



effettivamente,facendo un po' di fantapolitica,se non ci fosse stata Tangentopoli,nel '92 si sarebbe fatto il governo Craxi III,al posto di nominare Amato (fu nominato proprio perchè Scalfaro non era intenzionato a nominare un' inquisito).
l'influenza comunista ormai era stata ridimensionata al 5% di Rifondazione,mentre si prefigurava il disegno di Unità Socialista del 30% finalmente in grado di confrontarsi a pieno con la DC.
non era certamente cosa da poco,soprattutto se i post-comunisti fossero stati schiacciati dalla leadership ormai consolidata di Bettino e si fosse creata la prima possibilità concreta di formare una grande sinistra socialista ed europea in Italia.
c'è chi sostiene l'ipotesi del complotto che ha portato al collasso non solo del PSI,ma dell'intera Repubblica ad opera della sinistra pidiessina...
c'è un libro di Andò uscito di recente che ne parla...
le prove starebbero proprio nelle cosiddette "tangenti rosse" e nel diseguale accanimento che ci fu fra PSI/DC e PDS...
la maxi-tangente da 50 miliardi di lire inerente agli appalti della metropolitana di Miliano in cui prefigura D'Alema,all'epoca alto dirigente del PDS,non hanno portato allo stesso accanimento giuridico nei suoi confronti,come d'altronde di una gran fetta della Casta.
oggi D'Alema è tranquillo nel PD e parla di referendum...
Craxi è nella tomba in Tunisia!
Tangentopoli è stata davvero la manna dal cielo per quella fetta di sinistra,soprattutto dopo il "dramma" della caduta del Muro.
in ogni caso...questa storia non è terminata con Mani Pulite,evidenziamolo!!!








Non apprezzo affatto le riletture complottistiche di Tangentopoli, ma questa tesi tua e di Fidel è una scemenza. Il 70% dei dirigenti e quadri del vecchio PSI è nel centrosinistra (fonte i socialisti di destra, quindi abbastanza oggettiva). Semmai è l'elettorato socialista degli anni '80 che si è spostato in misura considerevole, anche se difficilmente calcolabile, a destra.








Il libro a cui fai riferimento è "La resa della Repubblica" di Salvo Andò.
Io comunque, non credo nella teoria del complotto, anche perchè se fosse vero, vorrebbe dire che chi oggi vuole farsi rappresentante della c.d. "modernità" nel PD, è solo una classe dirigente che ha usato ogni mezzo possibile per occupare le posizioni di potere.
La lezione di quel periodo, in cui il noto Di Pietro giocava a fare Robespierre ci deve far capire una volta per tutte che in una democrazia sono inacettabili, anzi portatrici di una cultura aliena alla democrazia stessa, quelle espressioni di persecuzione, quella giustizia da strada, che hanno colpito in primo luogo Bettino Craxi e il Partito Socialista Italiano.
Purtroppo nessuno allora lo disse, e chi tacque è colpevole come chi lanciò le monetine. Solo dopo 15 anni, si inizia a dire che "il lancio delle monetine è stato uno dei momenti più spregevoli della storia repubblicana, l'espressione di una cultura aliena ai principi della democrazia e della garanzia di ogni cittadino".