

Le elette cappelle
Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)


non conosco ancora abbastanza Hegel alla maniera di un Nietzsche da poter parlare per lui, ma questo è ciò che sostengono due suoi interpreti:
L’essenza della costruzione hegeliana consiste nel fatto che essa misura il corso della storia secondo il progresso temporale, cioè costruisce dall’ultimo passo quelli precedenti, considerandoli come necessariamente determinanti la situazione attuale. Questo orientamento secondo la successione temporale presuppone che nella storia del mondo valga soltanto ciò che determina delle conseguenze, e che il susseguirsi degli avvenimenti del mondo debba essere valutato secondo la ragione del successo. Il successo non è però soltanto la suprema istanza della visione storica dì Hegel, ma rappresenta al tempo stesso un criterio costante della vita quotidiana, dove del pari si suppone che il successo di qualcosa dimostri un diritto superiore rispetto a ciò che non ha successo. Il nucleo popolare della speculazione di Hegel sta quindi nel diffusissimo convincimento che soltanto ciò che ha successo abbia anche ragione. Questa fede ha ottenuto nel secolo XIX un’apparente conferma nel mondo della natura mercè la teoria dell’evoluzione di Darwin. Sotto l’impressione della concorrenza economica, Darwin ha scoperto la legge della «selezione naturale», secondo cui le specie animali superiori vengono a determinarsi perché nella « lotta per l’esistenza » il piú forte sopravvive ai meno dotati. La filosofia della storia di Hegel e la teoria biologica di Darwin hanno entrambe ricavato da quel che di fatto ha successo la pretesa necessità e l’intimo diritto del suo prodursi, e la loro ammirazione per le forze storiche e biologiche ha condotto ad una idolatria per quella forza che si riveli in un dato caso vittoriosa. D’altro canto, ciò che è scomparso dalla memoria storica, essendo stato annientato od essendo rimasto senza successo, è considerato secondo la formula di Hegel un’ «esistenza ingiustificata».
Karl Löwith, Da Hegel a Nietzsche, 1939, trad. it. di G. Colli, Einaudi 1949, pp. 329 – 330
Come fa notare Vegetti, Kojève nell''Introduzione' asserisce che "E' bene ciò che esiste e in quanto esiste. Ogni azione, essendo negatrice del dato esistente, è dunque cattiva: un peccato. Ma il peccato può essere perdonato. Come? Dal successo. Il successo assolve il crimine, perché il successo è la nuova realtà che 'esiste'". Dunque l'hegelismo di Kojève è fortemente connotato dall'esaltazione del momento 'decisionista', pragmatico, realista: la lotta, la morte, la glorificazione dello scontro privo di paura secondo alcuni interpreti (Poster, Roth) offrono il fianco alle critiche di 'surfascisme'.
Francesco Maria Tedesco, L'impero latino e l'idea di Europa; cfr. anche thread su Kojève (principale interprete di Hegel in Francia)
Ultima modifica di Troll; 09-10-13 alle 22:19
La gommunidà è incollerita con la kasta e lui gli parla di dicotomie, integralismi e totalitarismi
Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)




cosa o chi sarebbero i maschi omega?![]()
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