Oltre al capitale, ciò che frega il genere umano è l'irrazionalità umana usata là dove non sarebbe necessario usarla. Mi riferisco alla religione, all'idea che, una volta morti, vivremo ancora, seppur in una dimensione non meglio definita, in un luogo non meglio definito, per un tempo INFINITO. L'infinito... la gente comune, specialmente quella meno abituata a ragionare in modo razionale, ama riempirsi la bocca di termini dal sapore scientifico. Pensare che esista un aldilà equivale a decretare la nostra sconfitta come esseri umani, la sconfitta della laicità, della razionalità, del ragionamento in termini scientifici. Dietro a questi valori si nascondono centinaia di persone morte perché credevano in un dio diverso o non credevano proprio nella sua esistenza, che credevano che fosse la Terra a girare attorno al Sole e non viceversa, che l'universo fosse infinito e che non fosse opera di nessuno, ma semplicemente il risultato dell'evoluzione naturale della materia, ecc.
Però vanno fatte delle distinzioni: esistono persone che credono nell'aldilà e non disturbano chi non la pensa come loro e, al contrario, esistono persone che credono nell'aldilà e condizionano pesantemente le scelte di vita (dal mangiare al vestire, dal tempo libero alle relazioni sociali) altrui. Quando ad agire così è il singolo individuo, ancora ancora i laici riescono a farlo tacere, riescono a farlo tornare sui suoi passi. Ma quando a pensarla così è un'istituzione chiamata Vaticano, la stragrande maggioranza di laici non ha potere decisionale, perché le opinioni dei non credenti vengono bollate come lesive della dignità umana, come eresie, come opera del demonio. Io penso che sia opera del demonio il fatto che un essere umano (e in quanto tale fallibile) chiamato papa, abbia concentrato nelle sue mani il potere di negare la parola a individui dal credo diverso, dalla visione della vita e della morte diverse, dalla mentalità diversa.
I credenti hanno una grandissima paura della morte. Però vivono serenamente, perché credono che la loro vita continui dopo di essa. Anche i mafiosi sono sereni, perché oltre alla convinzione personale interiore della continuazione della vita dopo la morte, hanno il benestare delle autorità competenti (preti, parroci, ecc.) che li perdonano per tutti i peccati commessi. Poco importa se hai stuprato una donna, poco importa se hai ucciso un uomo, poco importa se hai rubato, se hai estorto del denaro, se hai sputato sulla tomba di tuo padre. Il prete ti perdonerà perché sei mafioso. E se non ti perdonerà, guai a lui. Tutti i mafiosi sono cattolici convinti. C’è una certa bibliografia a riguardo: sarebbe utile per tutti, a prescindere dal proprio credo, approfondire la questione, almeno in termini generali.
Se i credenti hanno paura della morte, i non credenti hanno una paura ancora maggiore. Tu potevi nascere al posto mio, io potevo nascere al posto tuo. Sarei potuta nascere rana, cigno, formica, rosa, albicocca. E invece sono il frutto dell’unione di due esseri umani di sesso opposto. Appartengo dunque alla classe dei mammiferi, all’ordine dei primati, alla famiglia degli ominidi. Sono un essere umano. E questo non mi fa onore, visto il comportamento dell’umanità nei confronti di Madre Natura. Ma se sono ancora qui e se non mi va bene questo mondo, lotto. Lotto quotidianamente per un futuro migliore; migliore non egoisticamente per me, ma per tutta l’umanità. Unisco la mia fede di non credente alla mia convinzione secondo cui la natura vada difesa dalla cattiveria e dall’ingordigia umana, dovuta alla sete di potere e di denaro; dal capitale, appunto. Noi discendiamo da Madre Natura, non da dio. Siamo il frutto dell’evoluzione naturale della specie. Derivando dalla natura, da veri non credenti abbiamo il dovere morale di difenderla. Ecologia e incredulità sono strettamente connesse in questa prospettiva. Atei e agnostici di tutto il mondo, unitevi!




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