Il Presidente del Movimento Neoborbonico, prof. Gennaro De Crescenzo, segnala un’incredibile nota di un emerito sprovveduto che, all’oscuro di quanto ormai è alla portata di tutti, si crogiola nella sua ignoranza ripetendo a pappagallo le solite storielle sui “Borboni” con la “i”.
L’unica risposta che noi della Rete diamo al poveretto è sulla munnezza: “Se i nostri politici avessero preso ad esempio solo il 10x100 del buon governo dei Borbone, con la “e”, tutti gli attuali illustri pennivendoli come l’amico starebbero sicuramente a spalare immondizia”.
Ciò posto, invitiamo tutti i compatrioti a fare il solito ottimo lavoro inondando la redazione del “Giornale” di didattiche proteste all’indirizzo e-mail:
direttoreweb@ilgiornale.it
Cap. Alessandro Romano
Scrive il Presidente:
Sul "Giornale" del 6 gennaio Mario Cervi fa la recensione di un libro di Pino Aprile (Il trionfo dell'apparenza) nel quale l'autore, coraggiosamente, fa sue molte delle nostre tesi.
Cervi, però, che già qualche giorno fa "sparava" contro il "revisionismo", così scrive:
"Non condivido tutte le posizioni di Aprile, e da alcune risolutamente dissento. Fine e colto com’è, mi pare che dia eccessivo avallo alla tesi revisionista secondo cui il Meridione d’Italia, prospero e acculturato, fu vittima d’una feroce repressione e d’un brutale saccheggio dei piemontesi. Quell’«occupazione» tarpò le ali allo splendido sviluppo del Sud. A questa favola d’un Meridione il cui degrado deriva dal Risorgimento oppongo sempre - e la oppongo anche a Pino Aprile - una considerazione. In un breve volgere d’anni furono sradicati dalla Penisola due domini, quello austriaco nel Lombardo-Veneto e quello borbonico nel Sud. È unanimemente riconosciuto che determinate doti di civismo, correttezza amministrativa, efficienza nella gestione della cosa pubblica riscontrabili proprio nel Lombardo-Veneto sono in buona parte un retaggio lasciatoci dall’Austria. Quale retaggio, se non i cumuli d’immondizia del Napoletano, ha lasciato il regno dei Borboni? Lo scrivo senza dimenticare le soperchierie piemontesi e la retorica nauseante che ha avvolto il Risorgimento e i suoi protagonisti: ma anche senza dimenticare quale conquista sia stata l’Unità ".
Perché non lanciamo sulla nostra rete un "servizio" di "reazione mediologica"?
Invitiamo, come hai fatto altre volte e molto efficacemente, tutti gli utenti a protestare inviando mail al direttore del Giornale direttoreweb@ilgiornale.it




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