









la mia teoria è che l'allegoria di tutto ciò è la sala da pranzo.
cioè gli italiani si sposano per avere la sala da pranzo, con il mobile con la vetrinetta pieno di merda, il tavolo che useranno solo quando vengono i suoceri (perché nessun altro metterà mai piede a casa loro, tantomeno gente come me che gli sporca di cenere e gli rovescia la birra sul parquet), il divano e la tv.
"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)


secondo me se si introducesse l'usanza che il matrimonio se lo pagano gli sposi assisteremmo ad una drastica caduta del fenomeno








Posso avere tutto quello senza sposarmi, non che sia una gran conquista eh.