Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
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    Predefinito BRAVA LA LEGA IN FRIULI

    La Lega ha bloccato le nomine degli insegnanti per impedire che insegnanti non Friulani (giunti prevalentemente dal meridione con punteggi esorbitanti - acquisiti imbrogliando, come al solito) potessero rubare illecitamente il posto ai più preparati insegnanti residenti.
    Le graduatorie sono state bloccate per 1 anno, in tale periodo si studierà un nuovo metodo di attribuzione dei punteggi che premi chi merita (punteggi sudati e non regalati) e punisca gli imbroglioni meridionali che utilizzano titoli di studio regalati al sud per sistemarsi al nord. Si sta studiando anche un sistema analogo per le nomine dei Presid.
    BRAVA LA LEGA. FATTI NON PAROLE.

    Il limite del sistema è dato dal fatto che anche insegnanti "emigranti" non Friulani del nord sarebbero penalizzati ma, ad un certo punto, meglio questa soluzione dello schifo che è accaduto negli ultimi decenni.
    Da ex insegnante, che non consoce il Friulano, quando era stata ventilata la possibiltà di utilizzare il Friulano come lingua veicolare mi ero detto favorevole: preferivo perdere il posto ma darlo ad un Friulano piuttosto che assistere allo schifo di insegnanti con diplomi truccati (ma legalemente validi) che squalificavano tutto il sistema (e a cui si affidava il futuro dei nostri ragazzi).
    Questo è il risultato dello stato itagliano di merda che,in 150 anni, non è stato capace di far valere le stesse regole al nord ed al sud.
    Ultima modifica di Tyr; 04-04-10 alle 07:22

  2. #2
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    Predefinito Rif: BRAVA LA LEGA IN FRIULI

    Almeno la Lega in Friuli è concreta.

    Altrove pare che il tema principale sia la RU-486...

  3. #3
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    Predefinito Rif: BRAVA LA LEGA IN FRIULI

    Questa è una battaglia che la Lega sta portando avanti anche nel Parlamento romano dall'inizio della legislatura.
    Tuttavia gli interessi contrari sono troppo forti (ricordiamo che la scuola è una riserva immensa di posti di lavoro appetibili, e che un' associazione di insegnanti precari siciliani ha la forza di dettare quasi legge in materia).

    La Lega ci riprova: le graduatorie dei docenti legate alla residenza « Associazione Nazionale Orizzonte Docenti


    La Lega ci riprova: le graduatorie dei docenti legate alla residenza

    Pubblicato da orizzontedocenti su gennaio 12, 2010

    La Lega ci riprova: le graduatorie dei docenti legate alla residenza di Alessandro Giuliani

    La proposta di escludere gli aspiranti prof provenienti da fuori sarebbe già stata presentata sottoforma di ddl sottoscritto da tutti i parlamentari del Carroccio. Sicuramente d’accordo parte delle Regioni. Forse anche alcuni sindacati. .

    La Lega Nord torna all’attacco delle graduatorie degli aspiranti docenti cercando di imporre dei paletti regionali sempre più alti: dopo aver di fatto bloccato il ddl Aprea, quando sembrava destinato a trasformarsi in legge senza intoppi, il partito simboleggiato dal Carroccio fa sapere attraverso Mario Pittoni, capogruppo del Carroccio in commissione permanente (istruzione pubblica, beni culturali) al Senato, che tutti i parlamentari della Lega hanno sottoscritto un disegno di legge attraverso cui vorrebbero introdurre il requisito della residenza per poter accedere alle liste di attesa per diventare prof.

    Il certificato di residenza diverrebbe in pratica, almeno nelle intenzioni della Lega, un vero e proprio passepartout per entrare a far parte di albi di supplenti esclusivamente regionali: per chi non sarà in possesso della residenza (che per legge, è bene ricordarlo, deve corrispondere al principale “centro di interessi” del cittadino) niente da fare. Così le graduatorie che garantiscono più possibilità di lavorare rimarrebbero territorio di pochi eletti (del posto o trasferiti stabilmente).

    Indubbiamente si tratta di una proposta che, qualora andasse in porto, riuscirebbe a “risolvere alla radice” il problema della migrazione estivo-autunnale di cui ogni anno si rendono protagonisti giovani e meno giovani laureati del sud a caccia di una cattedra (quasi sempre provvisoria) al settentrione. Districando anche, in un colpo solo, il nodo legislativo derivante da corsi e ricorsi sulla laicità del Miur di posizionare in fondo alla graduatoria un aspirante docente solo perché inseritosi da meno tempo. Ad ottobre, è bene ricordarlo, il Tar del Lazio aveva respinto questa eventualità. Costringendo di fatto il ministro Gelmini ad introdurre un emendamento ad hoc (salva code) nel decreto salva-precari.

    E per il sen. Pittoni proprio sulla questione del “pettine” i giudici avrebbero “combinato il pasticcio. Assurdo – ha sottolineato Pittoni – che sia il tribunale a decidere la politica scolastica”. La proposta della Lega sembrerebbe allora ispirarsi, oltre al superamento della indeterminatezza degli aspiranti, al modello in vigore nella provincia autonoma di Trento, dove, con la finanziaria provinciale 2010, si è attribuito un punteggio aggiuntivo di 40 punti per ogni triennio di servizio prestato continuativamente in ogni ordine di scuola della provincia fino ad un massimo di 160 punti.

    Ma quali prospettive ha il Ddl di andare avanti? A livello politico il potere della Lega è indiscusso (sullo stesso tetto del 30%, introdotto con la circolare n. 2, c’è sicuramente un’influenza importante del partito del senatur). Se si guarda poi alle giunte regionali, chiamate direttamente in causa, è probabile che i favorevoli siano in leggera minoranza. Anche se almeno due Regioni molto importanti, Lombardia e Veneto, sarebbero sicuramente d’accordo. Come lo potrebbero essere anche alcuni sindacati, come la Uil Scuola e la Gilda degli insegnanti, che nei mesi scorsi si sono espressi chiaramente a favore delle code. E quindi, indirettamente, degli spostamenti interregionali.

    Chi si è dichiarato subito contrario alla proposta di regionalizzare le graduatorie è stata ovviamente l’Anief, promotrice del ricorso vincente che ha costretto Gelmini ad emendare il dl salva-precari. “Finalmente è chiaro – ha detto il presidente Marcello Pacifico – perché si sia mostrata tanta ostilità al trasferimento del solo personale precario: prima si è impedita la mobilità territoriale, poi la si è scoraggiata, ora la si vuole cancellare insieme alle graduatorie per favorire chi risiede nelle regioni industrializzate del Paese, oggetto di immigrazione e quindi di ampliamento dei plessi scolastici, per buona pace dell’unità nazionale”.

    Secondo Pacifico la proposta della Lega sarebbe solo il primo ‘atto’, per arrivare al compimento di un disegno molto chiaro: quello di realizzare “degli albi regionali che sostituiscano le graduatorie ad esaurimento. E pensare – continua – che alcuni precari, insieme a quasi tutti i sindacalisti, avallano questo progetto, spesso con il vano desiderio di preservare, soltanto per il momento, la propria posizione lavorativa a discapito della Costituzione e della giurisprudenza”.
    Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"

  4. #4
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    Predefinito Rif: BRAVA LA LEGA IN FRIULI

    Bene. Un'iniziativa padanista.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  5. #5
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    Predefinito Rif: BRAVA LA LEGA IN FRIULI

    Citazione Originariamente Scritto da novis Visualizza Messaggio
    Questa è una battaglia che la Lega sta portando avanti anche nel Parlamento romano dall'inizio della legislatura.
    Tuttavia gli interessi contrari sono troppo forti (ricordiamo che la scuola è una riserva immensa di posti di lavoro appetibili, e che un' associazione di insegnanti precari siciliani ha la forza di dettare quasi legge in materia).

    La Lega ci riprova: le graduatorie dei docenti legate alla residenza « Associazione Nazionale Orizzonte Docenti


    La Lega ci riprova: le graduatorie dei docenti legate alla residenza

    Pubblicato da orizzontedocenti su gennaio 12, 2010

    La Lega ci riprova: le graduatorie dei docenti legate alla residenza di Alessandro Giuliani

    La proposta di escludere gli aspiranti prof provenienti da fuori sarebbe già stata presentata sottoforma di ddl sottoscritto da tutti i parlamentari del Carroccio. Sicuramente d’accordo parte delle Regioni. Forse anche alcuni sindacati. .

    La Lega Nord torna all’attacco delle graduatorie degli aspiranti docenti cercando di imporre dei paletti regionali sempre più alti: dopo aver di fatto bloccato il ddl Aprea, quando sembrava destinato a trasformarsi in legge senza intoppi, il partito simboleggiato dal Carroccio fa sapere attraverso Mario Pittoni, capogruppo del Carroccio in commissione permanente (istruzione pubblica, beni culturali) al Senato, che tutti i parlamentari della Lega hanno sottoscritto un disegno di legge attraverso cui vorrebbero introdurre il requisito della residenza per poter accedere alle liste di attesa per diventare prof.

    Il certificato di residenza diverrebbe in pratica, almeno nelle intenzioni della Lega, un vero e proprio passepartout per entrare a far parte di albi di supplenti esclusivamente regionali: per chi non sarà in possesso della residenza (che per legge, è bene ricordarlo, deve corrispondere al principale “centro di interessi” del cittadino) niente da fare. Così le graduatorie che garantiscono più possibilità di lavorare rimarrebbero territorio di pochi eletti (del posto o trasferiti stabilmente).

    Indubbiamente si tratta di una proposta che, qualora andasse in porto, riuscirebbe a “risolvere alla radice” il problema della migrazione estivo-autunnale di cui ogni anno si rendono protagonisti giovani e meno giovani laureati del sud a caccia di una cattedra (quasi sempre provvisoria) al settentrione. Districando anche, in un colpo solo, il nodo legislativo derivante da corsi e ricorsi sulla laicità del Miur di posizionare in fondo alla graduatoria un aspirante docente solo perché inseritosi da meno tempo. Ad ottobre, è bene ricordarlo, il Tar del Lazio aveva respinto questa eventualità. Costringendo di fatto il ministro Gelmini ad introdurre un emendamento ad hoc (salva code) nel decreto salva-precari.

    E per il sen. Pittoni proprio sulla questione del “pettine” i giudici avrebbero “combinato il pasticcio. Assurdo – ha sottolineato Pittoni – che sia il tribunale a decidere la politica scolastica”. La proposta della Lega sembrerebbe allora ispirarsi, oltre al superamento della indeterminatezza degli aspiranti, al modello in vigore nella provincia autonoma di Trento, dove, con la finanziaria provinciale 2010, si è attribuito un punteggio aggiuntivo di 40 punti per ogni triennio di servizio prestato continuativamente in ogni ordine di scuola della provincia fino ad un massimo di 160 punti.

    Ma quali prospettive ha il Ddl di andare avanti? A livello politico il potere della Lega è indiscusso (sullo stesso tetto del 30%, introdotto con la circolare n. 2, c’è sicuramente un’influenza importante del partito del senatur). Se si guarda poi alle giunte regionali, chiamate direttamente in causa, è probabile che i favorevoli siano in leggera minoranza. Anche se almeno due Regioni molto importanti, Lombardia e Veneto, sarebbero sicuramente d’accordo. Come lo potrebbero essere anche alcuni sindacati, come la Uil Scuola e la Gilda degli insegnanti, che nei mesi scorsi si sono espressi chiaramente a favore delle code. E quindi, indirettamente, degli spostamenti interregionali.

    Chi si è dichiarato subito contrario alla proposta di regionalizzare le graduatorie è stata ovviamente l’Anief, promotrice del ricorso vincente che ha costretto Gelmini ad emendare il dl salva-precari. “Finalmente è chiaro – ha detto il presidente Marcello Pacifico – perché si sia mostrata tanta ostilità al trasferimento del solo personale precario: prima si è impedita la mobilità territoriale, poi la si è scoraggiata, ora la si vuole cancellare insieme alle graduatorie per favorire chi risiede nelle regioni industrializzate del Paese, oggetto di immigrazione e quindi di ampliamento dei plessi scolastici, per buona pace dell’unità nazionale”.

    Secondo Pacifico la proposta della Lega sarebbe solo il primo ‘atto’, per arrivare al compimento di un disegno molto chiaro: quello di realizzare “degli albi regionali che sostituiscano le graduatorie ad esaurimento. E pensare – continua – che alcuni precari, insieme a quasi tutti i sindacalisti, avallano questo progetto, spesso con il vano desiderio di preservare, soltanto per il momento, la propria posizione lavorativa a discapito della Costituzione e della giurisprudenza”.
    Novis, la situazione nel triveneto (almeno in Veneto e Friuli) è questa:
    - le aziende licenziano e persone quarantanni si trovano a spasso;
    - ci sono trasferimenti (da Gorizia vanno a lavorare a Verona o in Austira - o così o te ne vai -).

    A fronte di questo abbiamo:
    - i siciliani che aumentano gli stipendi dei dipendenti regionali;
    - i siciliani e i campani che ptretendono che le fabbriche in perdita continuino a produrre (fuori dalla loro porta di casa);
    - meridionali imbroglioni che si comprano il diploma al sud per lavorare al nord (intruppiamo persone poco preparate in sanità e istruzione - che andranno a peggiorare la vita degli abitanti del nord).
    Il fatto che la lega sia salita significa che i settentrionali ne hanno le scatole piene. Qui facciamo i salti mortali e i meridionali continuano a vivere di rendita come nulla fosse.

 

 

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