Mastella annuncia dimissioni, Prodi vuole respingerle
mercoledì, 16 gennaio 2008 1.48
ROMA (Reuters) - Il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha annunciato alla Camera di avere deciso di dimettersi dopo la notizia degli arresti domiciliari disposti per la moglie Sandra Lonardo da una procura campana.
Il presidente del Consiglio Romano Prodi, secondo quanto riferito a Reuters dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti, è orientato a respingerle ma l'Udeur conferma che "non ci sono le condizioni per ritirarle" anche se il partito proseguirà "assolutamente" a sostenere il governo.
"Getto la spugna [...]. Mi dimetto dunque perché tra l'amore per la mia famiglia e il potere scelgo il primo [...]. Mi dimetto per essere più libero umanamente e politicamente", ha detto il leader dell'Udeur a Montecitorio cambiando la natura del suo intervento, già programmato, in aula sull'amministrazione della giustizia.
Tutti i partiti della maggioranza, ad eccezione dell'Italia dei Valori guidata dall'ex pm di Mani Pulite Antonio Di Pietro, hanno espresso solidarietà al Guardasigilli e gli hanno chiesto di rimanere al suo posto. Solidarietà è stata espressa anche in diversi interventi delle opposizioni.
DIMISSIONI IRREVOCABILI, UDEUR RESTA IN MAGGIORANZA
Questa mattina Prodi, con una telefonata, aveva espresso solidarietà al suo ministro di cui sembra orientato a respingere le dimissioni.
Ma il capogruppo dell'Udeur al Senato Tommaso Barbato, dopo una riunione con Mastella ed altri esponenti del partito alla quale si sono uniti per una piccola parte anche il presidente e segretario dell'Udc Pierferdinando Casini e Lorenzo Cesa, ha detto che non ci sono le condizioni per tornare indietro.
"Se Mastella si dimette, si dimette", ha detto Barbato.
Alla domanda se l'Udeur, permanendo le dimissioni di Mastella, intenda ritirarsi dalla maggioranza, ha poi risposto: "No, assolutamente no".
L'Udeur conta 3 esponenti cruciali per la maggioranza al Senato.
Fonti governative riferiscono che anche altri esponenti della maggioranza hanno chiamato Mastella per convincerlo a non dimettersi, senza però riuscire a fargli cambiare idea.
MASTELLA: PER FRANGE MAGISTRATURA SONO NEMICO DA ABBATTERE
Mastella in aula ha ricordato di essere stato anche in passato protagonista di vicende giudiziarie, di aver "provato, creduto, sperato che la frattura fra magistratura e politica potesse essere composta", ma di rendersi conto di essere "percepito da frange estremiste della magistratura come un nemico da contestare se non da abbattere".
"Ho avuto l'illusione di poter riformare l'ordinamento giudiziario con la collaborazione della magistratura", ha aggiunto riferendosi al lavoro svolto dal maggio 2006 alla guida del ministero.




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