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Discussione: Culianu

  1. #21
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    Predefinito Il testo è fresco di stampa

    L'edizione inglese segna il 1997, ma quella italiana e della fine del 2007.
    Devo ripetermi, il testo è nuovo per l'italia e fra le righe spiega alcuni fatti.
    Certo fino ad ora si è tranquillamente accettato la tesi che la securitate sia il mandante, ma in realtà la questione è un po' più complessa. Già Roberto Scagno, docente di lingua rumena all'università di Padova (persona molto preparata) ebbe a dirmi le sue perplessità nel 2003 riguardo la securitate come responsabile del delitto Coulianu.L'intervento di Genyo è stato petinente e i suoi dubbi sono sottolineati anche nel testo sopracitato.
    L'intelliges americana non avrebbe permesso un affronto di questo genere e non solo avrebbe impedito il delitto mosso da un paese straniero ed ostile,ma avrebbe reagito prontamente, dato che Couliano era sotto la protezione americana. Il giovane studioso rumeno ha toccato qualche ganglio del potere e con molta probabilità potrebbe essere la potente massoneria internazionale che negli Stati Uniti ha una delle sue più radicate sedi operative. Eliade si è sempre limitato, sapeva che fuori dagli USA era in pericolo, Coulianu osò sfidare il potere da profugo,quello stesso potere che ha adulato. Convinto di essere superiore al suo maestro. Forse quel tipo di esistenza che in un primo tempo agognava gli andava forse ormai stretta per le sue altissime potenzialità. Quella sicurezza lo annoiava dato che non aveva la possibilità di approfondire e di dar sfogo al suo bisogno di inesauribile conoscenza. Eliade era un mediocre con la fortuna di essersi occupato di tematiche particolari,nel dopoguerra. Coulianu era alla costante ricerca, ma anche proteso alle pratiche magiche consapevole del potere che poteva acquisire.

  2. #22
    Deimanax Ayugumsik Khagan
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    Eliade era un mediocre
    Affermazione decisamente azzardata: mi domando se Jung, Corbin, Coomaraswamy, Evola, Guénon, Pettazzoni, Swami Shivananda, Dasgupta, Enescu, Massignon, Tucci, Van Manen, - e si potrebbe continuare, non li ricordo tutti - consideravano anch'essi Eliade un mediocre.

    M.

  3. #23
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    Predefinito Per chiarire, si é azzardata

    Ho omesso di dire: potrebbe essere l'idea che si era fatto Coulianu (non mi permetterei mai di pensarlo personalmente). Mediocre dato che socciaceva a tutta una situazione che non riusciva a calzare su di un individuo che per tutta la vita si era occupato di sacro e di religioni. Una delusione per il giovane studioso rumeno. Devo aggiungere che mi diceva il prof. Scagno, che Eliade era nella vita comune un super tecnologico, comperava e comperava di tutto e di più. Un rasoio da barba al mese ed era un patito degli elettrodomestici, insomma un grande consumista. Si era adeguato al clima americano assorbendone tutti gli aspetti più deleteri.Questo è un appunto forse per giustificare la delusione di Coulianu. E' difficile immaginare un uomo che ha fatto conoscere lo sciamanesimo all'Occidente, così inserito nella vita, alla stregua di un americano medio.Forse era il dolore di non avere patria, di dover fuggire che fa reagire in questa maniera. I due grandi rumeni erano orfani della loro patria, questa è una sofferenza che non ho mai provato , deve essere terribile. Non volevo offendere Eliade, cercavo di comprendere. Chiedo scusa!

  4. #24
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    Discussione assai interessante.

    Visto che si è scivolato sulla grandezza vera o presunta di Eliade come pensatore, intellettuale ecc, qualcuno vuole buttarsi in una crassa quantificazione di codesta grandezza?

    Quanto fu grande? In base a quali criteri? Paragonato a quali pensatori in sintonia o contrasto?


    Sulla morte misteriosa di Coulianu, l'ipotesi di Genyo è più accattivante, e anche più convincente.

  5. #25
    Deimanax Ayugumsik Khagan
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    E' difficile immaginare un uomo che ha fatto conoscere lo sciamanesimo all'Occidente, così inserito nella vita, alla stregua di un americano medio.Forse era il dolore di non avere patria, di dover fuggire che fa reagire in questa maniera.
    Eliade per una parte della propria vita fu povero: in certi momenti poverissimo. Come Culianu, d'altronde.
    Lo studioso romeno, non ricordo quando, scrisse sul proprio diario, pubblicato con il titolo Fragments d'un journal, che dovette impegnare la propria argenteria per andare avanti, lui e Christinel.
    Quando poi si arriva a Chicago e si è distinguished professor, si ha voglia di avere tutto: come Culianu.
    Hillary Wiesner disse che il suo fidanzato, Culianu of course, comprava in continuazione dai cataloghi per vendita per corrispondenza, anche cose totalmente inutili.
    E' sempre la stessa storia degli emigrati più o meno transfughi: prima soffrono la fame poi, una volta raggiunta l'agiatezza, vogliono tutto e diventano spendaccioni.
    Colgo l'occasione per mandare un sentito e caloroso augurio al caro Scagno, che ha avuto ed ha dei problemi di salute. Che passeranno, ne sono certo.

    M.

  6. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da martinet Visualizza Messaggio
    Eliade per una parte della propria vita fu povero: in certi momenti poverissimo. Come Culianu, d'altronde.
    Lo studioso romeno, non ricordo quando, scrisse sul proprio diario, pubblicato con il titolo Fragments d'un journal, che dovette impegnare la propria argenteria per andare avanti, lui e Christinel.
    Quando poi si arriva a Chicago e si è distinguished professor, si ha voglia di avere tutto: come Culianu.
    Hillary Wiesner disse che il suo fidanzato, Culianu of course, comprava in continuazione dai cataloghi per vendita per corrispondenza, anche cose totalmente inutili.
    E' sempre la stessa storia degli emigrati più o meno transfughi: prima soffrono la fame poi, una volta raggiunta l'agiatezza, vogliono tutto e diventano spendaccioni.
    Colgo l'occasione per mandare un sentito e caloroso augurio al caro Scagno, che ha avuto ed ha dei problemi di salute. Che passeranno, ne sono certo.

    M.
    Per certi versi hai ragione...Vedi Solgenitsin e i suoi debiti...

  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da sideros Visualizza Messaggio
    Ho omesso di dire: potrebbe essere l'idea che si era fatto Coulianu (non mi permetterei mai di pensarlo personalmente). Mediocre dato che socciaceva a tutta una situazione che non riusciva a calzare su di un individuo che per tutta la vita si era occupato di sacro e di religioni. Una delusione per il giovane studioso rumeno. Devo aggiungere che mi diceva il prof. Scagno, che Eliade era nella vita comune un super tecnologico, comperava e comperava di tutto e di più. Un rasoio da barba al mese ed era un patito degli elettrodomestici, insomma un grande consumista. Si era adeguato al clima americano assorbendone tutti gli aspetti più deleteri.Questo è un appunto forse per giustificare la delusione di Coulianu. E' difficile immaginare un uomo che ha fatto conoscere lo sciamanesimo all'Occidente, così inserito nella vita, alla stregua di un americano medio.Forse era il dolore di non avere patria, di dover fuggire che fa reagire in questa maniera. I due grandi rumeni erano orfani della loro patria, questa è una sofferenza che non ho mai provato , deve essere terribile. Non volevo offendere Eliade, cercavo di comprendere. Chiedo scusa!
    Però se ci dovessimo limitare alla vita di ogni grande pensatore, credo che troveremmo tantissimi scheletri nell'armadio

  8. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da martinet Visualizza Messaggio
    Invece di fare delle ipotesi sui possibili mandanti dell'omicidio di Culianu, perché non leggersi prima il libro?
    Quando un intellettuale fuoriuscito romeno attacca l'establishment post-(finto)rivoluzionario in Romania su un giornale di dissidenti in America come Lumea Libera e poi raccoglie fondi in favore del re Mihai, alla fine non può che andargli male. Altro che magia & C.

    M.
    Re Mihai considerato un deviato da moltissimi rumeni...La monarchia è sinonimo di tradimento in quel paese...Basti pensare al suo ruolo nei riguardi della Guardia di Ferro e di Antonescu.Tra l'altro il nuovo corso rumeno fu agevolato dalle mire americane......

  9. #29
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    Predefinito Fermo restando

    Devo sottolineare, scanso equivoci, che Eliade resta il grande studioso delle religioni del novecento. Ogni uomo ha le sue debolezze e i suoi dolori, che ci servono per capire il cammino e comprendere, non vogliamo assolutamente fare dei pettegolezzi. Spesso questi approfondimenti esaltano l'umanità dei grandi personaggi, così oltre all'ammirazione possiamo unire il cuore vedendo l'uomo e il bambino che è anche in noi. Cesare Pavese adorava Eliade, e prima di morire con l'Einaudi riuscì a pubblicare un libro del grande rumeno. Il venduto di De Martino nonostante il rapporto epistolare e di falsa amicizia con Eliade lo tolse dalla collana blu. In Italia nel dopoguerra abbiamo subito il potere culturale del Vaticano e dei social-comunisti. Eliade era scomodo per entrambi, ma la sua grandezza ha superato ogni ostracismo. De Martino e di Furio Jesi sono i rappresentanti di questo mondo pseudoculturale che tenta di comprendere il sacro senza nessuna capacità ne onestà intellettuale. Mentre Eliade , Couliano, Tucci, Gentile, Boni, Scaligero ecc. sono perle che brillerano sempre di luce propria.

  10. #30
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    De Martino venduto??

    A chi? E quando?

    Ah povero Massenzio se legge questo thread.

 

 
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