

Ultima modifica di Giò; 12-10-13 alle 22:22
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Prodi aveva emendato la nozione di contratto sociale scrivendo che se non ti ribelli ci stai


citazioni curiosamente favorevoli di Evola su Hobbes:
« In una situazione nella quale non esistevano più uomini capaci di ridestare nei singoli la capacità eroica di una obbedienza e di un riconoscimento sulla base di principi superindividuali e supermateriali, si cerca un nuovo mito e un nuovo fondamento: quello "contrattualistico" con l'annessa teoria dello "stato di natura" » ("Modernità in Hobbes", in "Lo Stato", gennaio 1939)
« (...) quand'anche motivi individualistici e utilitaristici possono esser serviti, in una fase preliminare, a condurre verso una simile forma di Stato, nel suo attuarsi esso chiama a vita tutt'altro, testimonia di una evocazione, di un fatto effettivamente magico, non avente più nulla a che fare con la razionalità e le utilità dei singoli » ("Lettere a Carl Schmitt")
vabbè mito = variopinta presa per i fondelli che fa colpo sulle anime semplici
Ultima modifica di Troll; 12-10-13 alle 22:25












lo pensava anche Spinoza nel senso (dovrei sbattermi a prenderlo ma mi pesa il culo) che posta come sappiamo la sua idea famigerata di fondo per cui in ultima analisi might makes right (del resto Deus sive Natura... un po' come in Hegel Deus sive Historia), i sudditi di un potere tirannico alla fine se lo meritano, e comunque in quanto tirannico necessariamente non potrà durare - la vera potenza e durevolezza lo Stato la ottiene quando si fa contenti tutti quanti (cosa su cui chi ha vissuto la crisi recente della modernità nutre qualche dubbio)
Ultima modifica di Troll; 12-10-13 alle 22:29


Ora prendete Rivolta e Impero
due testi speculari e opposti e si arriva al dughinismo italianista