E’ colpa nostra se a Napoli si affoga nella spazzatura!
E’ colpa della gente che non fa la differenziata!
E’ colpa della gente che ha votato la Jervolino e Bassolino!
E’ colpa dei Napoletani perché sono Napoletani!
In realtà ci sono talmente tanti raggiri che le colpe non si riusciranno mai ad indirizzare e le conseguenze, come al solito, le pagheranno i cittadini.
E’ più di una settimana oramai che in televisione non si parla
d’altro, quando la stessa situazione si verificò in Lombardia,
in Veneto, e a New York ci volle poco a far cambiare le cose,
vedendo d’accordo cittadini e istituzioni i quali hanno sempre
avuto fiducia gli uni negli altri. Ma oramai, il tormentone dice: “che vuoi fà, stiamo a Napoli!”; le istituzioni non sappiamo neanche più che sono,
o forse non l’abbiamo mai saputo!!
D’altra parte l’annessione di Napoli alla Repubblica Italiana è
iniziata proprio con il saccheggio delle sue casse da parte
dello “Stato”, senza che noi, i soliti napoletani, potessimo in
qualche modo ribellarci evitando di farci chiamare briganti.
Attualmente la situazione è drammatica; ieri sera a “Porta a
Porta” c’erano politici con le mani nei capelli, geologi che
vivono a Napoli che piangevano vedendo martoriata la
propria terra senza che lo stato abbia la benché minima idea
di cosa sta accadendo.
Eppure ieri sera hanno detto cose di cui io ero già a
conoscenza, cose sapute e risapute, denunciate più volte, nei
libri, a voce, su internet, nei blog e anche dai giornalisti
stessi, ma guarda caso, alcuni politici non ne sapevano niente.
Parliamoci chiaro, in Campania l’emergenza rifiuti attuale è
solo la punta dell’iceberg, il 90% dell’emergenza è sotto
terra, sepolta negli anni, dai cari e civili amici del nord Italia i
quali, per ringraziarci dei soldi che gli abbiamo dato dopo
l’unione d’Italia, hanno sversato per anni liquami e rifiuti
tossici industriali (che non vengono prodotti in alcun modo al
sud) nei sottosuoli campani; i resti della nave “Moby Prince”
affondata nei pressi di Livorno, dovevano essere smaltiti in
Turchia, mentre sono stati trovati nelle discariche campane
ancora sporchi di petrolio.
Chi doveva vigilare non ha vigilato, chi doveva pagare non
ha pagato.
Cosa si fa ora?
Meno male che c’è Prodi! Prodi ha capito tutto, ha detto:
“per risolvere l’emergenza dobbiamo:
1. aprire le discariche
2. imballare e depositarci i rifiuti
3. fare la differenziata
4. costruire 3 termovalorizzatori
5. il comune che non si organizza verrà commissariato
Io che ho seguito la vicenda, faccio le seguenti riflessioni:
1. le discariche in questione sono le stesse indicate a
Luglio dal prefetto Pansa, ma i corrispettivi comuni
avevano già detto NO per questioni di impatto
ambientale documentabile
2. imballare i rifiuti attuali non serve a niente in
quanto non saranno inceneribili
3. ok per la differenziata
4. i termovalorizzatori da costruire inizialmente erano
5, poi passati a 2, ora sono 3… WOW!
5. dopo 120 giorni di tempo per organizzarsi,
l’immondizia è arrivata a Roma!
Il problema principale è che lo stesso Bruno Vespa che da
una settimana organizza serate sul tema rifiuti non ha capito
bene come bisogna procedere e che infrastrutture avere per
attuare un riciclo dei rifiuti organizzato che non porti alle
conseguenze che la Campania sta vivendo tutt’ora.
Cercherò di spiegare brevemente come dovrebbe funzionare
una situazione normale e perché dall’emergenza rifiuti in
Campania non si uscirà mai con le attuali misure adottate.
Si parte dai cittadini, i quali devono con un piccolissimo
sacrificio (piccolissimo perché l’ho fatto anche io
e non ci vuole la laurea) dividere già a casa i rifiuti
organici (umido) da quelli non organici
(secco). Non è difficile, le parole aiutano!
I rifiuti umidi nel sacchetto dell’umido, quelli non umidi nel sacchetto del
secco! Plastica, lattine e vetro in tre sacchetti a parte, e non penso sia
difficile distinguere una bottiglia di plastica da una lattina di
coca cola! Fatto questo cosa si può fare: i rifiuti umidi completamente
biodegradabili vengono riutilizzati per farne interamente del
fertilizzante, i rifiuti secchi invece devono subire un
trattamento negli appositi impianti per CDR.
In pratica subiranno un processo di essiccazione (20 giorni),
dopodiché saranno sottoposti a trattamenti speciali ricavando
un ecoballa, che verrà incenerita nei moderni impianti di
termovalorizzazione.
Vorrei sottolineare che solo il secco trattato e imballato in
ecoballe può essere incenerito.
Le piccole rimanenze verranno stoccate in discariche
apposite, controllate e sicure, in una parola: legali.
Vetro, plastica e lattine sono completamente riciclabili.
Cosa succede in Campania?
I vari comuni (tranne qualche pecora bianca) non si sono mai
organizzati bene per aiutare il cittadino dotandosi
infrastrutture per dividere il secco dall’umido.
Questa cosa comporta che il rifiuto solido urbano, e cioè
quello che invade attualmente le strade di Napoli e provincia,
non può essere in alcun modo incenerito!
Gli impianti di CDR costruiti lavorano e trattano un rifiuto
non diviso in partenza, quindi con dentro umido, plastica,
lattine e vetro, per non parlare di altre cose tipo medicinali,
batterie etc. Per questo motivo i CDR campani sfornano
ecoballe che non sono per niente eco! E di conseguenza non
possono essere usate nei termovalorizzatori! Per assurdo, se
domattina fosse pronto l’inceneritore di Acerra(NA), non
potremmo incenerire un bel niente!!!
Allora che si fa?
Secondo il governo mandiamo i nostri rifiuti alle altre
regioni, quelle che possono ospitarlo, e nel frattempo
attuiamo il piano. Ora mi chiedo: ma se non sono inceneribili,
questi rifiuti che fine faranno? Torneranno in Campania per
vie secondarie e andranno a finire nei soliti pozzi d’aperta
campagna?
Le cause di tutto questo sono da ricercare nella mala
amministrazione regionale, comunale e di governo.
Nel 2001 la Impregilo di Milano vinse gli appalti per
costruire impianti di CDR in Campania e termovalorizzatori
con gare di appalto “truccate” e ha vinto con prezzi ridicoli
spiazzando la concorrenza. Prezzi che in alcun modo
avrebbero potuto finanziare la costruzione di queste
infrastrutture. In più dovevano, nel frattempo, smaltire i
rifiuti a proprie spese se non avessero rispettato i tempi.
Risultato? La Impregilo continua a costruire e prendere
appalti in tutta Italia, mentre in un Paese normale sarebbe
fallita. Quanto se ne è parlato di questo sui giornali?
Questo è quanto riportato sul loro sito ancora oggi:
“Firmato da Bassolino il contratto per l’affidamento ad
IMPREGILO del servizio di smaltimento, che consentirà la
chiusura definitiva delle discariche nella Provincia di Napoli.
Il Commissario Straordinario per l’Emergenza Rifiuti e
Presidente della Regione Campania On. Bassolino e
IMPREGILO, hanno firmato un contratto decennale per il
servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani prodotti nella
Provincia di Napoli, che consentirà la chiusura di tutte le
discariche di Rifiuti Solidi Urbani, con un rilevante
miglioramento dell’igiene nei Comuni interessati (circa 3,6
milioni di abitanti) avviando così la soluzione definitiva
dell’Emergenza Rifiuti nella Provincia di Napoli, iniziata
nel 1994.”
La questione principale è che già da ora bisognerebbe
produrre materiale di scarto riciclato, così se non sono pronti
termovalorizzatori e impianti di CDR almeno le altre regioni
potranno essere più solidali, in quanto potranno trattare e
bruciare i nostri rifiuti senza problemi perché differenziati!
Questa è la prima cosa da fare! Oggi! Domattina! Non tra 120
giorni! Tra 120 giorni avremmo prodotto altre tonnellate di
rifiuti che non potremo incenerire né noi né gli altri! E il
governo apre altre discariche! Le cause di tutto questo non
sono da ricercare nel ministro dell’ambiente, giusto per
trovare un capro espiatorio, ma nei vari Bassolino e
Jervolino, giunta provinciale, giunta regionale, asl, giornalisti
campani, imprese del nord, camorra e tutti quelli che
dovevano controllare e non hanno controllato!
La colpa non è dei cittadini di Pianura, che da una settimana
hanno assediato i dintorni della discarica per non farla
riaprire, dato che 14 anni fa era stata chiusa in maniera
definitiva! Pianura fa bene!
Per la prima volta nella mia vita che vedo che la popolazione
Napoletana si ribella, è attiva, reagisce a tutto quello che le è
stato fatto! Non basta dire “che vuoi fà, stiamo a Napoli!”;
finalmente la gente si organizza e protesta. Protesta bene, si
sono ben informati...insomma, ccà nessun è fess!
Sono pronti e hanno dati alla mano, partiranno per Bruxelles
e per Roma per informare il Papa, hanno aperto un sito web
in pochissimo tempo (www.pianura.org), firmano petizioni,
si mobilitano, chiedono interventi dell’asl per monitorare le
sostanze chimiche e diossina nell’aria della zona
circostante…insomma si danno da fare e non è la solita
protesta! Anzi! E’ anche guerriglia. Guerriglia di gente
stanca, con bambini infetti da strane patologie della pelle e
respiratorie, con parenti che muoiono di cancro come se
niente fosse, campagne e prodotti agricoli rovinati e lo Stato
apre altre discariche.
Molti criticano il fatto che la gente brucia i rifiuti. E’ vero,
non è giusto bruciare i rifiuti in quanto producono più
diossina di tutti i termovalorizzatori d’Italia messi insieme. E’
anche vero però, che in uno Stato normale non saremmo mai
arrivati a questo punto, e se la gente non “crea”
un’emergenza nazionale bruciando i rifiuti il problema
sarebbe rimasto confinato nella Campania e sarebbe stato
dimenticato in poco tempo, com’è successo a Luglio 2007,
Marzo 2003, nel 2001, nel 1998, nel 1994 e indietro nel
tempo fino agli anni 70.
Per assurdo è proprio grazie ai rifiuti incendiati che siamo
arrivati in tv, sono arrivati i giornalisti, ci hanno visto da
Bruxelles, dalla Spagna, dalla Francia, dagli Stati Uniti.
Abbiamo dimostrato quanto lo Stato Italiano sia stato
incapace negli anni di risolvere un problema e di come sia
contrariamente stato bravo a dimenticarsi di noi. Se non si
riescono ad aprire le discariche sono contento. Più è brutta la
figura che farà l’Italia, meglio è.
Bassolino invece ha detto: “Io non mi dimetto in quanto la
situazione non cambierebbe”, in pratica con o senza di lui
l’immondizia a terra ci sarà, almeno però facciamogli
prendere ancora lo stipendio da politico! Bassolino si deve
dimettere, ha il dovere morale di dimettersi. Forse è vero,
non avrà lui tutte le colpe, ma servirà a creare quella fiducia
che i campani hanno perso nelle istituzioni. Non si può dire ai
cittadini che Bassolino risolverà, non dopo 14 anni di
promesse! Tutti i politici chiedono al presidente della regione
Campania di dimettersi e lui non lo fa. Cosa deve accadere in
questo paese per far sì che un politico si dimetta da solo?
Neanche uno scandalo del genere basta? Siamo gli unici al
mondo dove sia il Presidente del Consiglio che quello della
Repubblica non possono “licenziare” un dipendente dello
Stato. D’altra parte se io domattina faccio una cavolata al
lavoro, mi licenziano! Perché non accade questo? Mi
spiacerebbe solo se la protesta degenerasse a causa di
infiltrati di camorra (e anche del Nord Italia) che assaltano
vigili del fuoco e ambulanze, e bruciano pullman…
Questo proprio non riesco a capirlo, cosa c’è sotto? Cos’è che
mi sfugge? Forse la situazione non deve cambiare e la
gente non deve protestare.
Siamo e saremo sempre sfruttati dalle industrie e dai soldi del
Nord Italia, finché non avremo una nostra indipendenza
saremo sempre il tappabuchi delle figuracce italiane. Tanto
parlare male di Napoli è facilissimo, è come gettare benzina
sul fuoco!!
Si stava meglio quando c’erano i Borboni…Ferdinà, quando
torni???
Marco Formisano




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