Il valore fisico della moneta equivale al valore fisico della moneta (e "oro monetato" non è "oro" ma "oro monetato"). Ti ripeto: non esiste divisione tra valore del bene e valore della moneta, perchè il bene è la moneta.
lo è se quei due individui impongono a qualcuno di attribuirle quel valore, per questo motivo è INACCETTABILE una cosa simile in un regime di corso legaleNon stai neanche attento a quello che scrivo, perchè io non ho mai parlato di convenzioni universali, bensì mi riferivo ad un'ottica di libero mercato e quindi proprio a convenzioni fra due o più individui. Che poi il valore sia un dato soggettivo non è affatto in contraddizione con la possibilità che due o più individui si mettano d'accordo su un'unità di misura convenzionale del valore, qual è la moneta non convertibile.
non ho detto che DEBBA ho detto che POSSA, perchè il comportamento dei beni sul mercato è l'aumento di offerta se aumenta la domanda, se possibileSei tu, non io, che riguardo alla monete private hai detto che "essendo merci LA LORO PRODUZIONE AUMENTEREBBE ALL'AUMENTARE DELLA DOMANDA" (e tra l'altro l'hai pure sottolineato).
non esiste una politica monetaria che faccia il bene, esistono solo politiche che facciano il male, la politica monetaria non deve esistereTornando al discorso del gold standard, quello che contesto di questa teoria è la convizione che la gestione della politica economica sia un gioco a somma zero, cioè che abbia solo effetti redistributivi e non anche sulla ricchezza complessiva.NO. E' l'agire umano quello che determina la crescita dell'economia, non un indice astratto che tu chiami credito e io potrei chiamare DEBITO (=credito)... l'offerta di credito NON va guidata, NON va incentivata, NON è necessario che sia sempre positiva e VA BENE SOLO SE NON SAI NEMMENO QUALE E', se NON LA REGOLI, NON LA INFLUENZI in nessun modoSecondo l'articolo postato da Ronnie "le fonti del benessere sono il risparmio, la tecnologia e l'imprenditoria", il che è vero, ma necessita di alcune considerazioni. Il risparmio è fonte di benessere nella misura in cui permette il credito, il quale a sua volta favorisce l'imprenditoria e gli investimenti, da cui la tecnologia. E' il credito quindi la molla ultima che permette ad un'economia di crescere.No, sarebbe solamente un argine al furto inflattivo, che è molto peggio della deflazione.Quello che i fan del gold standard trascurano di considerare è che un'economia fondata sul gold standard e sull'abolizione delle riserve frazionarie vedrebbe decimata l'offerta di credito e quindi il sostegno all'imprenditorialità ed all'investimento. I ritmi di crescita dell'economia sarebbero quindi di molto ridotti. L'ipotesi del gold standard rappresenta quindi un'opzione che, se fosse possibile, sarebbe complessivamente sconveniente.
Ha effetti negativi, solo negativi, se aumenta è un problema.Ma anche senza voler entrare nel merito delle teorie del gold standard, vale una considerazione più generale: tutti, gold standardisti compresi, sono convinti che la quantità di moneta abbia degli effetti, altrimenti non si capirebbe perchè preferiscano l'oro ad altre ipotesi monetarie o viceversa.bene, esattamente così, ma PRIMA di poter realizzare questo è meglio prendere atto che l'abolizione del corso legale è lontana e intanto CI VUOLE L'ORO.In un'ottica di libero mercato e di libera concorrenza monetaria si deve quindi ammettere che la regolazione della quantità di moneta avverrebbe in modo da soddisfare le esigenze e gli interessi dei "consumatori" della moneta, cioè degli utenti. Questo vale anche nel caso in cui (da me ritenuto improbabile) gli utenti dovessero preferire una moneta deflazionata. Le monete non convertibili, infatti, non sono affatto incompatibili con la deflazione: basterebbe semplicemente fermare l'emissione monetaria per ottenere un effetto deflattivo.esatto, tra cui gli utenti "ladri" noti anche come "banche centrali" i quali non conterebbero per niente, ed è quel che vogliamoL'unica differenza tra le monete non convertibili ed il gold standard risiederebbe unicamente nel fatto che la gestione delle prime, in un regime di libera concorrenza monetaria, tenderebbe a soddisfare gli interessi e le preferenze degli utenti, essendo questi ultimi liberi di scegliere la moneta che più preferiscono; al contrario, una moneta aurea non è regolabile se non dal ritmo imprevedibile con cui l'oro viene scoperto ed estratto dai suoi giacimenti: gli interessi degli utenti conterebbero quindi ben poco.
in assenza di stato non ce ne frega un cazzo, lo vogliamo ORA.
Ma anche la stessa realizzabilità del gold standard, specie in assenza di stato, è molto dubbia.
Infatti nessuno mi ha ancora spiegato chi o cosa, a parte lo stato, potrebbe impedire, partendo da un regime di gold standard, l'emissione in soprannumero di "note di banca" ed il loro utilizzo come mezzo di scambio, così come è già avvenuto nel medioevo.
La mancata soluzione a questo problema renderebbe il gold standard inattuabile nell'anarchia e quindi in un contesto di free banking.
la deflazione è una condizione naturale del mercato in espansione, quando il mercato diviene più efficiente è normale che scendano i prezzi e questo è un bene. i periodi di espansione sono quelli in cui i prezzi devono scendere, è nei periodi di penuria che dovrebbero salire, non capisco se hai il cervello con due morsetti invertiti come gli economisti neoclassici o giochi a prendere in giroUna considerazione infine sulla deflazione: è stato detto che la deflazione ha storicamente accompagnato periodi di espansione economica. Ma, come si deduce dalla famosa equazione, ciò è dovuto al fatto che, mantenendo stabile la massa monetaria, la deflazione consegue ad un aumento dei redditi reali, non che ne sia la causa.
Anzi si potrebbe ipotizzare che la deflazione contribuisca a raffreddare la crescita economica, in linea con i fenomeni di omeostasi tanto diffusi in natura.![]()
Ad ogni modo la deflazione aumenta i vantaggi del detenere moneta e quindi disincentiva la domanda di beni e servizi, nonchè gli investimenti. In condizioni di sottoproduzione la deflazione potrebbe anche essere sostenibile, ma nelle condizioni di sovraproduzione in cui viviamo sarebbe evidentemente controproducente.
non è così





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