Probabilmente questa discussione dispiacerà molto ai conservatori reazionari, ma è giunto il tempo, per i conservatori, diciamo così, moderati, di rivendicare l'appartenenza a quella che un tempo era definita "classe borghese", e che ora assume il titolo di "ceto medio" omnicomprensivo, per indicare impiegati, colletti bianchi, dirigenti di medio livello, medici, avvocati, ma anche insegnanti, piccoli possidenti, artigiani, operai specializzati e con qualifica. E' ancora questo il nerbo della nazione, il cuore pulsante e produttivo della società contemporanea. Il trionfo dell'economia capitalista ha consentito un allargamento dei consumi, dei piccoli e grandi piaceri individuali, delle comodità. Senza voler abbattere del tutto uno spirito aristocratico, elitario e classico, che ancora sostiene il discorso conservatore, e senza neppure elogiare gli eccessi edonistici del consumo, non si comprende il motivo per cui dovremmo rinunciare, per esempio, alla televisione, ai programmi divertenti purchè equilibrati, alla coca-cola, all'albero di Natale, al rito del regalo, alle cene in ristorante, ai profumi.
C'è chi collega l' "essere borghese" al grigiore, alla noia, alla costrizione, alla perdità della libertà e in fin dei conti dell'anima. Non è così, basta solo trovare la giusta armonia. E dunque, vediamo, attraverso una galleria d'immagini, cosa dovremmo salvare della società borghese.










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