giusto perché lo stavo guardando prima
“Tutta una corrente dell’Aufklarung tedesca si è così rivolta verso un materialismo radicale e disperato, nel quale dopo la morte di Dio c’è il nulla: nessun messianismo terreno, nessuna speranza, niente da attendersi da un mondo che è il male assoluto. Uno dei principali rappresentanti è il romanziere e saggista Johan Carl Wezel, autore di Belphagor nel 1776. In questa versione noire di Candide, l’uomo, pura macchina fisico-chimica, è in modo evidente ricondotto a un determinismo assoluto, che rende illusorie tutte le idee: “chi può opporsi alla necessità che fa muovere gli eventi dell’umanità gli uni a partire dagli altri?”. La storia umana è costituita dalla lotta eterna, dalla guerra di tutti contro tutti, nella quale “il vincitore ha sempre ragione, dal Gange alla Spree fino ai mari del Sud”. Tutte le idee non sono che delle coperture. Battersi per l’oppresso? Si raccoglierà la sconfitta o l’ingratitudine. Liberarsi in nome della libertà? Significa ammantare con un’ideologia una lotta che si conclude con la sostituzione di un rapporto di forza con un altro. E poi, per chi? Per cosa? La morte arriva per tutti; rendere il mondo migliore affinché future generazioni vi trascorranno qualche attimo prima di scomparire a loro volta? Che soddisfazione! In ogni caso, osservate il mondo dall’origine: “Una parte dell’umanità è oltraggiata fino a morirne perchè l’altra si sazi fino a morirne”.






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punto sugli occhi
