Gli scioperi dei metalmeccanici di ieri dimostrano un malessere e una grave crisi del sistema produttivo italiano.
I sindacati e, in generale, la direttiva politica della lotta non riescono tuttavia a radicalizzare lo scontro e portarlo ad un livello più profondo. In maniera infantile si continua a chiedere rinnovi contrattuali e migliori condizioni di lavoro, non comprendendo che, rimanendo invischiati nel modo di produzione capitalistico, la qualità del dominio si affina sempre di più.
Comunque il problema del capitalismo è sempre lo stesso: aumentare la quota di valore espropriato dal lavoro umano.




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