



Torino è la città della Mole Antonelliana, costruita per diventare sinagoga. E' la città della dinastia Agnelli, che è diventata Elkann. E' la città del bollettino sionista "La Stampa". E' la città dell'Einaudi, con tutto il suo nido di intellettuali ebrei. E' la città di Pezzana e dei "corretti informatori" sionisti. E' la città dei Ginsburg e di Primo Levi. E' la città che espelle dall'Università i docenti non allineati col potere sionista. E' la città in cui si espellono dalle scuole gl'insegnanti che non officiano la liturgia della Giornata della Memoria. E si potrebbe continuare per un pezzo.
Chi parla di islamizzazione di Torino si metta la kippah in testa, se non ce l'ha già.


Per valutare l'obiettività dell'articolo, basta farsi un giro sul sito da cui è tratto: bandierine americane a iosa, e banner contro l'odio anti-israeliano inculcato ai bambini palestinesi, con tanto di foto di quel terrorista sanguinario di Arafat.
Ebbravo Caglitricolore![]()
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