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(no il mio punto era solo che N. smantella l'io come causa dell'azione come effetto, vedendoli come un tutt'uno necessario - ciò non è incompatibile con l'occhionismo),
ah sì, il fatto un po' paradossale è che Nietzsche ritiene che il mondo sia mosso non dico da leggi - ché la parola non gli piaceva - ma da necessità (con la qual cosa forti e deboli non farebbero che esprimere la loro natura), mentre Epicuro con la sua parenklesis (il "clinamen" di Lucrezio) di atomi che sbatacchiano in giro introduce un elemento di casualità non deterministica
naturalmente che gli atomi sbatacchino casualmente non rende lo stesso un grande servizio alla "libertà del soggetto agente autonomo", così come per converso il pensiero della "necessità" può avere implicazioni fatalistiche soltanto per gli spiriti irrimediabilmente fatalisti (senza che un tale pensiero in sé debba per qualunque motivo trattenerci dal fare quello che è in nostro potere, non potendo trattenere gli spiriti attivi e aggressivi)
Ogni volta che scrivi in questo modo, a catartica tocca cambiarsi gli slip.
I magnifici asini sardegnoli ma'acchiappano da sempre... (salvo.gerli)
ho specificato perché attaccando la separazione tra io attore ("causa") dall'azione ("effetto") N. ha nel mirino il libero arbitrio proprio come occhioni, ed entrambi potrebbero consentire che lui è fatto così e c'è poco da fare