KOSOVO: PRESIDENTE PARLAMENTO, NESSUNA NUOVA GUERRA BALCANI
PRISTINA - ''Non ci sara' un'altra guerra nei Balcani, controlleremo la situazione''. A parlare e' il presidente del parlamento del Kosovo, Kole Berisha (Ldk Lega democratica, edere del defunto presidente moderato Ibrahim Rugova) che questa mattina ha incontrato a Pristina le commissioni Esteri e Difesa della Camera in visita in Kosovo.
''L'indipendenza ci sara' molto presto, ma non possiamo dire quando'', ha affermato Berisha precisando che la secessione non tocchera' gli interessi di nessuno. Il presidente dell'assemblea kosovara rispondendo ad una domanda sulle ragioni della irriducibilita' della posizione albanese, e' stato netto: ''Abbiamo provato tutte le autonomie con i serbi. Storicamente si e' verificato che la convivenza sotto di loro e' impossibile.
Il popolo albanese e quello serbo non hanno niente in comune, solo una storia insanguinata, allora perche' dobbiamo vivere insieme?''. Secondo Berisha, ''e' la classe politica serba a volere che il Kosovo rimanga sotto Belgrado, mentre il 99% della popolazione serba che vive in Kosovo, accetta l'indipendenza''.
Il presidente del parlamento kosovaro sostiene che saranno create ''condizioni favorevoli'' per il rientro di molti serbi in Kosovo e, conclude ''il Kosovo sara' un ambiente sicuro per tutti i suoi cittadini''.
21/12/2007 104 (Ansa)
Commento: quel che dice Berisha e' allucinante. Non e' vero che e solo la classe politica serba a volere esercitare la sovranita' sulla regione contesa. I serbi di Mitrovica nord sono armati fino ai denti e non accetteranno la secessione con conseguente dominazione schipetara. Un'altra panzana e' che il Kosovo sara' un'ambiente sicuro: non ci sono le premesse nel breve e nel medio periodo e probilmente neanche piu' in la'. La secessione tocca gli interessi della Serbia, che ha tutti i diritti di reagire, nel modo che reputera' piu' opportuno. Un'altra eresia e' che visto e considerato che la convivenza risulta impossile, lo e' da ambo le parti e che quindi neanche i serbi (laddove sono maggioranza) vogliono vivere con gli schipetari. L'integrita' territoriale e prerogativa di stati internazionalmente riconosciuti e non di territori controllati da bande. Solo su una cosa sono d'accordo con Berisha e' che i due popoli non hanno niente in comune e quindi sara' molto probabilmente l'Ibar ad essere il confine della civilta'.




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