Posto quest'intervento del sindaco di Salerno De Luca, che descrive al meglio la situazione in Campania e le colpe dell'ambientalismo ideologico, impersonato dall'ineffabile Pecoraro Scanio, vero disatro nazionale.
CARLA ERRICO
«Per fare demagogia e finto ambientalismo abbiamo accettato a dicembre del 2000 di chiudere tutte le discariche. Col risultato di avere la più grande discarica a cielo aperto del mondo. Per fingere di difendere le popolazioni dalla diossina, sembre in omaggio all’ambientalismo ideologico, oggi in Campania abbiamo la più alta produzione di diossina al mondo, con i roghi per le strade e con il più alto tasso di neoplasie neonatali». A Salerno il sindaco Vincenzo De Luca è sicuro che il governo si appresta a dare via libera al termovalizzatore chiesto dal suo Comune ben un anno e mezzo fa al commissariato rifiuti. E, per una volta, non tuona contro Antonio Bassolino: «Concentriamoci sui problemi di merito», è la non-risposta alla domanda sulle richieste di dimissioni che fioccano contro il governatore e la Iervolino. Allora ce l’ha col ministro (salernitano) Alfonso Pecoraro Scanio, il De Luca che contesta i ritardi all’origine del disastro rifiuti in Campania? «Con il finto ambientalismo. E con le decisioni scellerate compiute a tutti i livelli di governo sulla spinta dell’ambientalismo ottuso». Un anno e mezzo per spuntare un sì al termovalorizzatore. Chi ha remato contro, sindaco? «Chi non capiva che i tempi erano, e sono, drammaticamente stretti. Tutti quelli che avevano il dovere di intervenire e non sono intervenuti. L’inefficienza amministrativa di una classe dirigente la cui credibilità è ormai sottozero. La scarsa capacità di governo. L’asfissia da emergenza continua. E forse anche un blocco di interessi più interessato a gestire in maniera camorristica il sistema dei trasporti che non a realizzare il ciclo industriale dei rifiuti. Ma oggi, davanti alla dimensione tanto drammatica della situazione, vorrei fare una premessa». Prego. «Chiedo l’aiuto dell’informazione perchè nel resto d’Italia si sappia quel che oggi è chiaro anche al governo nazionale. Che in Campania non c’è un disastro generale. Che Salerno è una città pulitissima. Svedese. Non c’è una carta a terra neanche nei quartieri periferici. Va sottolineato per non mortificare il lavoro di quanti in questi anni hanno pensato a risolvere i problemi della gente piuttosto che a fare politica politicante. E per non vedere danneggiate le attività economiche e turistiche di una città che è europea anche per gli standard di pulizia». Come nasce quest’anomalia? «Con una grande organizzazione dinanzi all’aggravarsi dell’emergenza. Abbiamo attivato quattro siti di trasferenza, abbiamo lavorato anche a ferragosto. Così ora abbiamo autonomia di raccolta anche quando chiudono le discariche». Non basta a ritenersi immuni, sindaco. «Certo. I problemi strutturali rimangono aperti per tutti. E oggi richiedono due decisioni rapide. La prima: aprire le discariche. Delle discariche c’è sempre bisogno, anche laddove esiste uno sviluppo intenso della differenziata. I siti vanno scelti con criteri precisi: l’assetto idrogeologico, la distanza dalle popolazioni residenti, l’accessibilità ai mezzi di trasporto. Ma poi, una volta scelti i siti, si deve procedere. Anche con l’esercito. Non bisogna ripetere quel che è accaduto, quando anche le rarissime scelte ragionevoli si sono bloccate di fronte allo starnuto dell’ultimo comitato di agitazione». La seconda decisione? «Bisogna completare il ciclo industriale dei rifiuti. Non siamo stati capaci di realizzare neanche un impianto di compostaggio per la lavorazione dell’umido. E l’umido portato a Padova o in Sicilia, non tutti lo sanno, costa 140 euro a tonnellata». Torniamo al ”suo” termovalorizzatore: lei ne ha parlato col sottosegretario Letta? «E con Giuliano Amato. Il termovalorizzatore è decisivo, per chiudere il ciclo industriale ed anche per sdrammatizzare il problema delle discariche. Da quando l’ho proposto, a luglio 2006, non ho neppure avuto il piacere di far capire che ogni giorno perduto significava 7.500 tonnellate di rifiuti in strada. Oggi su questi temi c’è la consapevolezza piena del governo. L’emergenza rifiuti in Campania è problema nazionale. E Salerno è pronta a compiere un atto di responsabilità. In questa settimana il governo prenderà le sue decisioni. Mi auguro siano quelle utili a imboccare la strada giusta».
Da www.ilmattino.it




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