sono stato un po' sbrigativo (si poteva essere più impeccabili), comunque il punto di Habermas e di Apel è che chi pratica l'aggressione contro altri uomini cade in una "contraddizione performativa" venendo meno ad alcuni assunti impliciti nel rapportarsi all'altro col linguaggio
ora a parte l'ovvio "vabbè e una volta che mi contraddico so fucking what" (benché non si sia espressa alcuna preventiva adesione al principio di non aggressione) uno dice: sì ma cosa c'entra col marxismo di cui stavamo parlando
poco o nulla appunto, non fosse che è stato Sandinista (!) a rimandarmi ad Apel, presentandomelo come "devastante" (magari dopo ritrovo la discussione) e guardandosi bene dal ribattere alle mie obiezioni (non si può fare in due minuti, proprio come col dibattito sul "plusvalore" - plusvalore che per quel che mi riguarda possiamo anche tenere, tanto la molla dialettica che dovrebbe sciogliere la contraddizione non scatta lo stesso, o scatta nel senso di sciogliersi nella direzione più spiacevole)





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