In Bhutan, invece del PIL, la FIL...
da Wikipedia:
La felicità interna lorda o FIL (in lingua inglese gross national happiness — GNH) è il tentativo di definire — con un evidente ammiccamento ironico, ma con altrettanto evidenti intenti sociologici — uno standard di vita sulla falsariga del prodotto interno lordo (PIL).
Il termine fu coniato nella metà degli anni '80 dal re del Bhutan Jigme Singye Wangchuck che mise in rilievo il suo impegno per la costruzione di un'economia coerente con la cultura tradizionale del suo paese basata sui valori spirituali del buddhismo.
Le è stato riconosciuto il merito di offrire una visione unificatrice per il processo di pianificazione quinquennale e di tutti i relativi documenti di programmazione che guidano i piani economici e di sviluppo di quel paese.
Il Dalai Lama è un convinto sostenitore della FIL. A questo proposito ha dichiarato: «Come buddhista, sono convinto che il fine della nostra vita è quello di superare la sofferenza e di raggiungere la felicità. Per felicità però non intendo solamente il piacere effimero che deriva esclusivamente dai piaceri materiali. Penso ad una felicità duratura che si raggiunge da una completa trasformazione della mente e che può essere ottenuta coltivando la compassione, la pazienza e la saggezza. Allo stesso tempo, a livello nazionale e mondiale abbiamo bisogno di un sistema economico che ci aiuti a perseguire la vera felicità. Il fine dello sviluppo economico dovrebbe essere quello di facilitare e di non ostacolare il raggiungimento della felicità».




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