

Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Poche palle: comunismo vuol dire proprietà e gestione collettiva dei mezzi di produzione. Questo è il nocciolo. Le varie correnti e derive sono cazzate introdotte da gente che via via doveva giustificare in qualche modo il desiderio, innato in ciascuno di noi, di diventare il padrone del mondo.
Proprietà e gestione collettiva dei mezzi di produzione significa che la pianificazione economica (cosa, come, quando produrre) viene gestita democraticamente in un contesto di risorse naturalmente limitate e in una società egualitaria. Quindi temo proprio che, senza la possibilità di far cucire i palloni ai bambini asiatici, prima di arrivare a produrre il rossetto rosso puttana, o i vestitini chic, o anche i campionatori per i musicisti indie cool, le risorse a disposizione si esaurirebbero (tra l'altro in modo inefficiente) per produrre rape, fagioli e ciripà per tutta la popolazione. Prodotti basic che, tra l'altro, riuscirebbero pure male, perché ad una decisione democratica non può che conseguire un'attività di mediocre qualità, per definizione.
Quindi, cari "comunisti", scordatevi il dandysmo. Il comunismo chic è una cazzata impraticabile.
I magnifici asini sardegnoli ma'acchiappano da sempre... (salvo.gerli)




Comunque WLF.


Hai perfettamente ragione Terenzio, ma non devi dimenticare che il comunismo, se con esso intendiamo il marxismo, è una filosofia della libertà. La dittatura del proletariato, l'abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione, la pianificazione economica totale e totalizzante, la prassi autoritaria, ecc. sono tutte cose subordinate al raggiungimento del fine ultimo del comunismo che è, sostanzialmente, una forma di anarchia, in cui l'uomo è liberato dalla tirannia del bisogno e della necessità, così come da ogni sovrastruttura.
Questo aspetto ambivalente del comunismo marxista ha fatto sì che le diverse idiosincrasie dei suoi interpreti e seguaci producessero vari filoni, tra cui uno che, prediligendo la fase di transizione dalla società capitalista a quella comunista, pone l'accento sul suo aspetto coercitivo-totalitario, collettivista e spersonalizzante, e un altro che invece ne sottolinea i risvolti "libertari" (il termine ovviamente non va inteso in senso paleo-lib o americano), che ne caratterizzerebbero la meta finale.
Ultima modifica di Giò; 14-06-13 alle 13:42
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).






solo perché non sbandierano esplicitamente che il vivere inimitabile presuppone l'asservimento di altri esseri che faticano per rendere possibile il nostro otium (poi di fatto se sono intellettuali lontani dal sudore manuale se ne avvantaggiano tranquillamente pure loro)


Cambiare argomento.

