



http://www.youtube.com/watch?v=2ZDhnRo8YvQ
Whiskey in the Jar è una canzone tradizionale irlandese che parla di un bandito (solitamente dei monti di Cork e Kerry) tradito dalla propria moglie o dalla propria amante. È una delle canzoni tradizionali irlandesi più eseguite ed è stata incisa da artisti come i The Dubliners, The Pogues, Peter, Paul and Mary, The Highwaymen, Roger Whittaker, the Clancy Brothers e Tommy Makem, The Irish Rovers, Poxy Boggards, The Limeliters, King Creosote, The Shatilla Shakers e Brobdingnagian Bards. È stata anche realizzata una versione rock dalla band irlandese Thin Lizzy nel 1972 (Irish release) e nel 1973 (UK chart success). Quest'ultima è stata riproposta da U2, Pulp, Smokie, Metallica (la loro versione vinse un Grammy nel 1998), Belle & Sebastian e Gary Moore. Jerry Garcia dei Grateful Dead e David Grisman registrarono insieme una cover in stile Bluegrass di questa canzone.
Intorno al 1970 Lillebjørn Nilsen la adattò in norvegese come "Svikefulle Mari". La band finlandese Eläkeläiset ha registrato una versione Humppa del brano chiamata Humppamaratooni. Nel 1992 i Modena City Ramblers la incisero nel loro primo demo tape On the first day of march...Live demo assieme ad altri traditionals irlandesi. Nel 2007 Lars Lilholt Band ne realizzò una versione danese dal titolo "Gi' mig whiskey in the jar".
Le esatte origini del brano sono oltremodo incerte. Considerando il fatto che in essa si parla di uno "spadino" (rapier) è probabile che il testo non sia stato realizzato dopo la fine del XVIII secolo. In almeno una versione lo spadino è rimpiazzato da una sciabola; il riferimento al rapier potrebbe originariamente aver voluto indicare un rapaire ("mezza picca" in irlandese) e il bandito avrebbe potuto essere un rapparee - banditi e soldati irregolari irlandesi del XVII e XVIII secolo.
Nel suo libro The Folk Songs of North America, il famoso storico della musica folk Alan Lomax ha ipotizzato che la canzone risalga al XVII secolo. A sostegno di tale asserzione Lomax ha evidenziato le similitudini tra "Whiskey in the Jar" e la The Beggar's Opera di John Gay, che data 1728. Lomax ha ritenuto che "Whiskey in the Jar" inspirò "Beggar's Opera": se ciò è vero "Whiskey in the Jar" era già diffusa nel 1728 nel mondo celtico. A riguardo della storia della canzone, Lomax scrisse, "Gli strati popolari delle isole britanniche nel diciassettesimo secolo ammiravano i briganti locali; e in Irlanda (o Scozia) quando i gentiluomini della strada rapinavano i possidenti inglesi erano considerati patrioti. Questi sentimenti ispirarono questa allegra ballata." Lomax ritenne in particolare che il protagonista della canzone fosse simile a un Robin Hood che rubava ai ricchi per tenersi il bottino.
La canzone arrivò fino agli Stati Uniti e fu molto apprezzata dai coloni a causa del suo spirito irriverente nei confronti degli ufficiali britannici. Le versioni americane sono alle volte ambientate negli Stati Uniti ed hanno personaggi americani. Una di queste, del Massachusetts, parla di Alan McCollister, un soldato irlandese-statunitense condannato alla morte per impiccagione per aver rapinato un funzionario inglese.
"Whiskey in the Jar" è il racconto in prima persona di un bandito che, dopo aver derubato un soldato o funzionario corrotto ("for I am a bold deceiver"), è tradito da una donna chiamata Jenny o Ginny; se questa sia la moglie o l'amante non risulta chiaro. Le varie versioni della canzone hanno vari scenari come Kerry, Kilmagenny, Cork, Gilgarra Mountain, Sligo e altre località sparse per tutta l'Irlanda. Il nome della voce narrante non è mai nominato. Gli unici personaggi con un nome sono infatti la donna traditrice, "Jenny/Ginny", e il funzionario anglo-irlandese, "Captain Farrell", nessuno dei quali può fornire alcun aiuto nella datazione della canzone. Il brano finisce con il desiderio espresso dal narratore di scappare dal posto dove è imprigionato per ritornare a condurre "la bella vita". La versione dei Thin Lizzy e dei Metallica differisce dalla tradizionale modificando lievemente alcuni versi e cambiando il nome del personaggio femminile in Molly.


bella!specie l'inizio








http://www.youtube.com/watch?v=v9InnXP64To
By a lonely prison wall, I heard a young girl calling
"Michael, they have taken you away
For you stole Trevelyan's corn
So the young might see the morn'
Now a prison ship lies waiting in the bay"
Low lie the fields of Athenry
Where once we watched the small free birds fly
Our love was on the wing
We had dreams and songs to sing
It's so lonely 'round the fields of Athenry
By a lonely prison wall, I heard a young man calling
"Nothing matters, Mary, when you're free
Against the famine and the crown
I rebelled, they ran me down
Now you must raise our child with dignity"
Low lie the fields of Athenry
Where once we watched the small free birds fly
Our love was on the wing
We had dreams and songs to sing
It's so lonely 'round the fields of Athenry
By a lonely harbour wall, she watched the last star falling
As the prison ship sailed out against the sky
For she'll live in hope and pray For her love in Botany Bay
It's so lonely 'round the fields of Athenry
Low lie the fields of Athenry
Where once we watched the small free birds fly
Our love was on the wing
We had dreams and songs to sing
It's so lonely 'round the fields of Athenry


sono bellissime le ballate irlandesi
Seven Drunken Nights è una divertente canzone tradizionale irlandese, resa celebre dal gruppo The Dubliners. La loro versione raggiunse la posizione numero 7 nelle classifiche di vendita inglesi nel 1967. È basata sullo schema di una più antica ballata inglese, Our Goodman, talvolta chiamata Four Nights Drunk.
Normalmente sono cantate solo cinque delle sette notti, a causa della natura troppo volgare delle ultime due. Ogni notte è raccontata in un verso, seguito da un ritornello, nel quale il narratore torna a casa ubriaco trovando segni evidenti del fatto che un altro uomo è stato con sua moglie, la quale gli dà delle spiegazioni, non del tutto convincenti.
Notti 1-5 [modifica]
La prima sera (generalmente lunedì), il narratore vede uno strano cavallo fuori dalla porta:
As I went home on Monday night as drunk as drunk could be,I saw a horse outside the door where my old horse should be.Well, I called me wife and I said to her: "Will you kindly tell to meWho owns that horse outside the door where my old horse should be?" Quando tornai a casa lunedì notte, più ubriaco che mai,vidi un cavallo fuori dalla porta, dove avrebbe dovuto essere il mio vecchio cavallo.Perciò chiamai mia moglie e le chiesi: "Potresti gentilmente dirmidi chi è quel cavallo che c’è fuori dalla porta, dove dovrebbe essere il mio vecchio cavallo?" Sua moglie gli racconta che è soltanto una scrofa che le ha regalato sua madre:
"Ah, you're drunk, you're drunk, you silly old fool, still you can not seeThat's a lovely sow that me mother sent to me." "Ah, sei ubriaco, stupido vecchio imbecille, non riesci neppure a vedereche è una tenera scrofa che mi ha mandato mia madre." In ogni verso il narratore nota una pecca nella spiegazione, ma sembra contento di metterci una pietra sopra:
Well, it's many a day I've travelled a hundred miles or more,But a saddle on a sow sure I never saw before. Ho viaggiato per molti giorni e per più di cento miglia,ma una sella su una scrofa sicuramente non l’avevo mai vista prima. Nelle quattro notti seguenti compaiono un cappotto (in realtà secondo la moglie si tratta di una coperta, sopra la quale lui nota i bottoni), una pipa (una teiera -tea whistle- o in altre versioni un flauto -tin whistle- riempiti di tabacco), due stivali (vasi per i fiori, con i lacci), e infine, essendo questo l’ultimo verso normalmente cantato, una testa che spunta fuori da sotto le coperte. Di nuovo la moglie gli racconta che si tratta di un bambino, inducendolo alla risposta per le rime: "un bambino con i baffi sicuramente non l’avevo mai visto prima".
Tutto ciò che appare in casa, si dice che sia un regalo della madre della moglie.
Notti 6-7 [modifica]
Gli ultimi due versi non sono cantati spesso, generalmente considerati troppo volgari, e a causa della loro rarità, ne sono circolate diverse versioni. Il verso sei talvolta mantiene la stessa storia guida: due mani compaiono sul seno della moglie, la quale, dandogli la spiegazione meno verosimile, gli racconta che si tratta solo di un abito da notte, sebbene l’uomo noti che questo abito da notte ha le dita.
Ne esiste un’altra versione con una nota sprezzante: il narratore vede un uomo uscire dalla porta poco dopo le 3 di notte; questa volta la moglie gli dice che era un esattore delle tasse inglese mandato dalla regina. Il narratore, ormai insospettito per ciò che sta succedendo, risponde:
Ho viaggiato per molti giorni e per più di cento miglia,ma un inglese che dura fino alle 3 di notte, non l’avevo mai visto prima. Questo si separa notevolmente dallo schema standard: l’allusione è più arguta e dà una stoccata agli inglesi (una pratica diffusa in molte canzoni irlandesi).
Probabilmente la versione più comune del settimo verso vede l’uomo notare un “coso” nella “cosa” di lei, o “nel letto”, dove avrebbe dovuto essere il suo “coso”. Di nuovo la moglie ha una risposta pronta: si tratta di un flauto, e il narratore risponde:
“… peli sopra un flauto sicuramente non li avevo mai visti prima”. Altre volte il “coso” coinvolto si dice essere una candela (e in questo caso lei ricicla una scusa da una notte precedente). Il narratore questa volta risponde che non aveva mai visto prima un paio di palle su una candela. In una versione ancor meno ambigua, è la prima volta che il nostro eroe ha visto dei “testicoli su un mattarello”.
Sicuramente la canzone lascia molte cose inspiegate, come ad esempio cosa succede quando l’uomo si alza sobrio e vede quello che gli oggetti sono veramente, oppure se non ci sono più, nota la loro scomparsa (in particolare nel verso 5). Oppure infine come può vedere il “coso” di un uomo, ma non l’uomo stesso.
Un’altra versione poco conosciuta della notte di domenica è la seguente: “è una carota che mi ha mandato mia madre”, con l’osservazione finale “una carota con su le cipolle non l’avevo mai vista prima”.
Un’altra versione: “è solo un mattarello che mi ha mandato mia madre” con l’uomo che dice: “un mattarello con una testa come quella non l’avevo mai visto prima”.
Ancora un’altra versione: "non è nient’altro che un martello che mi ha mandato mia madre”, con l’uomo che nota: “un martello con una testa come quella non l’avevo mai visto prima”.


Giorno...


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