Ne ho scritte tante di parole, ne voglio scrivere in omaggio di Gianmarco, fratello Laziale, prematuramente scomparso, strappato alla vita nel fiore degli anni.
Daniele chiedevi perchè Gianmarco è morto così giovane, e io ti rispondo come rispondevano i pedagoghi greci alle domande innocenti di giovani che si affacciavano alla vita: Muore giovane chi al cielo è caro.
Ecco Dio ci mette vicino delle persone che ci sono amiche, che crescono con noi e alle quali vogliamo a volte più bene di quanto ne vogliamo a noi stessi, che dividono con noi la gioia, il dolore, il divertimento e la noia, che ci parlano di loro per farci capire come siamo, perchè ognuno vede nell'altro ciò che vede in se stesso.
Gianmarco è tornato dal Padre, quello che gli aveva dato la vita e che lo ha reso unico per quelli che oggi lo ricordano, anche in particolari insignificanti, in momenti quotidiani, al bar, in trasferta o magari a cena in pizzeria.
Se oggi noi siamo qui a ricordare e scrivere di lui è perchè Gianmarco era parte della nostra vita, fratello nei colori biancocelesti dell'amata Lazio: sicuramente ha insegnato qualcosa ad ognuno di noi, anche a me che non lo conoscevo ha insegnato, ancora una volta, che l'Amicizia è qualcosa che ci accompagna nella vita, che è preziosa come l'oro, come il platino, come un diamante, che va custodita gelosamente e difesa fino all'estremo, contro tutti e contro tutto.
Oggi noi perdiamo un Amico su questa terra ma abbiamo un'altra Stella vicino a quelle a noi sempre care di Piola, Maestrelli, Re Cecconi, Frustalupi, Paparelli e Gabbo: con loro sosterrà i nostri colori e la nostra fede, ci sarà di conforto nei momenti difficili e a lui andrà il pensiero nella vittoria.
A tutti i tuoi cari il nostro abbraccio per lenire, un poco, il dolore e il vuoto grandi che hai lasciato in questo mondo.
Ti sia lieve la terra, Gianmarco.




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