Ecco il mio articolo, che nella mia umile condizione di licealeho scritto sul giornalino scolastico..
Olocausto, dibattito
o censura?
Ogni anno, solita storia. Il 27 Gennaio si ricorda
lo sterminio ebraico ad opera dei regimi
n a z i s t i e f a s c i s t i .
Piccola premessa, purtroppo doverosa da fare
ogni volta: chi scrive, non nega che ci sia stata
la deportazione nei campi di concentramento
di ebrei, omosessuali e nemici politici da parte
del Nazionalsocialis
m o .
Si è sviluppato, soprattutto
riguardo
questo argomento
(ma non solo), uno
studio di ricerca e di
approfondimento,
c h i a m a t o
“Revisionismo Storico”
che si pone
l’obbiettivo di conoscere
bene come
sono andate le cose in quei campi, dati i molti
aspetti ambigui e dubbi.
Non è vero che il 27 gennaio è la
“Commemorazione delle vittime di tutte le
guerre e di tutti i genocidi”, come spesso si usa
rispondere a chi contesta questa celebrazione
che in realtà è SOLO nei confronti dello sfortunato
(non sono ironico) popolo ebraico: <
Legge 20 luglio 2000, n. 211 - Istituzione del
"Giorno della Memoria" in ricordo
dello sterminio e delle persecuzioni
del popolo ebraico e dei deportati
militari e politici italiani nei campi
n a z i s t i > .
E lo sfortunato (allo stesso modo,
senza ironia) popolo armeno vittima
di un genocidio agli inizi del ‘900 ad
opera della Turchia? Dove lo mettiamo?
Non lo ricordiamo?
Si badi infatti, che il 27 Gennaio non
è celebrato solo in Italia, persino
l’ONU ha fatto una risoluzione a tal
proposito (60/7 del 1° novembre
2005). Ma lo stesso vale per gli Indiani
d’America, perseguitati (spesso
anche tuttora) dai coloni durante la
costituzione degli Stati Uniti
d’America e in seguito ghettizzati, lo
stesso vale per i tanti campi di concentramento
che c’erano anche in
Inghilterra durante la guerra, lo stesso
vale per i Lagoai in Cina, lo stesso
vale per tanti altri tragici, tristi esempi
che la storia dell’umanità ricorda.
Solo ultimamente si è riusciti ad indire
la giornata per un altro grave delitto,
quello delle Fobie (10 Febbraio),
ad opera dei partigiani comunisti di
Tito, con forti opposizioni, pensate
dai nostri amatissimi (sono ironico)
parlamentari di sinistra, si, proprio
loro che inneggiano all’antifascismo e
sono i paladini della giustizia,
dell’onestà e della libertà.
Il discorso cari studenti Vaniniani, è
ben più grosso…io scrivo semplicemente
su un giornalino scolastico, ma
molti hanno scontato la galera o peggio
per aver parlato dell’Olocausto al
di fuori della versione
ufficiale.
Perché mai? Non
esiste una libertà di
pensiero e di stampa?
Fra i tanti che sicuramente
hanno passato
guai penali e
giudiziari sono sicuramente
Faurisson,
Irwing e tanti altri
che hanno osato
rivedere la tesi ufficiale.
Non è tempo e luogo per esporre le
loro tesi né io appoggio le tesi di tutti
questi scienziati. Il mio intento è diverso.
Voi vi chiederete: “Ma perché accanirsi
su questo argomento? Sono stati
uccisi o imprigionati degli ebrei, che
senso ha litigare sulle modalità o sulla
q u a n t i t à ? ”
La risposta che faccio ogni volta
è:”Giustissimo, ma sull’Olocausto è stato
creato uno stato ebraico in mediooriente
al di fuori di alcun diritto naturale
per giunta a discapito di un altro popolo,
quello palestinese.”
Il compimento dello Stato di Israele è il
frutto di un lungo processo, iniziato nel
1836 con il rabbino polacco Zvi Hirsch
Kalischer, che scriveva: "L'inizio della
redenzione giungerà attraverso cause naturali
grazie agli sforzi umani e alla volontà dei governi
di riunire i dispersi di Israele nella Terra
Santa", fino alla nascita del Movimento
Sionista, che si proponeva lo stesso obbiettivo
a discapito di chi la “Terra Promessa”
la abitava già (il popolo palestinese,
ora senza un vero Stato), con le
conseguenze visibili tutt’ora: guerre,
morti e feriti, dall’una e dall’altra parte.
Il ricchissimo movimento sionista ha
avuto appoggi dai poteri forti affinché
tutto ciò si potesse avverare, Stati Uniti e
Massoneria in primis.
Quello che vorrei proporre, e che tanti
come me cercano di proporre, è il dibattito.
Semplicemente il dibattito per la
conoscenza della verità. Non sarà mai la
piena verità magari, ma almeno ci sarà
un dibattito, un confronto fra le due tesi,
fra le due parti. Le tesi revisionistiche
potrebbero anche essere false, lo dimostrino.
Ma il dibattito non si è mai creato:
solo occultamento delle notizie.
Perché, cari studentesse e studenti, da
sempre, chi censura, nasconde, occulta,
lo fa solo perché non vuole che la verità
si conosca, lo fa solo perché ha paura
delle conseguenze che la verità possa
portare. Lo fa perché nascondere fa bene
ai propri interessi.
Non vi disturbo ulteriormente e mi scuso
per la mia generalizzazione della questione,
toccando più argomenti (pur in
stretta connessione fra loro), ma non è il
l u o g o a d a t t o q u e s t o , p e r
l’approfondimento, che richiede più
tempo.
Grazie per l’attenzione e buon fine anno
scolastico!




ho scritto sul giornalino scolastico..
Rispondi Citando
