





«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


Sicuramente uccidere le classi medie è uno dei problemi. Il punto è che le classi medie spariscono perchè i ricchi se le mangiano, non capendo che servono per mantenerli ricchi.
Inoltre il problema sono i ricchi, perché un ricco, comunque non spende mai il 90% della sua ricchezza. E più e ricco e meno ne spende, in %. Quindi in sostanza blocca l'economia perché immobilizza soldi.
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


Sostanzialmente sì. Non è che noi pensiamo consapevolmente questo, ma la storia della cultura europea è questo.
Tu vai a scuola e ti raccontano la storia in un certo modo, il modo dei vincitori, ovviamente. E da lì tu ti fai l'idea che fai parte di una civiltà superiore.
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


Ovviamente è un video complottista e io non condivido le teorie complottiste.
Il problema per me è che si è determinata una convergenza malefica di interessi, che è anche autodistruttiva.
Non è il capitalismo in sé, non è il mercato in sé, non è l'individualismo in sé il problema.
E' l'uso che se ne fa.
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


A me sembra che come al solito tu stia scambiando la causa con l'effetto, così come nel discorso sugli animali.
La giustificazione del dominio basata su una supposta superiorità "morale" è posteriore (sia temporalmente che concettualmente) all'atto del dominio, basato invece su una superiorità militare effettiva.
È esatto, la storia (così come la cultura, in generale) la scrivono i vincitori. Ma prima di scrivere bisogna vincere, di certo non si vince perché si è scritto.
"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)




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«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij