MORGAN STANLEY: VORAGINE DI PERDITE, CINESI IN SOCCORSO/ANSA
DA SUBPRIME PASSIVO 3,56 MLD, IL PRIMO NELLA STORIA DELLA BANCA

19/12/2007 - 17:46

(ANSA) - ROMA, 19 DIC - Morgan Stanley, la seconda banca statunitense, ha comunicato a sorpresa perdite da capogiro per 3,56 miliardi di dollari, a causa delle massicce svalutazioni (9,4 miliardi) legate al tracollo del credito subprime.
Al tempo stesso, l' istituto ha ricevuto un' iniezione di liquidita' dal fondo sovrano China Investment, che potra' salire fino a poco meno del 10% del capitale diventandone il secondo maggiore azionista. La trimestrale diffusa oggi ha spiazzato parecchi analisti, i quali avevano messo in conto perdite assai piu' contenute (nell' ordine di 39 cents per azione secondo Bloomberg contro i 3,61 dollari evidenziati dai conti).
Si tratta inoltre del primo passivo nella storia di Morgan Stanley da quando - nel 1986 - la banca divenne una public company attraverso l' approdo in Borsa. L' amministratore delegato del gruppo, John Mack, ha deciso di rinunciare ad un corposo bonus (l' anno scorso era ammontato alla cifra-reocrd di 40 milioni di dollari), dicendosi profondamente deluso dai risultati.
Lo stesso Mack di recente aveva silurato la copresidente, Zoe Cruz, responsabile degli asset ancorati ai prestiti immobiliari. Gli operatori di Borsa, gia' delusi dal fatto che da inizio anno il titolo ha bruciato il 29% di capitalizzazione, hanno pero' reagito con compostezza, in quanto l' apporto di capitali freschi cinesi sara' di cinque miliardi di dollari, con la possibilita' di salire fino a circa il 9,9% del capitale, una prospettiva che farebbe appunto di China Investment il secondo maggiore azionista alle spalle di State Street.
Va tenuto presente che China Investment ha acquistato cosiddette 'equity unit', cioe' titoli convertibili in azioni, con un rendimento niente male, pari al 9% annuo.
Si e' ripetuto cosi' un copione gia' collaudato nelle scorse settimane all' atto dell' intervento da 7,5 miliardi di dollari del fondo sovrano di Abu Dhabi in Citigroup, con la possibilita' di arrivare in questo caso fino al 4,9% del capitale.
Anche il colosso bancario svizzero UBS, travolto sempre dalla crisi legata al subprime, ha annunciato che vendera' azioni al fondo di Singapore e ad un non meglio precisato soggetto mediorientale, per raccogliere complessivamente 11,5 miliardi di dollari. Il tracollo finanziario determinato dalla crisi del credito immobiliare ad elevato rischio sta cosi' facendo emergere il peso sempre maggiore dei fondi sovrani, che attualmente hanno asset per circa due trilioni di dollari (circa l' 1% dei mercati globali). Anche oggi le notizie arrivate dagli Stati Uniti relative alla crisi del mercato non sono state peraltro piu' in generale incoraggianti.
Le richieste di mutuo su base settimanale sono scese del 20% ed i rifinanziamenti sono crollati del 27%.
Quanto ai pignoramenti, a novembre si e' avuta una crescita del 68% su base annua, per via del fatto che parecchi mutuatari non sono stati in grado di pagare le rate del prestito a tasso variabile, a causa dell' aumento dei tassi d' interesse.
Rispetto ad ottobre si e' registrata comunque una frenata del 10%, ma secondo alcuni analisti per il quarto trimestre gli oneri aggiuntivi a carico dei mutuatari aumenterebbero di circa 84 miliardi di dollari.(ANSA).