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  1. #1
    Gaeta resiste ancora!
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    Predefinito La munezza e gli IMPUNITI !

    http://www.impuniti.net/index.php/20...a-dei-rifiuti/


    L’industria dei rifiuti

    Il fatturato della «munnezza»: 8 miliardi di euro
    Anche se scoppia nel 1993, nel periodo cruciale di Tangentopoli, l’emergenza rifiuti a Napoli viene sancita ufficialmente, con tanto di decreto del governo, nel febbraio del 1994. Di provvedimento in provvedimento è stata poi prorogata sine die. Al punto che adesso «la fine dello stato di emergenza», sempre per decreto di Palazzo Chigi, è prevista per l’inizio del 2008. Un’emergenza che dura da quasi tre lustri. Un vero ossimoro, come nota l’ultima relazione della commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Relazione firmata dall’ex bassoliniano Roberto Barbieri, oggi senatore dello Sdi, il partito socialista di Enrico Boselli: «Discorrere di un’emergenza che si protrae ormai da quattordici anni costituisce un evidente ossimoro». «Evidente», se non altro per il denaro buttato via. È lo stesso Barbieri che dà i numeri: 780 milioni di euro l’anno1 dal 1997 al 2007 solo per la spesa corrente, senza contare gli investimenti, altri 29 milioni annui riferiti sempre allo stesso periodo. L’esercizio è da scuole elementari: (780 x 10)+(29 x 10) = 7800 + 290 = 8090. Cioè più di otto miliardi di euro, sedicimila miliardi di lire. E non è finita. Dal rapporto della commissione si apprende pure che in Campania arriveranno nei prossimi anni, tra risorse nazionali ed europee, 12 miliardi di euro, da cui si dovrà attingere per «il completamento del ciclo integrato dei rifiuti». Nei capitoli di spesa è compresa «la bonifica e il recupero dei siti contaminati», ossia dei danni fatti con una parte dei soldi pubblici sprecati sinora. Un paradosso.
    Ma questa storia è piena di paradossi che – messi insieme – formano una Finanziaria occulta a carico dei contribuenti. Di chi la colpa?
    Antonio Rastrelli oggi ha ottant’anni. Chi lo conosce parla di lui come di un vero galantuomo di destra. Anzi fascista. Del resto è stato lo stesso Rastrelli a definirsi così, quando l’estate scorsa ha annunciato il suo passaggio da An alla Destra dello scissionista Francesco Storace, ex governatore del Lazio: «Sono nato fascista e voglio morire fascista». Grazie ad An e a tutto il Polo berlusconiano, nel 1995 Rastrelli vince nelle urne la sfida per la presidenza della Regione. Un evento. Come l’elezione di Antonio Bassolino a sindaco di Napoli due anni prima. La Dc non c’è più e i due posti chiave delle istituzioni campane sono in mano a un vecchio missino e a un dirigente dell’ex Pci. È la Seconda Repubblica. Nel marzo del 1996, Rastrelli diviene anche commissario straordinario per l’emergenza rifiuti. È nominato dal governo e le sue competenze fanno riferimento «agli interventi urgenti in materia di Protezione civile». Una scelta, questa, che rappresenta la madre di tutti i paradossi. Quando infatti nel 1994 a Roma viene istituita la figura del commissario straordinario per i rifiuti in Campania, l’obiettivo della politica è quello di avviare un processo amministrativo veloce e snello, sottraendolo alla lentezza e agli appetiti delle istituzioni locali. Così il primo a ricoprire il ruolo è l’allora prefetto di Napoli, Umberto Improta. Solo che, in due anni, l’unico potere di Improta è quello di individuare nuove discariche, cercando di evitare le infiltrazioni della camorra, padrona del territorio nel vero senso della parola: proprietaria, cioè, della quasi totalità delle cave dismesse. Di qui la necessità di un cambio di passo per varare un vero e proprio piano regionale dei rifiuti. E la politica cosa fa? Ritorna a se stessa, creando un ossimoro, un paradosso, chiamatelo come volete, che un’altra relazione parlamentare, quella del 2006, firmata dal forzista Paolo Russo, riassume così in un linguaggio burocratico ma efficace: «A un certo punto, la scelta del governo è stata quella di consentire l’intervento diretto della Regione attraverso l’individuazione del ruolo del commissario straordinario in capo al presidente della giunta regionale».
    Rastrelli, appunto. È il 1996, la decisione è del governo tecnico di Lamberto Dini, ad appena dieci giorni dalle elezioni politiche del 27 marzo, vinte poi dall’Ulivo di Romano Prodi. Si tratta di un passaggio barocco e circolare, ma decisivo. Adesso l’emergenza rifiuti campana è nelle mani di un politico con i poteri del commissario straordinario. Alla Regione, però, il governatore Rastrelli resiste fino al 1998. In quell’anno, a Roma, Clemente Mastella abbandona il campo berlusconiano e va a sinistra per sostenere il nuovo governo di Massimo D’Alema, che a Palazzo Chigi prende il posto di Prodi. Anche in Campania è tempo di ribaltoni. Nel gennaio del 1999, il mastelliano Andrea Losco, oggi eurodeputato della Margherita, diventa presidente coi voti del centrosinistra. Poi, nel 2000 le elezioni regionali che segnano l’avvento di Antonio Bassolino, sindaco uscente di Napoli, tuttora governatore dopo la riconferma del 2005.

  2. #2
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    C'è anche qualcuno del nord che comincia riconoscere la verità. Tremonti sui rifiuti:

    [...] Cambiamo argomento, Presidente: che idea s'è fatto dell'emergenza rifiuti di Napoli?
    «Quando i Savoia occuparono Napoli, la trasformarono in un giorno da capitale europea in prefettura. Il passaggio ha prodotto un enorme effetto distruttivo. In pochi giorni furono annichilite classi dirigenti, cultura, storia, con un effetto simile a una bomba al neutrone.

    Provi ad immaginare cosa succede ad una grande capitale se all’improvviso la trasformi nella struttura amministrativa periferica di un regno che ha altrove e remoto il suo centro di comando. Allora le baionette di casa Savoia si imposero sulla ragione federalista di Carlo Cattaneo. È da allora che inizia la crisi civile di Napoli. Il furto delle identità non è stato compensato dal finanza pubblica, intermediata da personale politico nazionale e dai suoi agenti locali. La crisi si è radicalizzata quando sul flusso dei finanziamenti pubblici è iniziata la malversazione pubblica, quando al furto storico dell'identità si è sovrapposto fino a diventare intollerabile il furto dei fondi pubblici, il loro dirottamento verso la malavita, e infine il furto della politica. Ma non è che con un furto di serie B (i soldi pubblici), si corregge un furto di serie A (l'identità). Forse la ragione stava dalla parte di Cattaneo e non delle baionette. L'identità rubata non può essere compensata dai finanziamenti pubblici».
    La soluzione?
    «Il Federalismo».

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da vonmeckel Visualizza Messaggio
    C'è anche qualcuno del nord che comincia riconoscere la verità. Tremonti sui rifiuti:

    [...] Cambiamo argomento, Presidente: che idea s'è fatto dell'emergenza rifiuti di Napoli?
    «Quando i Savoia occuparono Napoli, la trasformarono in un giorno da capitale europea in prefettura. Il passaggio ha prodotto un enorme effetto distruttivo. In pochi giorni furono annichilite classi dirigenti, cultura, storia, con un effetto simile a una bomba al neutrone.
    Provi ad immaginare cosa succede ad una grande capitale se all’improvviso la trasformi nella struttura amministrativa periferica di un regno che ha altrove e remoto il suo centro di comando. Allora le baionette di casa Savoia si imposero sulla ragione federalista di Carlo Cattaneo. È da allora che inizia la crisi civile di Napoli. Il furto delle identità non è stato compensato dal finanza pubblica, intermediata da personale politico nazionale e dai suoi agenti locali. La crisi si è radicalizzata quando sul flusso dei finanziamenti pubblici è iniziata la malversazione pubblica, quando al furto storico dell'identità si è sovrapposto fino a diventare intollerabile il furto dei fondi pubblici, il loro dirottamento verso la malavita, e infine il furto della politica. Ma non è che con un furto di serie B (i soldi pubblici), si corregge un furto di serie A (l'identità). Forse la ragione stava dalla parte di Cattaneo e non delle baionette. L'identità rubata non può essere compensata dai finanziamenti pubblici».
    La soluzione?
    «Il Federalismo».
    Quoto

  4. #4
    itaglia=paese miserabile
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    Però oggi purtroppo è tardi, non esiste una classe dirigente che voglia e sia in grado di costruire un federalismo serio.

    Con quello che abbiamo a disposizione da Bossi a Mastella, non si va da nessuna parte.

  5. #5
    Gaeta resiste ancora!
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    Citazione Originariamente Scritto da ARTISTA Visualizza Messaggio
    Però oggi purtroppo è tardi, non esiste una classe dirigente che voglia e sia in grado di costruire un federalismo serio.

    Con quello che abbiamo a disposizione da Bossi a Mastella, non si va da nessuna parte.
    Oggi come oggi, bisogna prendere atto che lo stato cavurrista è finito miseramente nella munezza. Evidentemente questo era il suo karma.
    Il che dovrebbe portare a cambiamenti molto radicali.
    Io sarei per la rinascita dello stato fondato da Ruggiero il Normanno.

 

 

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