



Comunque non era stalking, mi apparse il suo viso rotondo fra i commenti non mi ricordo a cosa
"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)




"I don't make any rules, Nick, I go with the flow."


"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)


Pensiero della sera: le mie coinquiline hanno preparato un impasto per pizza utilizzando un chilo di farina. Elle pensavano che forse non sarebbe stata sufficiente una simile quantità, giacché oltre alle loro due bocche dovevano sfamare anche quelle di tre loro amici. Morale della favola: le pizze sono diventate otto, due fornetti ad alimentazione elettrica sono rimasti continuamente accesi per oltre due ore e mezzo (per la grande gioia delle nostre tasche) e, come se non bastasse, questi "amici" hanno intenzione di venire a mangiare più spesso qui, poiché sanno che alle mie coinquiline piace fare da mangiare, e che lo fanno bene.
Per non parlare del fatto che oggi pomeriggio, alle ore 15:00, appena tornai a casa vidi la mia coinquilina studiare nella sua stanza CON LA LUCE ACCESA!! Alle tre del pomeriggio, con un sole che qui spaccava le pietre. Lei non ha una tenda che possa proteggerla da sguardi indiscreti, e forse è questo il motivo per cui preferisce tenere chiuse le serrande e tenere la luce accesa; ancora, con grande gioia delle nostre tasche. La cosa che fa rabbia è che la mia coinquilina, se guarda fuori dalla finestra, vede un muro, da lei distante solo pochi metri. Si tratta della parete esterna di uno dei condomini che ci fiancheggiano. Per di più questo muro non presenta balconi, porte o finestre; quindi nessuno riuscirebbe mai a guardarla, neanche volendo. E lei continua ogni santo giorno ad accendere la luce, anche quando - come oggi da noi - c'è bel tempo.
Ed ecco che anch'io mi sono un po' sfogata con voi, mentre le mie coinquiline e i loro amici stanno mangiando le pizze, chiacchierando e ridendo forte. Meno male che domani mi devo svegliare alle sei e mezzo... Buonanotte a tutti.




Elle
"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)




C'è chi dice che "con la cultura non si mangia" (cit. Giulio Tremonti). Falso. Con la cultura ci mangiamo tutti, specialmente se pensiamo agli effetti benefici dell'istruzione, della formazione della persona, del cittadino. Oggi si preferisce investire nelle tecnologie, nel progresso, nella modernità. Ma un uomo che non conosce il suo passato è come un fiore che non conosce l'acqua: muore, e nel peggiore dei modi, senza aver vissuto veramente, senza aver conosciuto cosa sia la vita.
Vorrei portare la vostra attenzione su questa riflessione: la cultura amplia gli orizzonti e favorisce l'integrazione e il benessere dell'uomo in società. A parte casi di evidenti disturbi mentali, la violenza sulle donne è provocata dalla mancanza di cultura. Gli omicidi sono provocati dalla mancanza di cultura. Le mafie, i bullismi, i soprusi, le violenze di ogni tipo sono provocati da mancanza di cultura. E perché? Per un motivo semplicissimo: chi sa che cosa sia una vita - umana, animale o vegetale – sa che ogni essere vivente è unico e irripetibile. Chi conosce l’infinito valore insito in ogni singolo essere vivente del nostro pianeta, non può non sapere che muovendo violenza contro di esso, muove violenza contro sé stesso.
La morale non è altro che un modo di vedere e di sentire cosa sia meglio non per il singolo, ma per la collettività a partire dalle proprie aspirazioni. La morale è un fatto al contempo personale e collettivo. Si sente dire spesso in giro: “Non condivido la tua morale”; chi dice così sembra tacciare l’altro di osservare un comportamento vòlto alla maleducazione, all’imbarbarimento dei costumi, dei valori, della morale appunto. Invece bisognerebbe tornare a pensare che con l’espressione: “Non condivido la tua morale” ci si riferisce alla non condivisione del punto di vista che quella singola persona ha della società, di come lei vorrebbe che fosse, e non l’ipotetica opera di stravolgimento dei costumi che essa opererebbe.