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  1. #1
    Passava di qui per caso...
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    Governare gli Italiani non è difficile: è inutile!
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    Angry Italia sempre più islamica - OK al burqa!

    «Per motivi religiosi, si può indossare. Basta sottoporsi all'identificazione».
    Il prefetto dice sì al burqa. Ok della Bindi
    Il caso Treviso divide il governo. La legge del 1975 e la circolare del 2004: il caos delle norme

    Se la decisione del prefetto di Treviso, Vittorio Capocelli, di legittimare il burqa dovesse accreditarsi come riferimento giuridico e amministrativo a livello nazionale, prossimamente le donne islamiche completamente velate potrebbero frequentare le scuole, essere assunte nei luoghi di lavoro e circolare liberamente ovunque in Italia.

    Si tratta di un'ipotesi tutt'altro che remota, visto che ha subito incassato l'approvazione del ministro per la Famiglia, Rosy Bindi. Il caso è stato sollevato dal Corriere del Veneto il 6 ottobre con un articolo di Federica Baretti dal titolo «Il prefetto sfida lo sceriffo: sì al burqa». Dove lo «sceriffo» è il prosindaco leghista Giancarlo Gentilini, l'antesignano della «tolleranza zero» nei confronti dei clandestini e dei delinquenti. E da un secondo articolo del 7 ottobre di Gianni Favero che sintetizza il pensiero della Bindi: «Il burqa? Va tollerato. Il vero rischio è Gentilini».

    Cominciamo dai fatti. È di tre anni fa l'ordine di Gentilini alla polizia municipale di arrestare le donne con il burqa ai sensi dell'articolo 5 della legge 152 del 1975 che vieta di fare uso in luogo pubblico, salvo giustificato motivo, di caschi o di qualsiasi altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona. Con il suo tono notoriamente colorito Gentilini ha sentenziato: «Il burqa? Una mascherata permessa a Carnevale, ma che non può essere tollerata tutti i giorni dell'anno». Ebbene, il 5 ottobre scorso, al termine di una riunione con la Consulta per l'immigrazione e l'associazione Migrantes, Capocelli ha emesso la seguente decisione: «Se per motivi religiosi una persona indossa il burqa, lo può fare, basta che si sottoponga all'identificazione e alla rimozione del velo».

    Il prefetto fonda probabilmente il suo atteggiamento sulla circolare del Dipartimento della Polizia del dicembre 2004, che legittima il burqa in quanto «segno esteriore di una tipica fede religiosa» e una «pratica devozionale ». Una posizione che dovrebbe essere formalizzata in un documento da rendere noto nei prossimi mesi. Il giorno successivo il ministro Bindi si schiera dalla parte del prefetto: «Allo stesso modo con il quale vogliamo vedere i crocifissi appesi nelle nostre aule siamo tenuti a essere rispettosi del velo con cui le donne islamiche si coprono il volto. Se viene liberamente portato è un segno della propria civiltà». Da notare che la Bindi difende il velo che copre il volto, non semplicemente i capelli, quindi appunto il burqa.

    Diciamo subito che la posizione di Capocelli e della Bindi sul burqa non corrisponde a quella del presidente del Consiglio Prodi e del ministro dell'Interno Amato. «Se vuoi indossare il velo va bene, ma deve essere possibile vederti. Non puoi coprirti il volto», aveva detto Prodi il 17 ottobre 2006. E due giorni dopo Amato aveva bocciato il burqa qualificandolo una «offesa alla dignità della donna». E nuovamente in un'intervista a Federico Geremicca sulla Stampa del 28 settembre scorso Amato ha ribadito: «Siamo d'accordo a vietare qualunque cosa copra interamente il volto, e dunque il burqa, perché offende la dignità delle donne islamiche».
    Così come il burqa è stato considerato illegale dal procuratore della Repubblica di Cremona Adriano Padula il 25 settembre 2005, specificando che è «un comportamento vietato dalla legge». Da allora la polizia locale ha l'ordine di fermare, condurre in Questura e denunciare le donne che circolano in luoghi pubblici con il burqa. E il 14 ottobre del 2005 l'allora ministro della Giustizia, il leghista Roberto Castelli, disse: «Girare per strada indossando il burqa è illegale e la religione islamica è profondamente intollerante perché rivendica il diritto, in nome delle proprie convinzioni religiose, a violare le leggi dello Stato».

    Che cosa sta dunque succedendo? Mi sembra evidente che ci sia un profondo contrasto tra la legge 152/75 e la circolare del Dipartimento della Polizia del 2004. E che sarebbe opportuno porre fine a questo conflitto abrogando questa circolare. Così come mi sembra evidente che il prefetto, che è un funzionario amministrativo, abbia travalicato le sue competenze e prerogative invadendo il terreno della magistratura e della politica. E che sarebbe pertanto opportuno che tornasse indietro sui suoi passi.

    Ma più in generale s'impone una seria riflessione su che cosa sta succedendo in quest'Italia che dopo essersi innamorata del velo islamico e aver legittimato la presenza delle donne velate in tutti i luoghi pubblici, si sta piegando sempre più ai diktat dei predicatori della sharia, la legge islamica, permettendo che seppur clandestinamente stiano proliferando le scuole coraniche all'ombra di moschee dove si predica l'odio, che negli ospedali pubblici le pazienti islamiche possano essere assistite solo da donne medico e che possano disporre di piscine e spiagge separate perché le loro nudità non vengano viste dai maschi, che le ragazze crescano discriminate e talvolta segregate nelle proprie case-carceri affinché non vengano «contaminate» dalla società occidentale «perversa». Ci rendiamo conto che il vero velo, questo sì integrale, è quello che ci sta obnubilando la mente e portandoci diritti verso il suicidio della nostra civiltà?

    Magdi Allam
    09 ottobre 2007

    http://www.corriere.it/cronache/07_o...to_bindi.shtml

  2. #2
    Super Troll
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    Citazione Originariamente Scritto da pincopallino Visualizza Messaggio
    Si tratta di un'ipotesi tutt'altro che remota, visto che ha subito incassato l'approvazione del ministro per la Famiglia, Rosy Bindi. Il caso è stato sollevato dal Corriere del Veneto il 6 ottobre con un articolo di Federica Baretti dal titolo «Il prefetto sfida lo sceriffo: sì al burqa». Dove lo «sceriffo» è il prosindaco leghista Giancarlo Gentilini, l'antesignano della «tolleranza zero» nei confronti dei clandestini e dei delinquenti. E da un secondo articolo del 7 ottobre di Gianni Favero che sintetizza il pensiero della Bindi: «Il burqa? Va tollerato. Il vero rischio è Gentilini».
    Eccolo il problema!...

    Solito tiro mancino nei confronti del leghista Gentilini.

    Salvo poi, a distanza di qualche anno, ritrovarsi tra le balle le prese di posizione di Domenici, di Cofferato o di Zanonato e fare la solita sinistra figura di palta.

    Inzomma, intanto che lorsignori fanno i dispetti ai leghisti, in questa infelice penisola si agevolano cattive abitudini che vanno spesso contro le nostre leggi o contro il buonsenso.

    Complimenti!

  3. #3
    email non funzionante
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    Perfettamente d'accordo con Ugolupo.

  4. #4
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    ... se si ascoltassero meno le persone cosidette religiose, probabilmente si vivrebbe meglio...

  5. #5
    Amalie
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    PECCATO CHE CHI VENISSE AGGREDITO DA UNA PERSONA CON IL BURQA NON POTREBBE DARE INDICAZIONI AI FINI DI UN RICNOSCIMENTO DELLA PERSONA SEMRPE PIU' SCHIFO

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Amalie Visualizza Messaggio
    PECCATO CHE CHI VENISSE AGGREDITO DA UNA PERSONA CON IL BURQA NON POTREBBE DARE INDICAZIONI AI FINI DI UN RICNOSCIMENTO DELLA PERSONA SEMRPE PIU' SCHIFO
    perchè...uno con sciarpa e cappello... o con casco integrale come lo riconosceresti??

  7. #7
    Amalie
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    Citazione Originariamente Scritto da polemiko Visualizza Messaggio
    perchè...uno con sciarpa e cappello... o con casco integrale come lo riconosceresti??
    GUARDA CHE è VIETATO GIRARE CON IL CASCO INTEGRALE a meno che tu non sia in moto!
    sciarpa e cappello potendo puoi pure sfilarglieli!
    non vi attaccate a queste sciocchezzE per giustificare una decisione IDIOTA!

  8. #8
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    Io sono contrario al burqa e a tutti i mascheramenti che nascondano i lineamenti. Il velo dovrebbe essere accettato, al massimo, come quello delle suore o delle nostre nonne.

  9. #9
    iscritto ma annoiato
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    Citazione Originariamente Scritto da Abdullah Visualizza Messaggio
    A Palazzo Chigi è stata presentata la prima indagine sulla violenza e i maltrattamenti contro le donne realizzata dall'Istat, su commissione del Ministero dei diritti e delle pari opportunità, su un campione di donne di età compresa fra i 16 e 70 anni.
    Secondo l'indagine sono oltre 14 milioni le donne italiane che nel corso della vita sono state oggetto di violenza fisica, sessuale o psicologica; di queste, circa 1.100.000 hanno subito lo stalking (comportamenti persecutori) e, strano ma vero, la maggior parte delle violenze sono ad opera del partner e la stragrande maggioranza non è mai stata denunciata.


    Tutto l'articolo
    pero continuano a seppellire i mariti, vivendo molto di piu, andando in pensione prima, non so chi sia piu persecutorio.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Amalie Visualizza Messaggio
    GUARDA CHE è VIETATO GIRARE CON IL CASCO INTEGRALE a meno che tu non sia in moto!
    sciarpa e cappello potendo puoi pure sfilarglieli!
    non vi attaccate a queste sciocchezzE per giustificare una decisione IDIOTA!
    allora... se consideri la persona che ti aggredisce, come una persona intelligente...

    1° questa userà qualche espediente per fare i suoi porci comodi senza essere riconosciuta
    2° se ti vuole aggredire userà uno scooter ed un casco integrale... ti seguirà e ad un certo punto scenderà di fretta dallo scooter aggredendoti...
    3° se non avesse lo scooter potrebbe mettersi una parrucca, una barba finta ed un paio di occhiali
    4° se fosse inverno freddo, potrebbe portare una sciarpa un cappello, o addirittura un passamontagna
    5° se poi siamo sotto Natale, quale miglior travestimento che Babbonatale?
    6° non parliamo poi del Carnevale... e adesso anche di Halloween
    7° con delle lenti a contatto colorate, un paio di baffi, e una parrucca potresti davvero essere irriconoscibile..
    8° hai ragione si potrebbero sfilare sciarpa e cappello all'aggressore... ma anche la retina del burqa si può facilmente strappare essendo di cotone molto fine...
    9° se devi aggredire qualcuno, è certo che con un burqa la cosa diventa molto difficile, vista l'agilità e scioltezza di movimenti spesso frenati da tanta stoffa in tutto il corpo... hai mai provato ad aggredire, o a muoverti o a correrre con un lenzuolo addosso ...
    10° l'unico motivo per il quale sarebbe convisibile una critica a questo indumento, è l'uso che dei mariti misogini potrebbero farne... una sorta di imposizione forzata nei confronti della moglie, ma è anche vero che ci sono alcune donne che vedono tale indumento come una sorta di barriera contro occhi indiscreti... come un paravento per pudore... e allora perchè vietare che una donna consapevolmente e volontariamnete possa coprirsi quanto vuole??

 

 
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