la madre, Mary Leitao, si convinse che fosse stato colpito dalla scabbia e lo massaggiò con una crema consigliata dal farmacista. L’angoscia si insinuò subito dopo. Dalla pelle del bambino continuavano a emergere piccole escrescenze di fibre misteriose, a cui nessun medico di Philadelphia volle dare importanza. «Sono solo frammenti dei suoi vestiti», ripetevano, quando non sapevano più che cosa dire.
    Ma i vestiti non c’entravano. E allora Mary, biologa laureata magna cum laude alla University of Massachusetts e un curriculum di ricercatrice alla Harvard School of Public Health e al Massachusetts General Hospital, cominciò a studiare suo figlio, finché la rivelazione che microscopi e provette si ostinavano a negarle arrivò da un testo
    dimenticato del XVII secolo: da lì emerse il fantasma del medico e pensatore Sir Thomas Browne, che aveva descritto con pignoleria l’enigmatica malattia battezzata «Morgellons» e i suoi segni impressionanti, capaci di sfigurare: rigonfiamenti, macchie, granuli e peli del tutto innaturali.
    Quattro secoli dopo l’orrore rimane intatto, ma intanto Mary ha sfruttato le opportunità del nuovo millennio per creare una fondazione - la Morgellons Research Foundation - e raccogliere il lamento di tanti colpiti dallo stesso male (ormai sono quasi 11 mila agli Usa all’Australia) e pretendere che la scienza faccia il proprio dovere: studi i casi, emetta un verdetto e naturalmente elabori una cura.
    Una pattuglia di ricercatori si è lasciata convincere, ma altri continuano a opporre rifiuti sarcastici. «Il Morgellons non esiste!». Non credono ai filamenti blu, rossi e neri che crescono da bizzarre lesioni dell’epidermide e nemmeno ai sintomi collaterali tipo dolori muscolari, fatica cronica e buchi neri cognitivi, che a volte degenerano in paranoia
    e depressione. Ribattono – come Lynn Kimsey della University of California at Davis - che i disturbi sono mentali: si tratterebbe di un raro disordine psicologico chiamato «parassitosi delusionale», che spinge a un’insopprimibile furia autolesionista. Ci si gratta e ci si ferisce, perché si è ossessionati dalla certezza di essere invasi da parassiti che correrebbero sotto la pelle (paragonati a volte a invasori alieni o a nanomacchine di bioterroristi) e l’invenzione del Morgellons, paradossalmente, assumerebbe le forme di una gratificazione vittimistica.
    La lista degli scettici è lunga e varia e comprende anche la teoria di Caroline Koblenzer della University of Pennsylvania: sostiene che gli strani segni sul viso, le braccia e le gambe non sono altro che le tracce di «batteri irrilevanti e innocui insetti». Intanto, però, le ricerche speculari di chi vuole capire si allargano. E con tante sorprese, che continuano a generare imbarazzanti interrogativi e ipotesi inedite.
    Il farmacologo Randy Wymore dell’Oklahoma State University, per esempio, è stupefatto dall’aver constatato che le fibre non corrispondono a nessuno degli 880 componenti industriali usati comunemente e con i test cromatografici - a 370° - ha scoperto che restano intatte: «Qualunque sostanza organica avrebbe dovuto vaporizzarsi, mentre quelle inorganiche si sarebbero ridotte in cenere». Nei Clongen Laboratories del Maryland, invece, Ahmed Kilani sostiene di aver individuato tracce di Dna, che appartiene a un fungo, mentre alla Stony Brook University il biochimico Vitaly Citovsky ribatte che le lesioni contengono colonie di Agrobacterium,un raro batterio colpevole di provocare alcune forme di tumore nelle piante.
    Il mistero scagliato sulla comunità scientifica sei anni fa si sta comportando come il suo orrido oggetto: non smette di diffondersi e scatena reazioni via via più contraddittorie. Accade anche per le cure. Al momento l’unica terapia riconosciuta è un trattamento di antibiotici che, sebbene riesca ad alleviare le sofferenze fisiche e anche quelle psicologiche, non è riuscito ad allontanare i sospetti del ben noto «effetto placebo».
    A Tulsa, Oklahoma, è sorto un centro per indagare sul Morgellons e dopo un’alluvione di e-mail e telefonate adesso comincia a muoversi il celebre CDC di Atlanta, il massimo ente governativo degli Stati Uniti per lo studio delle malattie. Chi consulta il suo sito vedrà che si stanno elaborando i parametri per la prima indagine a tappeto, avulsa dai condizionamenti di chi crede e di chi non crede. Migliaia di malati (o presunti tali?) aspettano.

    GABRIELE BECCARIA, La Stampa 12/12/07

    http://www.lastampa.it/_settimanali/..._PDF.asp?pdf=7


  2. #2
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    Predefinito Impressionante...

    IL MISTERO DELLA MALATTIA DI MORGELLONS

    STATI UNITI – Se non fosse per la rete il morbo di Morgellons forse non sarebbe così conosciuto o addirittura chi ne è affetto non saprebbe dare un nome a questa strana malattia, che inizia con un prurito fortissimo della pelle (simile a una puntura di insetto) e degenera poi in vere e proprie lacerazioni, portando inoltre perdita di memoria e di capacità di concentrazione, difficoltà cognitive, spossatezza e disturbi gastrointestinali. I medici la guardano con sospetto e, a fronte dell'inspiegabilità dei fenomeni clinici, la bollano come patologia psicosomatica .

    L'ORIGINE – È comparsa per la prima volta negli Stati Uniti, circa dieci anni fa, colpendo in particolare la California, il Texas e la Florida. Se ne sta occupando con un certo sgomento il Centers for Disease Control and Prevention, ma è balzata per la prima volta all'onore delle cronache grazie a Mary Leitao, che nel 2001 ha dedicato un sito alla patologia di cui soffriva il giovane figlio. È stata proprio lei a codificarne le conseguenze e a battezzare il morbo con il nome di uno studio risalente al diciassettesimo secolo, in cui si faceva riferimento a un bambino francese affetto dagli stessi disturbi. Nel sito la signora Leitao descriveva minuziosamente gli inquietanti sintomi che si mescolano in maniera confusa e alla fine la comunità medica la accusò di aver costruito una messa in scena (si parla anche di fibre colorate che fuoriescono dall’epidermide). Ma alla intraprendente signora giunsero ben settemila mail di persone che accusavano gli stessi sintomi, dichiarandosi anch'essi malati di Morgellons.

    LE TESI MEDICHE – I medici sono divisi e le diagnosi sono varie. Emblematica la storia del trentunenne Brandi Koch. Dapprima gli fu diagnosticata una malattia auto-immune, in seguito si parlò dell'esistenza di un parassita, poi di un'artrite, infine di una malattia di origine psichiatrica. Alcuni casi sono risultati positivi al morbo di Lyme, un'infezione di origine batterica che colpisce la pelle, il sistema nervoso, le articolazioni e gli organi interni, cusata dal morso di una zecca. Tra i medici c'è chi considera Morgellons una vera e propria malattia e chi, di fronte al mistero, si appella alla follia. Le due tesi più accreditate si riferiscono o a una sorta di delirio contagioso (i rush cutanei frequentemente hanno un'origine psicosomatica) o all'azione di una specie di fungo (e in effetti alcuni casi sono migliorati in seguito all'utilizzo di un antiparassitario specifico). Certamente esiste una componente psicologica, ma questa si può addebitare al fatto che spesso i malati di Morgellons vengono lasciati soli e nessuno ascolta più la loro voce. L'assurdità del fenomeno patologico li isola e rischia di creare (o amplificare?) un disagio mentale profondo.

    EFFETTO RETE – Internet ha svolto un ruolo significativo nel creare il caso Morgellons e, come è successo anche con altre patologie semi sconosciute, è stata un fattore di aggregazione sociale tra i malati sparsi nel mondo. D'altro canto c'è anche l'effetto-suggestione che può esercitare la rete. Forse i più suggestionabili non dovrebbero nemmeno leggere questo articolo, ma ormai è troppo tardi…

    Emanuela Di Pasqua - www.corriere.it (25 ottobre 2006)

    Link


    *^*^*^*^*

    In rete le notizie sono tantissime (difficile districarsi tra realtà e fantascienza), qualcuno ha trovato una correlazione tra questo morbo e le scie chimiche:

    http://sciechimiche-zret.blogspot.co...sizioni-e.html

 

 

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