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    Question Fecondazione assistita e Ricerca Scientifica

    Fecondazione assistita e Ricerca Scientifica

  2. #2
    hussita
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    Predefinito fecondazione

    Roma, 20:16
    Fecondazione, Bobo Craxi: sì a referendum abrogativo

    Bobo Craxi critica la legge sulla fecondazione assistita che si sta delineando alla Camera. E ai cronisti che ipotizzano un referendum abrogativo risponde: "E' una ipotesi che non si può escludere".
    Per il portavoce del Nuovo Psi, "in questo caso, il voto del Parlamento non rappresenta la volontà dei cittadini italiani. Né il programma del governo del nostro paese prevedeva una così forte virata verso le posizioni più intransigenti e integraliste del mondo cattolico". (red)

    questo per il nuovo PSI...


  3. #3
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    Predefinito

    sull'argomento un interessante dossier
    http://www.galileonet.it/Dossier/dos...ssier27_1.html

  4. #4
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    Predefinito da IL GAZZETTINO ON LINE 13 giugno 2002

    Fecondazione, vincono le "coppie regolari"
    Quella assistita non va concessa a single od omosessuali. Negata quella eterologa. Scontro astioso a Montecitorio

    Roma
    NOSTRA REDAZIONE

    No alla fecondazione eterologa (donatore esterno alla coppia), no alla fecondazione assistita per single o coppie omosessuali, ma solo alle coppie sposate o conviventi: il blocco trasversale cattolico resiste al fronte laico e conquista alcuni punti cardine nelle votazioni sulla legge per la fecondazione assistita.

    A Montecitorio si procede in un clima di scontro spesso astioso, con la maggioranza spalleggiata dai cattolici del centrosinistra e l'opposizione sostenuta anche dai laici del centrodestra. Le divisioni sono trasversali a quasi tutti i gruppi e nel centrodestra, per una volta, Lega e centristi si sono trovati sullo stesso versante, a difendere un testo su cui si registrano invece molti dissidenti in Fi e anche in An.

    Il fronte cattolico è riuscito a far votare un altro punto di particolare rilevanza: i consultori familiari informeranno le coppie sterili non solo sulle tecniche di fecondazione assistita, ma anche sulle possibilità di adozione e di affidamento familiare. La battaglia, sulla quale l'aula si è trovata impegnata anche ieri per quasi otto ore, ha riguardato soprattutto la possibilità o meno di consentire la fecondazione eterologa, cioé l'utilizzazione di gameti estranei alla coppia. Puntuale la frattura tra i due fronti: i cattolici contro l'eterologa, i laici a favore. Nella Margherita Rosi Bindi (contraria) e Francesca Bimbi (favorevole) si sono confrontate a suon di citazioni bibliche. Nei Ds, Mrcella Lucidi si è dissociata dalla linea del partito, favorevole all'eterologa. In An, Alessandra Mussolini votava a favore dell'eterologa (un suo emendamento per garantirla almeno in alcuni casi non è passato per soli otto voti), contro il suo partito: Selva, per esempio, ammoniva che la fecondazione eterologa è «in contrasto con le leggi naturali della maternità». Spaccata anche Fi. Gli unici gruppi compatti sono stati Udc e Lega (contro l'eterologa) e Prc e Pdci (a favore).

    Il dibattito ha avuto spesso toni aspri. Il capogruppo della Lega, Cé, ha definito «incivile e disumana» la fecondazione eterologa, scatenando le proteste della sinistra. Acccusati di voler creare «uno Stato etico», Castagnetti (Margherita) e Volontè (Udc) hanno insistito sulla necessità di fissare precisi paletti alla fecondazione assistita. Mentre Violante (Ds) affermava che «la laicità consiste nel non voler imporre per legge la propria cultura: noi diciamo che è possibile ricorrere all'eterologa, non che è obbligatoria», Castagnetti osservava che «nel momento stesso in cui si fa una legge, si mettono dei limiti. Queste sono interferenza nella vita della coppia? Sì, ma interferenza non illegittima e non inopportuna. Uno Stato laico non vuol dire che sia agnostico». Immediata e irritata la reazione del rifondatore Giordano: «Voi cercate il consenso attraverso l'assenso delle gerarchie ecclesiastiche, volete instaurare uno Stato etico».

    Bocciati poi anche gli emendamenti di Verdi, Ds, Prc e Pdci, che permettevano la fecondazione assistita anche alle donne single. Sulla possibilità di consentire la fecondazione alle coppie di fatto - nonostante la contrarietà di Udc e Lega - il fronte cattolico ha volutamente evitato di «stravincere» e quindi anche i conviventi saranno ammessi alla terapia. Per An, però, si tratta di una norma incostituzionale. Il blocco cattolico, in sostanza, si è posto un problema tattico: se da Montecitorio esce una legge «indigeribile» per i laici, si corre il rischio di una durissima opposizione in Senato, dove nella scorsa legislatura la legge fu bloccata. Così, l'Udc ha ritirato il suo emendamento avverso le coppie di fatto e l'aula ha respinto l'emendamento leghista, sul quale il capogruppo del Carrocio Cé aveva chiesto invano un voto compatto della maggioranza: invito respinto dal capogruppo di An, La Russa, che ha confermato la scelta di lasciare la libertà di coscienza ai deputati del suo partito. Ed è passata la norma che consente la fecondazione assistita a «coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi».

    Il dibattito riprenderà martedì, quando sarà il aula un altro tema di particolare rilevanza e che dividerà trasversalmente i partiti: il destino degli embrioni.

  5. #5
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    Predefinito da IL GIORNALE DI BRESCIA 13 giugno 2002

    Continua la votazione di una legge che spacca coalizioni e gruppi parlamentari. Oggi si vota sul destino degli embrioni
    La Camera: no alla fecondazione eterologa
    Le tecniche di procreazione assistita saranno possibili solo all’interno della coppia

    ROMA - In Italia non sarà possibile ricorrere alla fecondazione eterologa (cioè quella che avviene con un seme esterno alla coppia). Al termine di una seduta infuocata, la Camera ieri ha approvato, con scrutinio palese (276 sì e 150 no), l’articolo 4 della legge sulla procreazione assistita, che vieta appunto la fecondazione esterna. Sarà consentita solo la fecondazione omologa e quando sia stata accertata l’impossibilità di rimuovere in altro modo le cause di sterilità e infertilità, accertate da un atto medico. I cattolici dei due schieramenti hanno condotto in porto subito un punto a loro caro: i consultori familiari informeranno le coppie sterili non solo sulle tecniche di fecondazione assistita, ma anche sulle possibilità di adozione e di affidamento familiare. Ma la battaglia, che ha impegnato la Camera per quasi otto ore, ha riguardato la possibilità o meno della fecondazione eterologa, vale a dire con almeno uno dei due gameti (o entrambi) estranei alla coppia. E qui molti gruppi si sono lacerati, con le componenti cattoliche a votare contro l’eterologa e le componenti laiche a favore. Nella Margherita c’è stato un confronto a suon di citazioni bibliche tra Rosi Bindi (contraria) e Francesca Bimbi (favorevole). Anche nei Ds, che hanno appoggiato gli emendamenti pro-eterologa, Marcella Lucidi ha espresso il «no» dei Cristiano sociali. In An è stata Alessandra Mussolini a intraprendere una battaglia in favore degli emendamenti, fermamente respinti da Giulio Conti. Spaccata a metà Forza Italia. Gli unici gruppi compatti sono stati Udc e Lega, nettamente contrari all’eterologa, e Prc e Pdci, favorevoli. A fine mattinata, quando il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini ha messo ai voti il primo emendamento sulla fecondazione eterologa, le numerose assenze tra i banchi di Forza Italia e An avrebbero fatto sì che venisse approvato. Alcuni parlamentari cattolici (Conti, Fioroni della Margherita, Massidda di FI, Lucchese dell’Udc) si sono però accorti dei vuoti, chiedendo di riprendere un approfondimento del tema, e « sventando» così l’approvazione. «Spero che non si sia trattato di un agguato dentro la nostra stessa maggioranza» ha commentato successivamente Conti. Nel pomeriggio gli animi si sono riscaldati e sono volate parole grosse: il capogruppo del Carroccio, Alessandro Cè, ha definito «incivile e disumana» la fecondazione eterologa, parole che hanno suscitato l’indignazione della sinistra. È seguito un dibattito nel dibattito, con i cattolici accusati di voler creare «uno Stato etico», secondo la definizione di Franco Giordano (Prc), e i primi a tentare di spiegare l’opportunità di un limite su questo punto, con Pierluigi Castagnetti e Luca Volontè. Il colpo di scena è stato sfiorato su un emendamento di Alessandra Mussolini, respinto per soli otto voti, che permetteva la fecondazione eterologa in determinati casi. Alla fine è stato confermato il testo, con il divieto, già licenziato dalla commissione Affari sociali. Automaticamente sono venuti meno gli emendamenti della sinistra (Verdi, Ds, Prc e Pdci), riguardanti il successivo articolo 5, che permettevano l’accesso alla fecondazione assistita non solo alle coppie, ma anche alle donne «single». L’altro punto su cui c’erano emendamenti riguardava l’accesso alla fecondazione da parte delle coppie di fatto. Il testo approvato in commissione lo consentiva, ma incombevano due emendamenti, dell’Udc e della Lega, che lo vietavano, limitandolo alle sole coppie sposate. A questo punto il «blocco cattolico», come ha riferito un parlamentare, «non ha voluto stravincere», per non approvare una legge «indigeribile» per i laici; con il rischio che essi tentassero di affossarla in Senato, come avvenne nella scorsa legislatura. L’Udc ha ritirato l’emendamento, ma non altrettanto ha fatto il leghista Cè che anzi ha richiamato la maggioranza al voto compatto: invito respinto dal capogruppo di An, Ignazio La Russa, che pur ha ribadito la libertà di voto. Gli emendamenti limitativi sono stati respinti. Oggi un’altro tema, probabilmente, spaccherà Poli e gruppi parlamentari: il destino degli embrioni.

  6. #6
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    Predefinito tratto da IL MESSAGGERO 13 giugno 2002

    Il dibattito in aula sulla procreazione assistita
    Con la nuova legge sarà obbligatorio anche il consenso informato
    Fecondazione, no ai donatori e ai single
    Duro scontro alla Camera: bocciata l’inseminazione eterologa, sì alle coppie conviventi

    di ROSSELLA CRAVERO

    ROMA

    Niente figli ad ogni costo. Nessuna speranza di ricorrere alla donazione del seme di un estraneo. L’aula della Camera ha detto no alla fecondazione eterologa. Ma a detto sì alle coppie di fatto. Anche i conviventi quindi, purché di sesso diverso, potranno accedere alla fecondazione. Sarà ammessa solo la procreazione assistita con i gameti provenienti dalla coppia. Dopo i diritti del nascituro, approvato l’altro pomeriggio, ieri si è conclusa un’altra dura battaglia per l’articolo 4, uno dei più controversi all’interno della legge sulla fecondazione. L’intero articolo è stato votato con scrutinio palese e approvato con 276 sì e 150 no. Il colpo di scena è stato sfiorato su un emendamento della Mussolini, respinto per soli 8 voti, che permetteva la fecondazione eterologa in determinati casi. In tarda serata è stata la volta dell’articolo 5. Almeno su questo punto il blocco cattolico si è accontentato di escludere i "single" senza penalizzare le coppie di fatto, cioé i conviventi. Due emendamenti dell’Udc e della Lega limitavano la fecondazione alle sole coppie sposate, forse per evitare una "ritorsione" al Senato, l’Udc ha fatto marcia indietro.
    Si chiude una porta quindi per quanti speravano di vedere autorizzato, nei centri pubblici, il ricorso a questa tecnica. La fecondazione eterologa è legalizzata in Europa, ad eccezione della Germania e dell’Italia dove, fino ad oggi, viene vietata nei centri pubblici mentre è ammessa in quelli privati. Soddisfazione della Lega e di alcune parlamentari di An. «I diritti del nascituro devono essere difesi - afferma Francesca Martini, della Lega - e nostro dovere e priorità è garantire al più debole, in questo caso al bambino che non è ancora nato, un padre ed una madre biologici che corrispondano ai genitori affettivi». «Un duro colpo alla libertà privata dei cittadini e alla loro libertà di coscienza» è invece il commento di Marida Bolognesi dei Ds.

    «Se la legge voleva mettere fine al cosiddetto Far West della procreazione ha fallito il suo scopo — ha detto la Bolognesi — negando tecniche, come la fecondazione eterologa, lecite in tutte Europa, abbandoniamo le coppie alla provetta clandestina, con gravi rischi per la salute delle donne e dei nascituri». Ma intanto l’articolo nove già prevede che se il divieto dell’eterologa venisse violato, il padre non può comunque disconoscere il figlio nato in provetta.
    Ieri sono stati approvati anche gli articoli 2 e 3. Con il primo si autorizza una spesa di 2 milioni di euro per le ricerche affidate al ministero della Salute «sulle cause patologiche, psicologiche, ambientali e sociali dei fenomeni della sterilità e della infertilità e favorisce gli interventi necessari per rimuoverle nonché per ridurre l’incidenza e, ove possibile, per prevenire l’insorgenza dei fenomeni indicati». L’articolo 3 prevede invece che i consultori debbano informare le coppie oltre che sulle procedure per la procreazione assistita anche sull’adozione. E infine è passato anche l'articolo 6 che prevede il consenso informato della coppia che chiede di ricorrere a tecniche di fecondazione.

    Sono cinquantamila le coppie sterili nel nostro Paese e il 40 per cento ricorre alla fecondazione. Una legge quinti attesa con nsia da molti che ha visto però l’opporsi di tra chi metteva al primo posto il nascituro e chi chiedeva la tutela degli interessi di tutte le parti coinvolte. Dure le reazioni, soprattutto dal mondo scientifico. «Un cedimento alla morale cattolica che riapre la strada al turismo procreativo e toglie ai cittadini un diritto». Questo il commento del ginecologo Carlo Flamigni, uno dei pionieri italiani della fecondazione in Italia. «Assistiamo ad un fenomeno storico - afferma il ginecologo - la sostituzione dello Stato laico con uno Stato etico, in questo caso basato sulla morale cattolica. Queste posizioni vengono prese solo in base a un concetto di famiglia che è esclusivamente quello cattolico».


  7. #7
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    Predefinito tratto da L'ARENA 13 giugno 2002

    Vince il «blocco» cattolico

    Fecondazione assistita: no all’eterologa e sì solo per le coppie

    Roma

    Il blocco cattolico trasversale presente alla Camera ha retto, portando a casa due dei punti più importanti della legge sulla procreazione assistita: il no alla fecondazione eterologa e il conseguente accesso alle tecniche alle sole coppie, escludendo quindi i « singl e» . Ma per due volte questo blocco ha rischiato di «andar sotto» durante le votazioni. Le divisioni sono state trasversali a quasi tutti i gruppi, e nel centrodestra per una volta Lega e centristi si sono trovati sullo stesso versante della trincea a difendere un testo, su cui invece c'erano parecchi dissidenti in Fi e anche in An. I cattolici dei due schieramenti hanno condotto in porto subito un punto a loro caro: i consultori familiari informeranno le coppie sterili non solo sulle tecniche di fecondazione assistita, ma anche sulle possibilità di adozione e di affidamento familiare.

    Ma la battaglia, che ha impegnato la Camera per quasi otto ore, ha riguardato la possibilità o meno della fecondazione eterologa, vale a dire con almeno uno dei due gameti (o entrambi) estranei alla coppia. E qui molti gruppi si sono lacerati, con le componenti cattoliche a votare contro l'eterologa e le componenti laiche a favore. Nella Margherita c'è stato un confronto a suon di citazioni bibliche tra Rosi Bindi (contraria) e Francesca Bimbi (favorevole). Anche nei Ds, che hanno appoggiato gli emendamenti pro-eterologa, Marcella Lucidi ha espresso il «no» dei Cristiano sociali. In An è stata Alessandra Mussolini a intraprendere una battaglia in favore degli emendamenti, fermamente respinti da Giulio Conti. Spaccata a metà Forza Italia. Gli unici gruppi compatti sono stati Udc e Lega, nettamente contrari all'eterologa, e Prc e Pdci, favorevoli.

    A fine mattinata, quando il presidente Pier Ferdinando Casini ha messo ai voti il primo emendamento sulla fecondazione eterologa, le numerose assenze tra i banchi di Forza Italia e An avrebbero fatto sì che venisse approvato. Alcuni parlamentari cattolici (Conti, Fioroni della Margherita, Massidda di Fi, Lucchese dell'Udc) si sono però accorti dei vuoti, chiedendo di riprendere un approfondimento del tema, e « sventand o» così l'approvazione. «Spero che non si sia trattato di un agguato dentro la nostra stessa maggioranza» ha commentato successivamente Conti.

    Nel pomeriggio gli animi si sono riscaldati e sono volate parole grosse: il capogruppo del Carroccio, Alessandro Cè, ha definito «incivile e disumana» la fecondazione eterologa, parole che hanno suscitato l'indignazione della sinistra. È seguito un dibattito nel dibattito, con i cattolici accusati di voler creare «uno Stato etico», secondo la definizione di Franco Giordano (Prc), e i primi a tentare di spiegare l'opportunità di un limite su questo punto, con Pierluigi Castagnetti e Luca Volontè. Il colpo di scena è stato sfiorato su un emendamento di Alessandra Mussolini, respinto per soli otto voti, che permetteva la fecondazione eterologa in determinati casi. Alla fine è stato confermato il testo, con il divieto, licenziato dalla commissione Affari sociali. Automaticamente sono venuti meno gli emendamenti della sinistra (Verdi, Ds, Prc e Pdci), riguardanti il successivo articolo 5, che permettevano l'accesso alla fecondazione assistita non solo alle coppie, ma anche alle donne « singl e» .

    L'altro punto su cui c'erano emendamenti riguardava l'accesso alla fecondazione da parte delle coppie di fatto. Il testo approvato in commissione lo consentiva, ma incombevano due emendamenti, dell'Udc e della Lega, che lo vietavano, limitandolo alle sole coppie sposate. A questo punto il «blocco cattolico», come ha riferito un parlamentare, «non ha voluto stravincere», per non approvare una legge «indigeribile» per i laici; con il rischio che essi tentassero di affossarla in Senato, come avvenne nella scorsa legislatura. L'Udc ha ritirato l'emendamento, ma non altrettanto ha fatto il leghista Cè che, anzi ha richiamato la maggioranza al voto compatto: invito respinto dal capogruppo di An, Ignazio La Russa, che pur ha ribadito la libertà di voto. Gli emendamenti limitativi sono stati respinti.
    Martedì si riprende con un'altro tema che presumibilmente spaccherà Poli e gruppi parlamentari: il destino degli embrioni.

  8. #8
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    Predefinito

    Non ho potuto seguire il dibattito, ma volgio informarmi bene.
    Per tenere fede al mio clichè di rompipalle, come ha votato se ha votato il nostro presidente? E su questa battaglia non potremmo andare in primissima fila?? Io sono pronto
    saluti
    echiesa

  9. #9
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    Predefinito il nostro presidente

    Il nostro presidente darà battaglia. Il problema vero è che ormai i cattolici sono dappertutto.

  10. #10
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    Predefinito Il vaticano e Navarro Vals

    caro nuvola rossa
    se riesci a trovare la discussione dell'anno scorso in cui parlavo del partito dei cattolici, sarebbe interessante rileggere quelle note.
    Il concetto era questo, per anni la dc non si espose con istanze puramente cattoliche romane, salvo nel caso della raccolta delle firme per il referendum sul divorzio che poi perse.
    Non ci riprovò più, ora, con il partito trasversale dei cattolici di osservanza Navarro-romana, sia nel centrodesta che nel centro sinistra, fin dal '94 quando c'è da far passare qualcosa in parlamento fanno massa critica e vincono.
    Sembra quasi che il bipolarismo l'abbia voluto il Vaticano, ci hanno fregato un'altra volta ed alla grande.
    La multinazionale Woityla spazia in tutto il mondo, la nostra unica speranza è il patriarca di tutte le russie.
    Non so se avete letto sulla pagina letteraria di domenica del Corriere l'articolo che Malaparte scrisse nel '47, facendo la profezia che in un futuro i cattolici e i comunisti si sarebbero eliminati a vicenda, l'ex dirigente giovanile dei repubblicani di Livorno orfano di Ciano, con quell'articolo in francese sembrava che ritornasse all'ovile repubblicano, ma il giornale asseriva che l'articolo non fu mai tradotto in Italia e facendo di Malaparte un grande profeta politico
    L'articolo è molto bello, intelligente ed arguto e con un piglio letterario e politico veramente notevoli, però vorrei timidamente sostenere che non fu profetico, perchè nella battaglia cattolici e comunisti, sono i comunisti che hanno perduto non i cattolici romani.
    Non centra la dc, i cattolici specialmente nel bipolarismo, credo meno nel bipartitismo, ci sguazzano,lo vedete tutti i giorni, non è solo la fecondazione eterologa, anzi per loro, questo per echiesa, ci fossero queste battaglie, ci fossero questi steccati, loro oramai ci fanno la festa tutte le volte che vogliono.
    Mettersi a dibattere destra e sinistra, a loro non gliene frega niente, loro la maggioranza in parlamento ce l'hanno comunque.
    Arrivederci.
    Saluti laici con attenzione.

 

 
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