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Discussione: Gli Indiani

  1. #91
    L'ultimo uomo
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    Citazione Originariamente Scritto da nordista Visualizza Messaggio
    Male, anzi malissimo. Se vuoi ti raccomando per un posto a Las Vegas.


    -0N-

    Ci penserò...

  2. #92
    L'ultimo uomo
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    Citazione Originariamente Scritto da marmalade Visualizza Messaggio
    conosci bene il fondo per sapere che qui è permesso anche questo.

    NIfatti questo non è il fondo. E' il seggio....

  3. #93
    L'ultimo uomo
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    Citazione Originariamente Scritto da nordista Visualizza Messaggio
    Da queste parole deduco che sei filoamericano. Qui faresti fortuna (o almerno $8000 al mese).

    -N-

    Ho sempre pensato che gli Usa sono incredibili per le opportunità che offrono. Ma non arrivo ad essere filo, ci sono moltissimi aspetti che non mi piacciono affatto.

  4. #94
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    Citazione Originariamente Scritto da portiere Visualizza Messaggio
    NIfatti questo non è il fondo. E' il seggio....
    e si cazzeggia di meno?

  5. #95
    L'ultimo uomo
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    Citazione Originariamente Scritto da Ksatriya Visualizza Messaggio
    Non sto dicendo questo.
    Ognuno ha diritto di essere riconosciuto per i suoi meriti, ma all'interno della sua comunità.

    Oggigiorno parlare di comunità chiuse in sè stesse non ha senso.

    A meno che non si dica apertamente che ci piace il sistema saudita, e si mette fuorilegge che non si adegua. In Arabia Saudita si può essere solo musulmani per legge, ad esempio. In Urss si era comunisti dalla nascita, volenti o nolenti. Facciamo la stessa cosa anche noi? Solo cattolici, solo bianchi, solo italiani con dna controllato? Io non sono affatto d'accordo, ma se a qualcuno piace così, preferirei che lo si dicesse apertamente, invece di nascondersi dietro la foglia di fico delle "differenze etniche".

  6. #96
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    Citazione Originariamente Scritto da marmalade Visualizza Messaggio
    e si cazzeggia di meno?

    Touchè

  7. #97
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    Citazione Originariamente Scritto da marmalade Visualizza Messaggio
    ma te marce lo conosci quello con i baffi?

    No

  8. #98
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    Citazione Originariamente Scritto da portiere Visualizza Messaggio
    Oggigiorno parlare di comunità chiuse in sè stesse non ha senso.

    A meno che non si dica apertamente che ci piace il sistema saudita, e si mette fuorilegge che non si adegua. In Arabia Saudita si può essere solo musulmani per legge, ad esempio. In Urss si era comunisti dalla nascita, volenti o nolenti. Facciamo la stessa cosa anche noi? Solo cattolici, solo bianchi, solo italiani con dna controllato? Io non sono affatto d'accordo, ma se a qualcuno piace così, preferirei che lo si dicesse apertamente, invece di nascondersi dietro la foglia di fico delle "differenze etniche".
    Io penso che la foglia di fico delle 'differenze etniche' vada mantenuta. Ti posto un mio articolo per farti capire la mia posizione:

    INTEGRAZIONE? NO GRAZIE

    La cosiddetta "integrazione", posta come risoluzione ultima dei problemi legati alla società multirazziale è divenuta il cavallo di battaglia trasversale per eccellenza, vero feticcio di ogni partito che voglia rientrare nella categoria dei tolleranti, quando dall'altra parte della barricata ci sono gli "impresentabili" tra i quali non è buona cosa essere annoverati. Fa eccezione la Lega, che cavalca l'onda dell'islamofobia e di una generale xenofobia, in realtà ammettendo implicitamente di avere la stessa identica visione della situazione di ogni altro partito: non viene sollevata la questione della società multirazziale in sè, l'importanza della battaglia identitaria, ma quella dei problemi connessi alla microcriminalità e al vacillante ordine pubblico, con tanto di prosindaci-sceriffi e battaglie contro i "cornuti islamici" colpevoli di minacciare con il terrorismo un non meglio identificato occidente. In realtà non ci si rende conto che "integrare" gli immigrati nella nostra società se da una parte riduce (forse) il tasso di delinquenza degli extracomunitari dall'altra comporta un rischio ben maggiore; l'immigrato più pericoloso infatti non è lo spacciatore marocchino, ma il soggetto che alla terza generazione, se non prima ovviamente, rivendicherà il diritto di essere considerato come un autoctono, con conseguenze che al momento non possiamo prevedere, ma l'idea di regalare la cittadinanza dopo 5 anni si è già largamente manifestata tra i fanatici mondialisti del centrosinistra, irriducibili sostenitori dello Ius Soli. D'altronde ci troviamo costretti ad ammettere che comunisti e liberali hanno fatto un ottimo lavoro da questo punto di vista, e sulla questione dell'immigrazione vanno praticamente a braccetto. Sfatiamo il mito che vuole una sinistra che propugna un'immigrazione selvaggia e una presunta destra che cerca in ogni modo di respingere l'ondata: ovviamente non è così. Al contrario entrambe le forze politiche sono sostenitrici della tanto glorificata società multirazziale, che a quanto pare non distrugge quel che resta della nostra civiltà, ma la arricchisce; di cosa, non ci è dato sapere. L'unica differenza è sul modo in cui viene trattata la questione, che il centrosinistra prende con estrema leggerezza, mentre il centrodestra finge di osteggiare, nella maggior parte dei casi applicando una posticcia "linea dura", che alla fine non funziona mai realmente. La società multirazziale è uno degli strumenti utilizzati dal "sistema per uccidere i popoli" descritto da Faye nell'omonimo - e lucidissimo - testo. Dal nostro punto di vista già considerare una persona come un individuo a sè stante, la cui esistenza è slegata dal resto del mondo, è un'aberrazione. La persona cessa di essere parte di un popolo, il fatto che sia europea, africana o asiatica non significa niente, l'individuo è un individuo, ed è percepito come un semplice caso il fatto che si sia nati così come si è. In realtà ogni razza non è solo diversa fisicamente, ma è caratterizzata da una visione del mondo totalmente differente dalle altre, che del resto si può riscontrare nella storia, nel modo di concepire spiritualità, nell'arte - basta mettere a confronto l'arte classica europea e quella africana per capire di cosa stiamo parlando - nell'organizzazione della società, sia nell'antichità che in rapporto alla modernità, in cui non tutti i popoli si trovano a proprio agio. Ma ogni popolo ha delle peculiarità proprie, ed un popolo sano tende chiaramente a conservarle per perpetuare la propria visione del mondo, che la società multirazziale corrompe e disgrega. L'integrazione presuppone che all'allineamento degli immigrati ai nostri usi e costumi (ormai inesistenti, quindi è facile; basta perdere i propri) segua un'assegnazione di diritti e doveri pari a quelli degli autoctoni, cioè diritto di voto, cittadinanza, e quant'altro. Per questo motivo dobbiamo proporre un modello praticamente opposto a quello di matrice democratico-mondialista: se proprio la società deve essere multirazziale, che almeno sia anche multiculturale. Sarebbe molto più sensato da una parte aiutare gli immigrati a mantenere le loro tradizioni e dall'altra assegnargli diritti e doveri diversi dai nostri, e porre fuori discussione il discorso della cittadinanza acquisita. Inoltre sarebbe un'ottima idea, anche se al momento impossibile da realizzare (colpa del solito buonismo) permettere agli alllogeni di vivere nel nostro paese solo per il tempo che permetta a noi di avere un lavoratore - detto senza ipocrisie, perché è effettivamente così - sottopagato in più (di cui a quanto pare non si può fare a meno) e a lui di imparare un lavoro con il quale una volta tornato a casa potrà cooperare nella costruzione dell'economia del proprio paese. A nostro modo di vedere l'essenza della nazione sta nel significato del termine latino natio, comunità di persone nate da una stessa stirpe. Le moderne nazioni europee sono in realtà il risultato di una fusione etnica e culturale tra diversi popoli indoeuropei, dunque sempre e comunque caratterizzati da una visione del mondo molto simile; dovrebbero essere contenitori di varie etnie simili tra loro ma unite dalla stessa cultura, attraverso la nazione appunto. Non è possibile costruire qualcosa di simile quando si entra violentemente in contatto con popoli extraeuropei con i quali non abbiamo niente in comune. Oggi la nazione, grazie alla brillante idea dello Ius Soli (e della possibilità di ottenere la cittadinanza dopo un tot di anni) viene totalmente svuotata del suo significato, sia per quanto riguarda il concetto originale che quello moderno, per assumere connotati che si identificano solo nel territorio e nell'istituzione - in quest'ultima ancora per poco in realtà, dato che già si mostrano alla storia veri e propri centri di controllo politico sovranazionali, che relegano la politica stessa a un ruolo puramente amministrativo (i treni in orario di mussoliniana memoria...). Cosa significa "Francia" quando nella nazionale di calcio francese giocano praticamente solo africani? Niente. Territorio e istituzione. Secondo questa logica malata il concetto di nazione è inesistente, poiché la cittadinanza di ogni paese può essere assegnata a chiunque: se un immigrato vive in Italia, lavora, paga le tasse, considera questo paese il suo e come tale lo ama - tipico discorso sempliciotto democratico-borghese - può essere considerato italiano? La nostra risposta è no.

  9. #99
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    Citazione Originariamente Scritto da Ksatriya Visualizza Messaggio
    Io penso che la foglia di fico delle 'differenze etniche' vada mantenuta. Ti posto un mio articolo per farti capire la mia posizione:

    INTEGRAZIONE? NO GRAZIE

    La cosiddetta "integrazione", posta come risoluzione ultima dei problemi legati alla società multirazziale è divenuta il cavallo di battaglia trasversale per eccellenza, vero feticcio di ogni partito che voglia rientrare nella categoria dei tolleranti, quando dall'altra parte della barricata ci sono gli "impresentabili" tra i quali non è buona cosa essere annoverati. Fa eccezione la Lega, che cavalca l'onda dell'islamofobia e di una generale xenofobia, in realtà ammettendo implicitamente di avere la stessa identica visione della situazione di ogni altro partito: non viene sollevata la questione della società multirazziale in sè, l'importanza della battaglia identitaria, ma quella dei problemi connessi alla microcriminalità e al vacillante ordine pubblico, con tanto di prosindaci-sceriffi e battaglie contro i "cornuti islamici" colpevoli di minacciare con il terrorismo un non meglio identificato occidente. In realtà non ci si rende conto che "integrare" gli immigrati nella nostra società se da una parte riduce (forse) il tasso di delinquenza degli extracomunitari dall'altra comporta un rischio ben maggiore; l'immigrato più pericoloso infatti non è lo spacciatore marocchino, ma il soggetto che alla terza generazione, se non prima ovviamente, rivendicherà il diritto di essere considerato come un autoctono, con conseguenze che al momento non possiamo prevedere

    Ecco, il succo del discorso è questo: che il figlio dell'immigrato (quindi già seconda generazione) rivendichi dei diritti perchè italiano. Nei fatti è proprio così, perchè noi siamo una società liberale e democratica, e non può negare dei diritti ad un cittadino italiano solo perchè figlio di immigrati (od anche un immigrato diventato cittadino italiano). Poichè la legge di un paese liberale e democratico NON PUO' fare distinzioni in base a provenienza, stirpe o altri presupposti, quel diritto è validissimo, alla pari di cittadini che sono italiani da generazioni.

    Ovviamente l'articolo in questione NON tiene conto del fatto che oltre ai diritti si hanno anche i DOVERI, tra i quali rispettare le scelte prese dai propri concittadini. Tanto per fare un esempio: quando una ragazza cittadina italiana di origine pachistana (e religione islamica) sceglie di vestirsi succintamente ed andare a convivere con un ragazzo di un'altra etnia o religione, compie un suo preciso diritto, una sua scelta su cui non si può intervenire: obbliga tutti gli altri al DOVERE di rispettare quel diritto. Infrangerlo significa infrangere la legge.

    L'articolo che hai postato è un perfetto esempio della paura di dover condividere diritti con persone che, fino a poco tempo fa, vivevano in nazioni dove questi diritti non esistevano (e non esistono tutt'ora); inoltre ignora totalmente la questione dei doveri, che il neo cittadino italiano è obbligato a seguire (devi pagare le tasse, devi seguire la legge, devi rispettare la libertà altrui, ecc.). Si reclama la negazione di questi diritti per queste persone senza accorgersi che si finisce per infrangere anche i propri diritti. Si pone un precedente. Oggi si vuole negare ad Abdul di avere la sua moschea, domani si negherà la libertà a chi non la pensa come il capo (e sarà meglio che speriate che non diventi IO il capo, perchè in galera ci finirebbe mezzo paese, soprattutto gli utenti di DR ed i padanogeni ).

    Ma se si ama tanto L'arabia saudita è proprio necessario diventarlo anche noi? Andateci a vivere voialtri.

  10. #100
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    Citazione Originariamente Scritto da portiere Visualizza Messaggio
    Ecco, il succo del discorso è questo: che il figlio dell'immigrato (quindi già seconda generazione) rivendichi dei diritti perchè italiano. Nei fatti è proprio così, perchè noi siamo una società liberale e democratica, e non può negare dei diritti ad un cittadino italiano solo perchè figlio di immigrati (od anche un immigrato diventato cittadino italiano). Poichè la legge di un paese liberale e democratico NON PUO' fare distinzioni in base a provenienza, stirpe o altri presupposti, quel diritto è validissimo, alla pari di cittadini che sono italiani da generazioni.

    Ovviamente l'articolo in questione NON tiene conto del fatto che oltre ai diritti si hanno anche i DOVERI, tra i quali rispettare le scelte prese dai propri concittadini. Tanto per fare un esempio: quando una ragazza cittadina italiana di origine pachistana (e religione islamica) sceglie di vestirsi succintamente ed andare a convivere con un ragazzo di un'altra etnia o religione, compie un suo preciso diritto, una sua scelta su cui non si può intervenire: obbliga tutti gli altri al DOVERE di rispettare quel diritto. Infrangerlo significa infrangere la legge.

    L'articolo che hai postato è un perfetto esempio della paura di dover condividere diritti con persone che, fino a poco tempo fa, vivevano in nazioni dove questi diritti non esistevano (e non esistono tutt'ora); inoltre ignora totalmente la questione dei doveri, che il neo cittadino italiano è obbligato a seguire (devi pagare le tasse, devi seguire la legge, devi rispettare la libertà altrui, ecc.). Si reclama la negazione di questi diritti per queste persone senza accorgersi che si finisce per infrangere anche i propri diritti. Si pone un precedente. Oggi si vuole negare ad Abdul di avere la sua moschea, domani si negherà la libertà a chi non la pensa come il capo (e sarà meglio che speriate che non diventi IO il capo, perchè in galera ci finirebbe mezzo paese, soprattutto gli utenti di DR ed i padanogeni ).

    Ma se si ama tanto L'arabia saudita è proprio necessario diventarlo anche noi? Andateci a vivere voialtri.
    Da come hai risposto sembra che tu non l'abbia letto tutto
    Comunque si vede che non hai colto il succo del discorso: democrazia, diritti etc etc sono tutte palle.

 

 
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