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  1. #1
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    Predefinito NAPOLI: Un’emergenza lunga 50 anni.

    E’ colpa nostra se a Napoli si affoga nella spazzatura!

    E’ colpa della gente che non fa la differenziata!

    E’ colpa della gente che ha votato la Jervolino e Bassolino!

    E’ colpa dei Napoletani perché sono Napoletani!

    In realtà ci sono talmente tanti raggiri che le colpe non si riusciranno mai ad indirizzare e le conseguenze, come al solito, le pagheranno i cittadini.
    E’ più di una settimana oramai che in televisione non si parla
    d’altro, quando la stessa situazione si verificò in Lombardia,
    in Veneto, e a New York ci volle poco a far cambiare le cose,
    vedendo d’accordo cittadini e istituzioni i quali hanno sempre
    avuto fiducia gli uni negli altri. Ma oramai, il tormentone dice: “che vuoi fà, stiamo a Napoli!”; le istituzioni non sappiamo neanche più che sono,
    o forse non l’abbiamo mai saputo!!
    D’altra parte l’annessione di Napoli alla Repubblica Italiana è
    iniziata proprio con il saccheggio delle sue casse da parte
    dello “Stato”, senza che noi, i soliti napoletani, potessimo in
    qualche modo ribellarci evitando di farci chiamare briganti.
    Attualmente la situazione è drammatica; ieri sera a “Porta a
    Porta” c’erano politici con le mani nei capelli, geologi che
    vivono a Napoli che piangevano vedendo martoriata la
    propria terra senza che lo stato abbia la benché minima idea
    di cosa sta accadendo.
    Eppure ieri sera hanno detto cose di cui io ero già a
    conoscenza, cose sapute e risapute, denunciate più volte, nei
    libri, a voce, su internet, nei blog e anche dai giornalisti
    stessi, ma guarda caso, alcuni politici non ne sapevano niente.
    Parliamoci chiaro, in Campania l’emergenza rifiuti attuale è
    solo la punta dell’iceberg, il 90% dell’emergenza è sotto
    terra, sepolta negli anni, dai cari e civili amici del nord Italia i
    quali, per ringraziarci dei soldi che gli abbiamo dato dopo
    l’unione d’Italia, hanno sversato per anni liquami e rifiuti
    tossici industriali (che non vengono prodotti in alcun modo al
    sud) nei sottosuoli campani; i resti della nave “Moby Prince”
    affondata nei pressi di Livorno, dovevano essere smaltiti in
    Turchia, mentre sono stati trovati nelle discariche campane
    ancora sporchi di petrolio.
    Chi doveva vigilare non ha vigilato, chi doveva pagare non
    ha pagato.
    Cosa si fa ora?
    Meno male che c’è Prodi! Prodi ha capito tutto, ha detto:
    “per risolvere l’emergenza dobbiamo:

    1. aprire le discariche
    2. imballare e depositarci i rifiuti
    3. fare la differenziata
    4. costruire 3 termovalorizzatori
    5. il comune che non si organizza verrà commissariato

    Io che ho seguito la vicenda, faccio le seguenti riflessioni:

    1. le discariche in questione sono le stesse indicate a
    Luglio dal prefetto Pansa, ma i corrispettivi comuni
    avevano già detto NO per questioni di impatto
    ambientale documentabile
    2. imballare i rifiuti attuali non serve a niente in
    quanto non saranno inceneribili
    3. ok per la differenziata
    4. i termovalorizzatori da costruire inizialmente erano
    5, poi passati a 2, ora sono 3… WOW!
    5. dopo 120 giorni di tempo per organizzarsi,
    l’immondizia è arrivata a Roma!

    Il problema principale è che lo stesso Bruno Vespa che da
    una settimana organizza serate sul tema rifiuti non ha capito
    bene come bisogna procedere e che infrastrutture avere per
    attuare un riciclo dei rifiuti organizzato che non porti alle
    conseguenze che la Campania sta vivendo tutt’ora.
    Cercherò di spiegare brevemente come dovrebbe funzionare
    una situazione normale e perché dall’emergenza rifiuti in
    Campania non si uscirà mai con le attuali misure adottate.
    Si parte dai cittadini, i quali devono con un piccolissimo
    sacrificio (piccolissimo perché l’ho fatto anche io
    e non ci vuole la laurea) dividere già a casa i rifiuti
    organici (umido) da quelli non organici
    (secco). Non è difficile, le parole aiutano!
    I rifiuti umidi nel sacchetto dell’umido, quelli non umidi nel sacchetto del
    secco! Plastica, lattine e vetro in tre sacchetti a parte, e non penso sia
    difficile distinguere una bottiglia di plastica da una lattina di
    coca cola! Fatto questo cosa si può fare: i rifiuti umidi completamente
    biodegradabili vengono riutilizzati per farne interamente del
    fertilizzante, i rifiuti secchi invece devono subire un
    trattamento negli appositi impianti per CDR.
    In pratica subiranno un processo di essiccazione (20 giorni),
    dopodiché saranno sottoposti a trattamenti speciali ricavando
    un ecoballa, che verrà incenerita nei moderni impianti di
    termovalorizzazione.
    Vorrei sottolineare che solo il secco trattato e imballato in
    ecoballe può essere incenerito.
    Le piccole rimanenze verranno stoccate in discariche
    apposite, controllate e sicure, in una parola: legali.
    Vetro, plastica e lattine sono completamente riciclabili.
    Cosa succede in Campania?
    I vari comuni (tranne qualche pecora bianca) non si sono mai
    organizzati bene per aiutare il cittadino dotandosi
    infrastrutture per dividere il secco dall’umido.
    Questa cosa comporta che il rifiuto solido urbano, e cioè
    quello che invade attualmente le strade di Napoli e provincia,
    non può essere in alcun modo incenerito!
    Gli impianti di CDR costruiti lavorano e trattano un rifiuto
    non diviso in partenza, quindi con dentro umido, plastica,
    lattine e vetro, per non parlare di altre cose tipo medicinali,
    batterie etc. Per questo motivo i CDR campani sfornano
    ecoballe che non sono per niente eco! E di conseguenza non
    possono essere usate nei termovalorizzatori! Per assurdo, se
    domattina fosse pronto l’inceneritore di Acerra(NA), non
    potremmo incenerire un bel niente!!!
    Allora che si fa?
    Secondo il governo mandiamo i nostri rifiuti alle altre
    regioni, quelle che possono ospitarlo, e nel frattempo
    attuiamo il piano. Ora mi chiedo: ma se non sono inceneribili,
    questi rifiuti che fine faranno? Torneranno in Campania per
    vie secondarie e andranno a finire nei soliti pozzi d’aperta
    campagna?
    Le cause di tutto questo sono da ricercare nella mala
    amministrazione regionale, comunale e di governo.
    Nel 2001 la Impregilo di Milano vinse gli appalti per
    costruire impianti di CDR in Campania e termovalorizzatori
    con gare di appalto “truccate” e ha vinto con prezzi ridicoli
    spiazzando la concorrenza. Prezzi che in alcun modo
    avrebbero potuto finanziare la costruzione di queste
    infrastrutture. In più dovevano, nel frattempo, smaltire i
    rifiuti a proprie spese se non avessero rispettato i tempi.
    Risultato? La Impregilo continua a costruire e prendere
    appalti in tutta Italia, mentre in un Paese normale sarebbe
    fallita. Quanto se ne è parlato di questo sui giornali?
    Questo è quanto riportato sul loro sito ancora oggi:
    “Firmato da Bassolino il contratto per l’affidamento ad
    IMPREGILO del servizio di smaltimento, che consentirà la
    chiusura definitiva delle discariche nella Provincia di Napoli.
    Il Commissario Straordinario per l’Emergenza Rifiuti e
    Presidente della Regione Campania On. Bassolino e
    IMPREGILO, hanno firmato un contratto decennale per il
    servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani prodotti nella
    Provincia di Napoli, che consentirà la chiusura di tutte le
    discariche di Rifiuti Solidi Urbani, con un rilevante
    miglioramento dell’igiene nei Comuni interessati (circa 3,6
    milioni di abitanti) avviando così la soluzione definitiva
    dell’Emergenza Rifiuti nella Provincia di Napoli, iniziata
    nel 1994.”
    La questione principale è che già da ora bisognerebbe
    produrre materiale di scarto riciclato, così se non sono pronti
    termovalorizzatori e impianti di CDR almeno le altre regioni
    potranno essere più solidali, in quanto potranno trattare e
    bruciare i nostri rifiuti senza problemi perché differenziati!
    Questa è la prima cosa da fare! Oggi! Domattina! Non tra 120
    giorni! Tra 120 giorni avremmo prodotto altre tonnellate di
    rifiuti che non potremo incenerire né noi né gli altri! E il
    governo apre altre discariche! Le cause di tutto questo non
    sono da ricercare nel ministro dell’ambiente, giusto per
    trovare un capro espiatorio, ma nei vari Bassolino e
    Jervolino, giunta provinciale, giunta regionale, asl, giornalisti
    campani, imprese del nord, camorra e tutti quelli che
    dovevano controllare e non hanno controllato!
    La colpa non è dei cittadini di Pianura, che da una settimana
    hanno assediato i dintorni della discarica per non farla
    riaprire, dato che 14 anni fa era stata chiusa in maniera
    definitiva! Pianura fa bene!
    Per la prima volta nella mia vita che vedo che la popolazione
    Napoletana si ribella, è attiva, reagisce a tutto quello che le è
    stato fatto! Non basta dire “che vuoi fà, stiamo a Napoli!”;
    finalmente la gente si organizza e protesta. Protesta bene, si
    sono ben informati...insomma, ccà nessun è fess!
    Sono pronti e hanno dati alla mano, partiranno per Bruxelles
    e per Roma per informare il Papa, hanno aperto un sito web
    in pochissimo tempo (www.pianura.org), firmano petizioni,
    si mobilitano, chiedono interventi dell’asl per monitorare le
    sostanze chimiche e diossina nell’aria della zona
    circostante…insomma si danno da fare e non è la solita
    protesta! Anzi! E’ anche guerriglia. Guerriglia di gente
    stanca, con bambini infetti da strane patologie della pelle e
    respiratorie, con parenti che muoiono di cancro come se
    niente fosse, campagne e prodotti agricoli rovinati e lo Stato
    apre altre discariche.
    Molti criticano il fatto che la gente brucia i rifiuti. E’ vero,
    non è giusto bruciare i rifiuti in quanto producono più
    diossina di tutti i termovalorizzatori d’Italia messi insieme. E’
    anche vero però, che in uno Stato normale non saremmo mai
    arrivati a questo punto, e se la gente non “crea”
    un’emergenza nazionale bruciando i rifiuti il problema
    sarebbe rimasto confinato nella Campania e sarebbe stato
    dimenticato in poco tempo, com’è successo a Luglio 2007,
    Marzo 2003, nel 2001, nel 1998, nel 1994 e indietro nel
    tempo fino agli anni 70.
    Per assurdo è proprio grazie ai rifiuti incendiati che siamo
    arrivati in tv, sono arrivati i giornalisti, ci hanno visto da
    Bruxelles, dalla Spagna, dalla Francia, dagli Stati Uniti.
    Abbiamo dimostrato quanto lo Stato Italiano sia stato
    incapace negli anni di risolvere un problema e di come sia
    contrariamente stato bravo a dimenticarsi di noi. Se non si
    riescono ad aprire le discariche sono contento. Più è brutta la
    figura che farà l’Italia, meglio è.
    Bassolino invece ha detto: “Io non mi dimetto in quanto la
    situazione non cambierebbe”, in pratica con o senza di lui
    l’immondizia a terra ci sarà, almeno però facciamogli
    prendere ancora lo stipendio da politico! Bassolino si deve
    dimettere, ha il dovere morale di dimettersi. Forse è vero,
    non avrà lui tutte le colpe, ma servirà a creare quella fiducia
    che i campani hanno perso nelle istituzioni. Non si può dire ai
    cittadini che Bassolino risolverà, non dopo 14 anni di
    promesse! Tutti i politici chiedono al presidente della regione
    Campania di dimettersi e lui non lo fa. Cosa deve accadere in
    questo paese per far sì che un politico si dimetta da solo?
    Neanche uno scandalo del genere basta? Siamo gli unici al
    mondo dove sia il Presidente del Consiglio che quello della
    Repubblica non possono “licenziare” un dipendente dello
    Stato. D’altra parte se io domattina faccio una cavolata al
    lavoro, mi licenziano! Perché non accade questo? Mi
    spiacerebbe solo se la protesta degenerasse a causa di
    infiltrati di camorra (e anche del Nord Italia) che assaltano
    vigili del fuoco e ambulanze, e bruciano pullman…
    Questo proprio non riesco a capirlo, cosa c’è sotto? Cos’è che
    mi sfugge? Forse la situazione non deve cambiare e la
    gente non deve protestare.
    Siamo e saremo sempre sfruttati dalle industrie e dai soldi del
    Nord Italia, finché non avremo una nostra indipendenza
    saremo sempre il tappabuchi delle figuracce italiane. Tanto
    parlare male di Napoli è facilissimo, è come gettare benzina
    sul fuoco!!
    Si stava meglio quando c’erano i Borboni…Ferdinà, quando
    torni???

    Marco Formisano

  2. #2
    timecrisis
    Ospite

    Predefinito

    Mi dispiace per te se non capisci che è un'emergenza lunga 150 anni.......

 

 

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