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  1. #1
    Comunista democratico
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    Predefinito I 90 anni di Giuseppe Sacchi, dalla Resistenza alle lotte operaie, al partito

    I 90 anni di Giuseppe Sacchi, dalla Resistenza alle lotte operaie, all’impegno nel partito

    di Claudio Grassi * e Saverio Nigretti **





    su Liberazione del 27/12/2007

    Il compagno Giuseppe Sacchi, presidente del Partito della Rifondazione Comunista della Lombardia, il 25 dicembre ha compiuto 90 anni. Vogliamo fargli tantissimi auguri e, nel farlo, cogliamo l’occasione per ricordare le tante battaglie di cui è stato protagonista.
    Sacchi nasce a Mediglia, in provincia di Milano, nel 1917 e, giovanissimo, comincia a lavorare alla Om.
    Consolida in fabbrica i suoi ideali antifascisti e partecipa alla Resistenza sino a diventare comandante della 114ª Brigata Garibaldi.
    Si iscrive al Pci. Dopo la Liberazione continua a fare l’operaio - collaudatore motorista - alla Motomeccanica.
    Diventa, a quel tempo, segretario della Sezione del Partito di Porta Romana. Nel 1948 viene licenziato per rappresaglia e diviene funzionario politico. Nel 1955 entra nella segreteria milanese della Fiom e, un anno dopo, assume l’incarico di segretario generale dei metalmeccanici che manterrà sino al 1964. E’ un periodo duro per il sindacato: i mezzi sono assai scarsi, il collegamento con i lavoratori problematico (i diritti sono tutti da conquistare), Cisl e Uil firmano accordi separati; la rappresaglia incombe: la Celere spara.
    Il sindacato resiste solo per la capacità e la caparbia tenacia dei suoi quadri che tengono saldo il rapporto con i lavoratori.
    E’ quello il tempo della lotta all’Alfa Romeo sui tempi e gli orari alla catena che, dopo l’accordo separato, la Fiom conduce da sola e vince; della lotta alla Geloso contro il licenziamento dei membri della Commissione Interna, con l’occupazione della fabbrica e con il padrone che apre il fuoco sui lavoratori; della lotta alla Breda; delle serrate alla Triplex e alla Franco Tosi.
    E partono da allora le vertenze di settore , dai siderurgici agli elettromeccanici, la lotta “delle quattro stagioni” - estate 1960 (è l’estate contro Tambroni) primavera 1961 – è, dopo le amarezze degli anni 50, il primo vero segno della riscossa operaia e dell’unità sindacale che Giuseppe Sacchi, persegue con l’allora giovanissimo segretario Fim Cisl di Milano Pierre Carniti.
    Fu quella la lotta che aprì la strada al contratto innovativo del ’63. Nel corso della stessa lotta si inventarono – e fu fondamentale – forme nuove di collegamento fabbrica-città: i cortei silenziosi, il Natale in piazza, la tenda alla Borletti. E si provarono forme inedite di consultazione operaia, come le assemblee sui piazzali. Furono di quelle lotte – e di Sacchi – le parole d’ordine “resisteremo un minuto in più del padrone” e “uniti si vince” che verranno poi riprese e scandite nelle manifestazioni dell’autunno caldo e che porteranno a contratti avanzati e allo Statuto dei lavoratori.
    La lotta degli elettromeccanici – diretta magistralmente da Giuseppe Sacchi - fu appunto il segno che l’Italia stava cambiando, rappresentò la fiducia ritrovata degli operai nelle proprie ragioni e, infine, fu la scintilla del ’68 operaio.
    Nel 60 Sacchi è eletto consigliere comunale a Milano e, nel ’63 con il voto decisivo dei suoi metalmeccanici, entrò in Parlamento, vi restò per due legislature e fu l’elaboratore del primo progetto di legge sullo Statuto dei diritti dei lavoratori.
    In quegli anni fece parte del comitato centrale del Pci e fu membro della segreteria regionale del Partito; successivamente fu vicepresidente dell’Aem di Milano, di Lombardia Risorse, di Federelettrica e della Cispel Lombardia.
    Il compagno Giuseppe Sacchi è stato uno dei principali oppositori, a Milano e nel Paese, prima del processo di mutazione genetica del Pci e della sua progressiva socialdemocratizzazione, poi, del suo scioglimento con la Bolognina.
    Con Alessandro Vaia e Arnaldo Bera, diede vita alla Casa Editrice Aurora, alla rivista “Interstampa” e al Centro Culturale “Concetto Marchesi” di Milano, preparando pazientemente quello che poi sarebbe diventato il Movimento e poi il Partito della Rifondazione Comunista.
    Ha recentemente pubblicato con l’Aurora due libri di cui consigliamo la lettura: “Quando gli operai partecipano. Le conferenze di produzione dell’Aem” e “Una lotta storica. 1960-1961, gli elettromeccanici”.
    Al compagno Giuseppe Sacchi “Pino”, che vogliamo ringraziare per tutto quello che ha fatto e che consideriamo un maestro per tutti noi e alla sua compagna Assunta, facciamo tantissimi auguri. Siamo certi di poter contare, ancora per tanto tempo, dei suoi suggerimenti e della sua saggezza.

    *coordinatore nazionale Essere Comunisti
    **presidente centro culturale “Concetto Marchesi”

    www.esserecomunisti.it
    Myrddin

  2. #2
    per il centro-sinistra
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    sinceri auguri a Pino Sacchi, importante esponente del movimento comunista milanese, figura di riferimento (con Vaia, Bera, Ricaldone..e prima ancora il grande Alberganti) per tutti coloro che con forza si opposero prima alla degenerazione del PCI (in paticolar modo al PCi dello "strappo" con l'Urss..quel PCi in cui sono cresciuti poi i Veltroni di turno) e poi alla liquidazione del comunismo italiano.

    caro compagno Sacchi, auguri di cuore...
    oggi posizioni e valutazioni diverse sulla fase ci dividono. Ma la stessa storia ci unisce. Sono sicuro che ci ritroveremo dalla stessa parte della barricata quando sarà il momento delle scelte decisive.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Leninista Visualizza Messaggio
    sinceri auguri a Pino Sacchi, importante esponente del movimento comunista milanese, figura di riferimento (con Vaia, Bera, Ricaldone..e prima ancora il grande Alberganti) per tutti coloro che con forza si opposero prima alla degenerazione del PCI (in paticolar modo al PCi dello "strappo" con l'Urss..quel PCi in cui sono cresciuti poi i Veltroni di turno) e poi alla liquidazione del comunismo italiano.

    caro compagno Sacchi, auguri di cuore...
    oggi posizioni e valutazioni diverse sulla fase ci dividono. Ma la stessa storia ci unisce. Sono sicuro che ci ritroveremo dalla stessa parte della barricata quando sarà il momento delle scelte decisive.
    Oggi ho visto Sacchi e ci ha detto che la sconfitta più grave i comunisti l'hanno subita sul piano culturale ....
    Myrddin

  4. #4
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    I miei più sinceri auguri al compagno Sacchi; compagni così ce ne sono sempre meno purtroppo...

  5. #5
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    E' vero, è un grande compagno!

  6. #6
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    Auguri al compagno Sacchi.Lo conosco dagli anni 80, ricordo anche una sua sgridata (nulla al confronto di quelle che prendevo dal compagno Vaia)

 

 

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