
Originariamente Scritto da
H.I.M.
« Di fronte ad altre
interpretazioni isteriche ed epilettoidi della rivoluzione russa, il film di Alessandrini appare civilizzato e latinizzato, gli mancano i bagliori e gli spasimi della convulzione popolare asiatica. Prevale la psicologia romantica con la quale presso di noi si è sempre teatralizzata anche la rivoluzione francese. Da Alessandrini ci attendevamo una modernità interpretativa più vibrante tanto nel soggetto che nella sceneggiatura. Il film è armoniosamente diretto, il regista non ha perso di vista la curva parabolica dell'azione che comincia con "Noi vivi" e termina con "Addio Kira" in un lento fioccare di neve. Alida Valli tiene bene il centro del film complessa e triste, Giachetti fa del suo personaggio un'incarnazione superba, Brazzi ha dato consistenza e verosimiglianza al suo Teo...»
Raffaele Calzini in
Film del 16 settembre
1942.
hahahaha
che simpatici cazzoni