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Discussione: Save The Children

  1. #1
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    Predefinito Save The Children

    Trentuno eurodeputati scrivono alla Commissione
    Asili e immigrati, interrogazione all'Ue
    «Verificare se l'ordinanza di Milano non violi la Dichiarazione dei diritti fondamentali dell'Unione». Botta e risposta tra De Corato e Fioroni.

    BRUXELLES - Con un'interrogazione inviata alla Commissione europea, 31 eurodeputati tornano sul caso dell'ordinanza del Comune di Milano che nega l'iscrizione agli asili per i bambini figli di immigrati senza regolare permesso di soggiorno. I deputati europei (tra i quali Vittorio Agnoletto, Giulietto Chiesa, Lilli Gruber, Luciana Sbarbati, Giovanni Berlinguer) chiedono all'esecutivo europeo di verificare se la nuova circolare non violi le disposizioni della Dichiarazione dei diritti fondamentali dell'Unione europea e della Convenzione Onu per l'infanzia - per cui gli «interessi superiori del bambino sono considerati preminenti» in ogni atto compiuto da autorità pubblica - e anche se non sia in contrasto con il diritto fondamentale all'istruzione.
    DE CORATO-FIORONI - Intanto, dopo la «diffida» di Fioroni, è il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, a rispondere al ministro: «Esamineremo la diffida inviataci dal ministro Fioroni, ma gli chiediamo di rispondere lui a un quesito: può un pubblico ufficiale violare una legge dello Stato italiano? Oggi lo Stato italiano prevede per i clandestini la denuncia e l'espulsione dal territorio: questa è la legge Bossi-Fini». Immediata la risposta di Fioroni: «I dirigenti scolastici non sono tenuti a denunciare i figli di immigrati clandestini iscritti nelle loro scuole» ha spiegato il ministro. «La legge è molto chiara - ha aggiunto - e mi riferisco alla direttiva Moratti-Moioli». Il ministro ha poi assicurato che «non c'è alcun braccio di ferro tra me e il sindaco Moratti», e che il suo compito è quello di «fare rispettare la Costituzione e le leggi, che sanciscono chiaramente i diritti dei figli degli indigenti e dei clandestini».
    «SAVE THE CHILDREN» - Sul tema interviene anche «Save The Children». «La decisione del Comune di Milano di vietare l'iscrizione alla materna di bambini figli di immigrati irregolari è in contrasto con la convenzione Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza» afferma l'organizzazione internazionale. Nel ribadire che «il diritto all'istruzione va garantito a tutti i bambini a prescindere dallo status sociale o giuridico», viene giudicato «corretto e condivisibile» l'intervento del ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni, che ha dato al Comune di Milano dieci giorni di tempo per revocare la circolare e tornare sulle sue decisioni». «Save the Children» ricorda poi che «il diritto all'educazione per ogni bambino è inoltre sancito nel Dpr 394 del 1999, ai sensi del quale tutti i minori presenti sul territorio nazionale hanno diritto all'istruzione indipendentemente dalla regolarità della loro posizione di soggiorno».
    10 gennaio 2008
    Ciceruacchio

  2. #2
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  3. #3
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    Predefinito

    Non mi sembra una bella iniziativa quella dell'interrogazione alla Commissione Europea. Se le cose stessero veramente nei termini in cui riferisce il Corriere (il che magari sarebbe il caso di controllare) quella degli eurodeputati mi sembrerebbe una "sparata" priva di una reale conoscenza dello stato delle cose e non sostenuta da una idea precisa (né di fatto né di diritto) su come la questione è gestita al momento a livello nazionale e su come dovrebbe esserlo in un sistema più giusto: la verità è che a livello nazionale la scuola d'infanzia statale è spaventosamente deficitaria (ricordo che la scuola d'infanzia in Italia sebbene prevista come servizio educativo rivolto al benessere dei bambini -e non dei loro genitori- tuttavia NON è un diritto costituzionale, mentre è obbligatoria per tutti i bambini indipendentemente da questioni di cittadinanza la istruzione primaria e secondaria per almeno otto anni, in pratica dieci), la scuola d'infanzia statale, dicevo, è così deficitaria per numero di plessi e di sezioni aperte al punto che -soprattutto al centronord- continuano ancora oggi "storicamente" a sopperire le Amministrazioni Comunali (ma questa è una ingiustizia) ed esse stesse quasi ovunque sono in difficoltà fino al punto da stipulare convenzioni (cioè trasferimenti di denaro cash) a favore di scuole d'infanzia private (chissà di proprietà di chi ), con le quali contemporaneamente il Ministero ha in corso un contenzioso riguardo alla spinosa ed economicamente rilevante questione delle iscrizioni anticipatarie, volute ed attuate dall'allora ministro Moratti -oggi sindaco di Milano- ed abrogate e poi vietate dall'attuale governo di cenrtrosinistra (chissà perché, ma una vocina mi dice nell'orecchio che questo sia il vero nodo delle polemiche in atto).

    Ho nettamente l'impressione che questo "braccio di ferro" al quale i Parlamentari Europei si sono prestati a dare una cassa di risonanza sia semplicemente finalizzato ad esasperare una emergenza per pretendere ulteriori finanziamenti e consentire favori ai soliti noti.

    Se il Comune di Milano avesse semplicemente voluto evitare di utilizzare proprie risorse per fornire il servizio educativo a figli di stranieri irregolari ed avesse preferito emarginare tali bambini, si sarebbe semplicemente limitato ad emanare dei criteri di prorità sull'inserimento nelle liste di iscrizione (e di attesa) che dessero precedenza ai residenti rispetto ai domiciliati e ai non domiciliati; cosa che peraltro Milano aveva già negli anni scorsi: qui invece è proprio Palazzo Marino (a giudicare dai toni del Vicesindaco) che sembra volere la cagnara e che richiama l'attenzione sui "privi di permesso di soggiorno" (i quali dovrebbero regolarizzarsi entro una certa data per poter fruire del servizio per i propri figli, figuriamoci), una cagnara utile forse per consentire agli amministratori milanesi di bussare cassa meglio a Roma o magari utile a qualcuno per spuntare qualche concessione sulla faccenda degli anticipatari (oltre che per suscitare comunque un po' di consenso nel centrodestra più becero).

    Ho l'impressione che i nostri Parlamentari Europei stiano semplicemente abboccando all'amo, mettendo in mezzo un Organo (la commissione Europea) che andava invece protetto da questi pasticci: proviamo ad immaginarci, se l'Europa desse ragione al Comune di Milano, il Governo italiano di centrosinistra sarebbe screditato, se desse ragione al Ministro il centrodestra commenterebbe "beh, siamo alle solite, adesso l'Europa vuole venirci ad imporre come dobbiamo gestire le nostre scuole materne".

    Almeno il nostri eurodeputati avessero il coraggio di unire il loro intervento ad una proposta politica precisa, chessò, magari quella della statalizzazione della scuola d'infanzia su tutto il territorio, allo scopo di garantire un servizio educativo di uguale qualità a tutti i bambini.

    Biasimando la mancanza di una scuola d'infazia statale disponibile per tutti prima che non l'egoismo di qualche Amministrazione Comunale.

  4. #4
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    Questo articolo de LaRepubblica di qualche giorno fa dipinge un quadro della situazione secondo me un po' differente da quanto sembrerebbe apparire dell'iniziativa degli europarlamentari come riferita dal Corriere della Sera (e comunque a questo punto mi piacerebbe avere qualche indicazione in più sul testo del documento sottoscritto dai "nostri eroi").



    Materne, giro di vite sui bimbi stranieri
    Potrà iscrivere i figli solo chi è in regola con il permesso di soggiorno

    di Zita Dazzi

    Non c'è stato annuncio ufficiale. La nuova circolare sulle iscrizioni per l'anno 2008/2009 alle scuole dell'infanzia è uscita direttamente sul sito del Comune due giorni fa. Fra le molte novità, la più clamorosa è a pagina 4: «Le famiglie prive di regolare permesso di soggiorno avranno la possibilità di iscriversi, purché ottengano il permesso di soggiorno entro la data del 29 febbraio 2008. La mancata presentazione del permesso di soggiorno entro tale data non consentirà la formalizzazione della domanda di iscrizione». Il che significa semplicemente che decade il diritto all'iscrizione dei figli degli immigrati «irregolari».

    La circolare del Comune in una riga, dice che gli extracomunitari che vogliono iscriversi in una delle 170 materne comunali possono presentare il permesso di soggiorno o la ricevuta della richiesta di rinnovo. Ma subito dopo precisa che chi non è in regola entro la fine del periodo delle iscrizioni, non verrà ammesso. Fino a quest'anno, chi era in attesa del rinnovo dei documenti, veniva iscritto "con riserva". Ma di questa possibilità, nella circolare di quest'anno, non c'è traccia.

    Le convenzioni internazionali e le leggi nazionali riconoscono il diritto inalienabile alla scuola per tutti i bambini, indipendentemente dalla nazionalità e dalla condizione giuridica. E in effetti, sui 21.517 bimbi delle materne comunali, ad oggi sono 4.737 quelli stranieri. Oltre il 22 per cento. Ma i nuovi vincoli potrebbero cambiare la situazione. «La scelta del Comune penalizzerà gente che lavora e che è vittima della legge "Bossi Fini" - protesta Marilena Adamo, capogruppo dei Democratici in consiglio comunale - . Noi eravamo critici anche sull'iscrizione "con riserva", ritenendo che non possono essere discriminati in alcun modo i bambini, con o senza permesso di soggiorno. Ma questa novità peggiora ulteriormente la situazione».

    Perplesso anche don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità: «Abbiamo faticato così a lungo per ottenere che i bambini stranieri siano sempre ammessi nelle scuole dell'obbligo, mi sembra veramente penoso che ci si nasconda dietro al fatto che le materne comunali non offrono un servizio obbligatorio per legge. Per fortuna i rom che ospitiamo sono ormai cittadini comunitari, sennò avremmo avuto anche questo problema».
    Graziella Favaro, psicopedagogista, fondatrice del Centro Come che da anni collabora con Comune e Provincia sul fronte dell'integrazione scolastica, spiega i termini tecnici della questione: «I nidi e le materne del Comune sono considerati servizi per i residenti. Mentre il Dpr 394 sancisce per gli immigrati il diritto alla scuola "statale". Letizia Moratti stessa, quando era ministro dell'Istruzione, e la Moioli, che era dirigente, confermarono gli orientamenti del Dpr».

    La nuova circolare introduce novità anche nel sistema di iscrizione. A partire dal 15 di gennaio e fino al 29 febbraio infatti sarà possibile presentare la domanda anche on line collegandosi al sito www.comune.milano.it. Resta in vigore anche il sistema di prenotazione attraverso il call center (numero verde 800 272709) dal 15 al 26 gennaio. Quest'anno sarà inoltre possibile anche indicare non più tre ma ben cinque scuole preferite, due nel quartiere e tre anche fuori zona. Verranno accettate "con riserva" solo le domande delle famiglie che non siano in regola con le rette o le vaccinazioni.
    (21 dicembre 2007)



    FONTE: http://milano.repubblica.it/dettagli...anieri/1408366

  5. #5
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    Qui invece è il testo della Circolare del Comune di Milano in materia di iscrizioni alle Scuole d'Infanzia per l'anno 2008-2009:

    http://www.comune.milano.it/portale/...a6581673/false

    Volendo prevederebbe anche le deroghe dai criteri e dai tempi di iscrizione per i "casi sociali".

    Mi sembra evidente che siamo di fronte ad un bellissimo pretesto per "fare a litigare", dove probabilmente l'oggetto del contendere è tutt'altro rispetto a quello che appare.

 

 

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