MORTE BHUTTO, AL QAEDA: «Noi non UCCIDIAMO Le donne»
Pakistan, Musharraf all'attacco
«Pugno di ferro contro le proteste»
Il leader taleban Mehsud nega le accuse del governo pakistano. Trentotto i morti dall'inizio delle proteste
Un uomo legge un giornale che riporta la rivendicazione di Al Qaeda in prima pagina (Afp)
ISLAMABAD - Pugno di ferro per stroncare le proteste di piazza. Questa la linea imposta dal presidente pakistano Pervez Musharraf alle forze di sicurezza del Paese, da tre giorni nel caos, in seguito all'assassinio dell'ex premier Benazir Bhutto, morta in un attentato a Rawalpindi. A riferire la posizione di Musharraf i mass media ufficiali, secondo cui il presidente ha impartito tale direttiva nel corso di un vertice di emergenza con i propri più stretti collaboratori. «Gli elementi che cercano di sfruttare la situazione dandosi a saccheggi e devastazioni debbono essere trattati con fermezza, e tutti i provvedimenti del caso vanno adottati, onde garantire l'incolumità e la sicurezza della popolazione», sono le durissime parole attribuite a Musharraf.
38 MORTI - Si aggrava intanto il bilancio delle drammatiche giornate che, in Pakistan, hanno seguito l'assassinio della Bhutto: almeno 38 vittime nei disordini e decine di milioni di dollari in danni. Lo ha fatto sapere il ministero dell'Interno.
MEHSUD NEGA OGNI COINVOLGIMENTO - In merito alle responsabilità della morte dell'ex premier il leader taleban Baitullah Mehsud, considerato il luogotenente di al Qaeda in Pakistan e ritenuto dal governo pakistano l'architetto dell'attentato che è costato la vita a Benazir Bhutto, nega ogni coinvolgimento nell'assassinio della ex premier. Lo riferisce un suo portavoce: «Lo nego fermamente. Il popolo tribale ha i suoi costumi, noi non attacchiamo le donne», ha detto il portavoce di Mehsud, Maulvi Omar, in una conversazione telefonica da una località sconosciuta. Ieri il governo pakistano aveva apertamente attribuito al leader taleban la responsabilità dell'uccisione di Benazir Bhutto giovedì a Rawalpindi.
COLPO ALLA TESTA - «Benazir Bhutto è stata colpita alla testa da una pallottola» insiste da'altra parte la sua portavoce assicurando di aver lavato il corpo della ex premier pakistana prima della sepoltura e quindi di averlo personalmente constatato. Il corpo della Bhutto, uccisa giovedì a Rawalpindi, non è stato sottoposto ad autopsia e ieri i portavoce ufficiali del governo avevano sostenuto che la morte è dovuta all'urto contro il tetto dell'automobile su cui l'ex premier si trovava al momento dell'attentato.
DIECIMILA IN PIAZZA CONTRO MUSHARRAF - Intanto circa 10 mila persone hanno partecipato ad un corteo di protesta sabato a Lahore, la principale città del Pakistan nord-orientale, scandendo slogan contro il presidente Pervez Musharraf e pregando per l'ex primo ministro Benazir Bhutto assassinata lo scorso giovedì a Rawalpindi.
Non ci sarebbe altro da aggiungere ma aggiungo lo stesso perchè c'è sempre chi gioca al celebroleso.. e dico.. continua la strategia di al quaeda, che fa del terrorismo senza terrorizzare, ossia senza rivendicare gli attentati ma anzi negandolie facendo sempre e solo gli interessi degli americani e dei loro amici
ma sempre per caso per carità!
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