Anche Moody's crede alle "bufale"?
Il capo analista di Moody's Alexander Kockerbeck: "Siete sulla strada giusta"
"L'outlook sul rating potrebbe passare da stabile a positivo"
Conti, Moody's promuove l'Italia
Entrate fiscali cresciute di 27,8 md
ROMA - La finanza pubblica italiana è "sulla strada giusta" e "se la ripresa della tendenza alla riduzione del rapporto debito-Pil dovesse dimostrarsi un trend strutturale, attraverso misure stabili, l'outlook sul rating Aa2 potrebbe passare da 'stabile' a 'positivo'". E' positiva la previsione del capo analista di Moody's per i Paesi europei, Alexander Kockerbeck. E, quasi nelle stesse ore, il ministero dell'Economia ha comunicato che nei primi 11 mesi del 2007 le entrate fiscali sono aumentate dell'8% rispetto allo stesso periodo del 2006, con un incasso di 27,8 miliardi in più per l'erario.
Secondo l'agenzia di rating l'Italia è sulla strada giusta sia grazie alla lotta all'evasione fiscale, sia agli interventi sulla spesa. Un cammino che non deve essere abbandonato. "Per migliorare l'outlook dobbiamo vedere se questo trend continuerà in maniera stabile e se sarà basato su misure sostenibili", continua Kockerbeck. Una politica costante e non basata su scelte una tantum. Un processo virtuoso non privo, però, di ostacoli: "La pressione fiscale per l'Italia è un problema e soprattutto la crescita è un problema" spiega il capo-analista dell'agenzia di rating. Quanto al fatto che i conti siano migliorati soprattutto grazie alle entrate per Moody's "è accettabile perché il governo è sotto pressione anche a livello europeo e ha cercato di migliorare il più velocemente possibile i propri conti".
Sulle tasse però c'è il problema della pressione fiscale, che "rischia di essere un ostacolo per la crescita economica". Bene dunque se il governo ha in programma una riduzione del peso delle tasse, "un obiettivo importante". Nessun giudizio affrettato invece sull'ipotesi che l'eventuale taglio delle tasse possa rischiare di peggiorare la stabilità dei conti. "Bisognerà vedere come andrà l'economia nel 2008 e comunque bisogna ricordare che i consumi privati sono un elemento molto importante per il Pil" continua Kockerbeck.
Quel che serve è che la riduzione della pressione fiscale vada in parallelo con quella della spesa pubblica: "E' la strada giusta e siamo curiosi di vedere come si procederà".
Bene anche che "l'Italia abbia ricominciato a trovare la strada verso avanzi primari. Prima dell'ingresso nella moneta unica erano al 5-6%. Dopo l'unione monetaria ci sono stati anche tassi più bassi consumati però da avanzi primari" poco sopra lo zero.
Il deficit, attestato all'1,3% nei primi nove mesi del 2007 è "una buona notizia, è più basso del previsto e aiuta a ritrovare la strada anche per un calo del debito pubblico", vero punto di riferimento per le agenzie di rating.
Crescono le entrate fiscali. Intanto il ministero dell'Economia annuncia che sono cresciute dell'8% le entrate fiscale dei primi 11 mesi del 2007 al netto delle una tantum. L'erario - secondo i dati sulle Entrate Tributarie pubblicati dal dipartimento fiscale del ministero dell' Economia - incassa così 27,8 miliardi in più rispetto a quanto arrivato nello stesso periodo 2006. Al lordo delle una tantum la crescita è stata di 23,1 miliardi (+6,5%).
(14 gennaio 2008)
http://www.repubblica.it/2008/01/sez...s-outlook.html
Si può anche fare a meno di Baldassarri...
Citazione:
Originariamente Scritto da
ossoduro
si basano sui dati, anche se non completi dell' indebitamento ... che dovrebbe essere ben inferiore rispetto a quanto previsto.
si basano sulla riduzione del debito pubblico, dopo che il CDX l'aveva fatto risalire dopo 10 anni.
Si basano sull' avanzo primario, che dovrebbe essere sul 3,5% ... dopo che il CDX lo aveva azzerato, mangiandosi anche la cassa oltre a far risalire il debito dopo più di dieci anni.
i dati di baldassarri e soci ... piuttosto dovrebbe dirci lui dove prende i suoi. dal libro delle sue cazzate?
ma per te ne capisce di più baldassarri ... e. soprattutto, è più imparziale e esperto delle agenzie di rating nel valutare i conti degli stati. infatti, quando danno i rating ai vari Paesi ... passano prima da baldassarri.
Se ti fa piacere possiamo anche fare a meno di Baldassarri, bastano e avanzano i dati Istat, Eurostat e BankItalia.
Chiarito questo qualcuno è in grado di dire di che dimensione è "questo impressionante risanamento" rispetto al 2,3% del 2006?
Considerato che,come dice Cullinan "C'è poi da dire che nell'interpretazione dei dati va tenuto conto del fatto che si tratta di cifre grezze, come ha anche precisato l'Istat, non depurati da componenti stagionale ed erratiche, con una forte variabilità in corso d'anno".
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Tutti quelli che vuoi....
Citazione:
Originariamente Scritto da
DrSlump
Ok, ammettiamo che non ci sia niente di straordinario, ma allora a questo punto che colore e che caratteri devi usare per commentare il
-4,1% del 2005???
:rolleyes:
Tutti quelli che vuoi, lo sforamento oltre il rapporto del 3% deficit/PIL con rientro programmato, nel periodo della più grave crisi economica dal dopoguerra ad oggi, fu chiesto e ottenuto da Berlusconi per tutti i paesi dell'area UE, a cominciare da Francia e Germania che l'anno prima aveva avuto una crescita di PIL pari a -0,2.
Il rientro era stato concordato nel limite del 3% per fine 2007, ma è stato abbondantamente raggiunto già nel 2006.
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