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-Duca-
io non la so così lunga, infatti auspico un grafico di brunik, come puoi leggere dal mio post precedente.
Il fatto che l'asta dei bot sia andata bene cmq non è un indice di tranquillatà.
Lo stato argentino fallì perchè per pagare il debito il governo emetteva altri bond, e per ripagare quei bond ne emetteva altri e così via, e quei bot andavano a ruba fino a quanto non è scoppiato tutto.
un po' come quelli che usano una carta di credito per pagare i debiti di un'altra carta di credito.
non credo che siamo sull'orlo del baratro, personalmente penso che distiamo ancora qualche decina di metri dal burrone, cmq bisogna andarci cauti.
Col debito che abbiamo emettere altri bot è irresponsabile.
Guarda che TUTTI GLI STATI (dato che oggi non esiste Stato che non sia indebitato, USA IN TESTA...) fanno così...:K
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Il CTZ, l'unico zero coupon, è risalito sopra il 4%http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif In settimana, per le ultime cinque aste di titoli di Stato italiani del 2007 i Bot People hanno assorbito 20.000 milioni di euro in Bot a sei mesi, Ctz, CCT e BTP a 3 e 10 anni, avanzando richieste per 25.734 milioni. Tra novembre e dicembre il Tesoro aveva cancellato vari appuntamenti d'asta, ma la "fame arretrata" dei risparmiatori e degli investitori istituzionali si è limitata ad un surplus di domande pari al 25% delle offerte.
(articolo del 29/12/07)
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Il nostro Sole Nero sta per sorgere.
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Kronos
Il vostro discorso sarebbe corretto se c fossero dati su ritardi nei rimborsi o sofferenze.
ed il paragone con Parmalat è fuori dalla realtà. Vi son autorità di vigilanza che dovrebbero controllare i bilanci ed emettere relativo Rating (senza contare che le banche han contribuito a fegare ignari clienti...quindi le responsabilità erano diffuse). Quello Italiano è pur sempre AA- con output positivo.
Nemmeno il rating dell'argentina per quello era basso. (non che AA- sia altissimo).
Cmq kronos il regno unito ha per debito il 38% del suo pil, noi circa il 104%.
Poi che non ci siano ritardi sui pagamenti non significa granchè,cmq si sente spesso il problema del costo altissimo degli interessi sul debito (tralasciando il debito) e quindi mi vengono molti dubbi a vedere questo stato così indebitato che continua a contrarre debiti emettendo bot.
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beppe2
Guarda che TUTTI GLI STATI (dato che oggi non esiste Stato che non sia indebitato, USA IN TESTA...) fanno così...:K
quali altri stati hanno un debito pari o superiore al 104% del loro pil a parte l'italia e il terzo mondo??
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Kronos
il 4% di interessi è discretamente alto.. dimostra solamente che il debito pubblico costa più di prima.
Anche i bond argentini offrivano alti tassi di interesse, per quello la gente li comprava, mica per solidarietà.
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-Duca-
quali altri stati hanno un debito pari o superiore al 104% del loro pil a parte l'italia e il terzo mondo??
Il debito pubblico degli USA è un record amaro per Bush
ROBERTO REZZO
La Corte dei Conti americana ha lanciato l’allarme per il debito pubblico fuori controllo. L’anno fiscale si è chiuso con un disavanzo di 8.500 miliardi di dollari. I tagli alle tasse sono sotto accusa.
Le ultime proiezioni sul debito pubblico degli Stati Uniti elaborate dal Government Accountability Office (Gao), l’ufficio del Congresso hanno mostrato che quest'anno fiscale si è chiuso con un buco di 8.500 miliardi di dollari e che nell'arco di una generazione - in assenza di drastiche misure correttive - il debito indicizzato al tasso d'inflazione è destinato a sfondare la soglia dei 46mila miliardi.
Tanto quanto vale la ricchezza di tutti gli americani messi insieme, da Bill Gates a un’immigrata cinese. Soltanto per pagare gli interessi sul debito non basterebbe neppure l'intero gettito fiscale.
David Walker, il direttore del Gao, ha annunciato che durante la campagna per le presidenziali del 2008 intende girare l'America in lungo e in largo per spiegare agli elettori la gravità della situazione: "È impossibile affrontare un problema se non ci si rende neppure conto che esiste".
I sondaggi dicono che l'opinione pubblica ha un'idea molto vaga sia sull'entità dell'indebitamento pubblico che delle reali conseguenze a lungo termine. L'ultima indagine commissionata dalla rete televisiva CBS e dal New York Times indica come problema più grave per l'America, al primo posto, la guerra in Iraq, seguita dal terrorismo, dalla disoccupazione e dalla debolezza dell'economia. Il debito pubblico non entra neppure nella rosa delle prime dieci preoccupazioni degli americani.
Quando però la questione del disavanzo viene esplicitamente menzionata, il 42% degli interpellati afferma che dovrebbe essere una priorità per l'amministrazione, mentre il 38% la considera di secondaria importanza.
Walzer è convinto di avere potenzialmente dalla sua parte la maggioranza degli americani. E vuol essere sicuro che alle prossime elezioni nessun politico possa eludere il problema. Sta organizzando un tour de force di conferenze e comizi come se fosse uno dei candidati alla Casa Bianca, ma mette bene in chiaro di non avere affatto intenzione di cambiare mestiere.
"Può permettersi di parlare chiaro e di dire la verità, perché non rischia nulla, ha un mandato di 15 anni che dura sino al 2013", ha spiegato Isabel Sawhill, economista della Brookings Institution di Washington.
Il messaggio è semplice: con questo andazzo il debito pubblico è destinato a crescere ogni anno di una cifra compresa tra i due e i tremila miliardi di dollari. Quando la generazione dei baby boomer raggiungerà l'età della pensione, l'America di troverà di fronte a uno «tsunami demografico» in grado di paralizzare l'economia.
Sei anni di amministrazione Bush hanno messo i conti pubblici su un binario molto pericoloso: bruciato l'intero surplus creato negli anni '90 durante la presidenza Clinton, il governo ha attinto a piene mani dalle banche centrali di Cina e Giappone per la gestione delle partite correnti. E c'è il problema strutturale della previdenza sanitaria che - pur lasciando senza assistenza 50 milioni di americani - viaggia da sola verso un disavanzo di 5mila miliardi.
Il costo di Medicare - il programma destinato ai cittadini oltre i 60anni di età - è quadruplicato dal 1970 ad oggi e le proiezioni indicano che entro il 2030 è destinato ad assorbire il 25% di tutte le risorse federali.
Il sistema può essere razionalizzato e migliorato ma gli economisti avvertono che dalla spirale non si esce senza un aumento delle entrate fiscali.
I tagli alle tasse di Bush vanno tagliati.
http://www.granma.cu/italiano/2006/n...0/eeuu-it.html
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-Duca-
Nemmeno il rating dell'argentina per quello era basso. (non che AA- sia altissimo).
Cmq kronos il regno unito ha per debito il 38% del suo pil, noi circa il 104%.
Poi che non ci siano ritardi sui pagamenti non significa granchè,cmq si sente spesso il problema del costo altissimo degli interessi sul debito (tralasciando il debito) e quindi mi vengono molti dubbi a vedere questo stato così indebitato che continua a contrarre debiti emettendo bot.
Ehm...Ai titoli del debito argentino l'agenzia Moody's il 2 0ttobre 1997 aveva attribuito come rating la valutazione Ba3. Tale valutazione e' rimasta fino al 20 agosto 1999. Dal 6 ottobre 1999 la valutazione e' andata progressivamente peggiorando, passando dalla categoria B1(20 agosto 2000) a quella B2(20 marzo 2001 e 4 giugno 2001) per arrivare a B3(13 luglio 2001) e successivamente a Caa1 (indicante un titolo ad alto rischio di insolvenza).
Nella valutazione di Standard & Poor's era stato attribuito il seguente rating con andamento parimenti sempre piu' negativo: BB- (20 agosto 1999), BB (6 ottobre 1999 e 15 settembre 2000), B (8 maggio 2001), B- (12 luglio 2001) e CCC+ (9 ottobre 2001).
Comunque il nostro rating è "basso" (aiuta pure i rendimenti visto che siamo leggermente più rischiosi...) a causa del debito ed è per questo che la priorità è ridurlo (S&P ha recentemente elogiato gli impegni in questo senso dell'Italia).
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beppe2
Il debito pubblico degli USA è un record amaro per Bush
ROBERTO REZZO
La Corte dei Conti americana ha lanciato l’allarme per il debito pubblico fuori controllo. L’anno fiscale si è chiuso con un disavanzo di 8.500 miliardi di dollari. I tagli alle tasse sono sotto accusa.
Le ultime proiezioni sul debito pubblico degli Stati Uniti elaborate dal Government Accountability Office (Gao), l’ufficio del Congresso hanno mostrato che quest'anno fiscale si è chiuso con un buco di 8.500 miliardi di dollari e che nell'arco di una generazione - in assenza di drastiche misure correttive - il debito indicizzato al tasso d'inflazione è destinato a sfondare la soglia dei 46mila miliardi.
Tanto quanto vale la ricchezza di tutti gli americani messi insieme, da Bill Gates a un’immigrata cinese. Soltanto per pagare gli interessi sul debito non basterebbe neppure l'intero gettito fiscale.
David Walker, il direttore del Gao, ha annunciato che durante la campagna per le presidenziali del 2008 intende girare l'America in lungo e in largo per spiegare agli elettori la gravità della situazione: "È impossibile affrontare un problema se non ci si rende neppure conto che esiste".
I sondaggi dicono che l'opinione pubblica ha un'idea molto vaga sia sull'entità dell'indebitamento pubblico che delle reali conseguenze a lungo termine. L'ultima indagine commissionata dalla rete televisiva CBS e dal New York Times indica come problema più grave per l'America, al primo posto, la guerra in Iraq, seguita dal terrorismo, dalla disoccupazione e dalla debolezza dell'economia. Il debito pubblico non entra neppure nella rosa delle prime dieci preoccupazioni degli americani.
Quando però la questione del disavanzo viene esplicitamente menzionata, il 42% degli interpellati afferma che dovrebbe essere una priorità per l'amministrazione, mentre il 38% la considera di secondaria importanza.
Walzer è convinto di avere potenzialmente dalla sua parte la maggioranza degli americani. E vuol essere sicuro che alle prossime elezioni nessun politico possa eludere il problema. Sta organizzando un tour de force di conferenze e comizi come se fosse uno dei candidati alla Casa Bianca, ma mette bene in chiaro di non avere affatto intenzione di cambiare mestiere.
"Può permettersi di parlare chiaro e di dire la verità, perché non rischia nulla, ha un mandato di 15 anni che dura sino al 2013", ha spiegato Isabel Sawhill, economista della Brookings Institution di Washington.
Il messaggio è semplice: con questo andazzo il debito pubblico è destinato a crescere ogni anno di una cifra compresa tra i due e i tremila miliardi di dollari. Quando la generazione dei baby boomer raggiungerà l'età della pensione, l'America di troverà di fronte a uno «tsunami demografico» in grado di paralizzare l'economia.
Sei anni di amministrazione Bush hanno messo i conti pubblici su un binario molto pericoloso: bruciato l'intero surplus creato negli anni '90 durante la presidenza Clinton, il governo ha attinto a piene mani dalle banche centrali di Cina e Giappone per la gestione delle partite correnti. E c'è il problema strutturale della previdenza sanitaria che - pur lasciando senza assistenza 50 milioni di americani - viaggia da sola verso un disavanzo di 5mila miliardi.
Il costo di Medicare - il programma destinato ai cittadini oltre i 60anni di età - è quadruplicato dal 1970 ad oggi e le proiezioni indicano che entro il 2030 è destinato ad assorbire il 25% di tutte le risorse federali.
Il sistema può essere razionalizzato e migliorato ma gli economisti avvertono che dalla spirale non si esce senza un aumento delle entrate fiscali.
I tagli alle tasse di Bush vanno tagliati.
http://www.granma.cu/italiano/2006/n...0/eeuu-it.html
questa previsione negativa e di allarme è cmq migliore del rapporto italiano attuale tra debito e pil.
se ci sono articoli così isterici nei confronti degli usa che cmq hanno un raporto debito/pil migliore del nostro e tassi di crescita del pil mediamente nettamente superiori rispetto all'italia significa che per quanto riguarda l'italia c'è da strapparsi i capelli.
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Originariamente Scritto da
Kronos
Ehm...Ai titoli del debito argentino l'agenzia Moody's il 2 0ttobre 1997 aveva attribuito come rating la valutazione Ba3. Tale valutazione e' rimasta fino al 20 agosto 1999. Dal 6 ottobre 1999 la valutazione e' andata progressivamente peggiorando, passando dalla categoria B1(20 agosto 2000) a quella B2(20 marzo 2001 e 4 giugno 2001) per arrivare a B3(13 luglio 2001) e successivamente a Caa1 (indicante un titolo ad alto rischio di insolvenza).
Nella valutazione di Standard & Poor's era stato attribuito il seguente rating con andamento parimenti sempre piu' negativo: BB- (20 agosto 1999), BB (6 ottobre 1999 e 15 settembre 2000), B (8 maggio 2001), B- (12 luglio 2001) e CCC+ (9 ottobre 2001).
Comunque il nostro rating è "basso" (aiuta pure i rendimenti visto che siamo leggermente più rischiosi...) a causa del debito ed è per questo che la priorità è ridurlo (S&P ha recentemente elogiato gli impegni in questo senso dell'Italia).
il nostro rating basso, che potrebbe scendere ulteriormente se il debito aumentasse rende più alti i rendimenti, come dici tu, e questo significa che gli interessi sul debito sono più alti!!!
chi spera di fare alti rendimenti coi bot sappia che lo fa a spese di tutti gli italiani visto che il debito lo paga la colelttività intera.
Poi dici che la priorità è ridurre il debito, sono perfettamente d'accordo con te, solamente che questo governo il debito lo stà aumentando, l'emissione di questi bot lo dimostra.