NORIMBERGA
«Basta con l’effetto Knut»
Orsetti divorati dalla madre
Lo zoo decide di non intervenire dopo il parto, a differenza dei colleghi di Berlino. Animalisti in rivolta
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BERLINO (Germania) — Certe volte, i tedeschi riescono a essere veramente tedeschi. Razionali al punto da risultare impopolari. Allo zoo di Norimberga, per esempio, sono nati alcuni piccoli orsi bianchi. Da giorni si sapeva che alcuni rischiavano di morire. Ciò nonostante, le autorità hanno deciso di seguire una stretta politica di non intervento.
Ieri, due dei tre nati sono morti e probabilmente mangiati dalla loro madre. Le polemiche sono subito esplose, con gli animalisti che accusano lo zoo di irresponsabilità doppia: prima perché tengono gli orsi in cattività, poi perché non li curano a dovere.
E' successo che Vera e Wilma, due giovani orse polari, hanno partorito un mese e un mese e mezzo fa. Wilma, però, aveva dato segni evidenti di non essere a suo agio e di non curare i piccoli: usciva dalla sua grotta, gli orsetti piangevano ma lei andava e veniva. Ciò nonostante, lo zoo ha deciso: se devono morire, moriranno. E, in effetti, ieri ha fatto sapere che sono morti, probabilmente perché malati, e sono poi stati mangiati, come spesso avviene in questi casi, dalla madre.
La questione, a questo punto, assume i toni di un vero e proprio scontro culturale. Le autorità dello zoo di Norimberga, infatti, avevano scelto la linea del non interventismo anche per evitare una nuova forma di Knutomania, cioè di isteria collettiva simile a quella scatenata dall'orsetto Knut, star dello zoo di Berlino, diventato famoso nel mondo perché abbandonato un anno fa dalla madre e da allora nutrito con il biberon da un umano. «Vogliamo evitare la Knutomania a tutti i costi—aveva detto il vicedirettore dello zoo di Norimberga, Helmut Mägdefrau —. Se la gente passa ore in fila per vedere un piccolo di orso polare, c'è qualcosa che non va. Abbiamo una giraffa baby, per dire, ed è carina allo stesso modo. Non siamo nel business di fare attività commerciali».
La contrapposizione a quanto fatto dai colleghi berlinesi non poteva essere più netta. Knut, che ha da poco compiuto un anno, è diventato un fenomeno di marketing straordinario: abbandonato dalla ventunenne madre Tosca, è diventato non solo il beniamino dei visitatori dello zoo ma il suo nome è anche stato registrato per usi commerciali e probabilmente sulla sua storia verrà realizzato un cartoon da Hollywood, forse con la voce del figlio di Tom Cruise. A Norimberga ammettono che, con Knut, Berlino ha fatto un ottimo lavoro. Ma sottolineano che loro vogliono continuare a fare un altro mestiere, che non sono interessati a tv e cinema.
Danilo Taino
Corriere 08.01.08
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