



"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)


Pop rock ce lo dici a qualcun altro.








Ma poi quel che mi disturba maggiormente è l'uso dei testi e della scenografia come modalità principale di espressione. Sotto c'è la solita struttura armonica banale, il solito ritmo in 4/4 o 2/2, quel che conta principalmente sono il carisma del cantante, i testi più o meno "maledetti/decadenti", la suggestione data dalla scenografia (possibilmente sotto forma di videoclip). Dammi un cantante maledetto ed emaciato, dammi un'ambientazione più o meno gotica, e mi scioglierò touttA. A quel punto leggiti una poesia, che fai prima. Io voglio ascoltare dei musicisti suonare, frega cazzi dei testi, di quel che pensa il cantante, e della scenografia maledetta che ormai incanta solo più i polli.
I magnifici asini sardegnoli ma'acchiappano da sempre... (salvo.gerli)





