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Risultati da 11 a 20 di 106
  1. #11
    DonCamillo
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    Citazione Originariamente Scritto da waglione Visualizza Messaggio
    Vedi, a loro basta la semplice confutazione linguisticofilosofica. Che gliene frega della fisica? Ce l'hanno in spregio e si vede proprio da questo modo di ragionare.

    Che gliene frega a loro delle masse e della materia?

    Con molti sforzi e molti secoli sono riusciti a capire FORSE che c'è un sistema solare, in cui tutti i pianeti girano. Ma attorno a chi? Alla terra ovviamente!
    E perchè? Perchè ci vivono loro.

    Venere mercurio plutone...girano tutti attorno alla terra che a sua volta, per lo stesso ragionamento, gira attorno alla luna.

    Noi dementi che ci ostiniamo a chiamarlo sistema solare.

    E la via lattea? Anche quella si sta dirigendo verso la terra, grande centro d'attrazione universale. Aprite le porte mi raccomando!

    Mamma mia come sei acido.

    Ma perchè non provi a rilassarti un po'?


    Ho aperto questo 3d non per dimostrare chissà cosa, ma per capire, anche se condo le altre persone, se la teoria di bloch è sicuramente falsa o potrebbe essere vera.


    Secondo Bloch, il sistema eliocentrico -così come quello geocentrico- si fonda su presupposti indimostrabili. Tra questi, rivestirebbe un ruolo di primo piano l'affermazione dell'esistenza di uno spazio assoluto; opzione che tuttavia è stata poi cancellata dalla teoria della relatività. Egli scrive testualmente: «Dal momento che, con l'abolizione del presupposto di uno spazio vuoto e immobile, non si produce più alcun movimento verso di esso, ma soltanto un movimento relativo dei corpi tra loro, e poiché la misurazione di tale moto dipende dalla scelta del corpo assunto come punto di riferimento, così ?qualora la complessità dei calcoli risultanti non rendesse impraticabile l'ipotesi? adesso come allora si potrebbe supporre la terra fissa e il sole mobile».


    E. Bloch, Das Prinzip Hoffnung, Frankfurt/Main 1959, p. 920; Cfr F. Hartl, Der Begriff des Schopferischen. Deutungsversuche der Dialektik durch E. Bloch und F. v. Baader, Frankfurt/Main 1979, p. 110.





    Il vantaggio del sistema eliocentrico rispetto a quello geocentrico non consiste perciò in una maggior corrispondenza alla verità oggettiva, ma soltanto nel fatto che ci offre una maggiore facilità di calcolo. Fin qui, Bloch espone solo una concezione moderna della scienza naturale. Sorprendente è invece la valutazione che egli ne trae:

    «Una volta data per certa la relatività del movimento, un antico sistema di riferimento umano e cristiano non ha alcun diritto di interferire nei calcoli astronomici e nella loro semplificazione eliocentrica; tuttavia, esso ha il diritto di restar fedele al proprio metodo di preservare la terra in relazione alla dignità umana e di ordinare il mondo intorno a quanto accadrà e a quanto è accaduto nel mondo» . E. Bloch, Das Prinzip Hoffnung, Frankfurt/Main 1959, p. 920s.; F. Hartl, Der Begriff des Schopferischen. Deutungsversuche der Dialektik durch


    E. Bloch und F. v. Baader, Frankfurt/Main 1979, p. 111.

  2. #12
    Schliemann
    Ospite

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    Vabbeh, devo dire che l'epistemologia in se' e' una bella cosa ma in effetti capita di trovare filosofi che pretendono di determinare i contenuti delle scoperte scientifiche perche' non turbino una certa loro visione.
    Non si cimentano con l'esperienza e con le effettive scoperte scientifiche e , per esempio, se chiedi loro cosa siano i neuroni specchio, 9 volte su 10 cascano dal pero.

  3. #13
    Libero pensatore
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    Citazione Originariamente Scritto da DonCamillo Visualizza Messaggio
    Il vantaggio del sistema eliocentrico rispetto a quello geocentrico non consiste perciò in una maggior corrispondenza alla verità oggettiva, ma soltanto nel fatto che ci offre una maggiore facilità di calcolo. Fin qui, Bloch espone solo una concezione moderna della scienza naturale. Sorprendente è invece la valutazione che egli ne trae:
    Ti rispondo io, dovresti aver capito che l'argomento è il mio...

    Non voglio fare un post oceanico (col solito rischio di censura nonostante sia mera fisica questa ) anche se di cose da scrivere effettivamente ce ne sarebbero.

    Partiamo dicendo che mescolare la relatività Einsteiniana con le scoperte di Galilei o le ricerche di Copernico, Keplero e quant'altro nella fisica è abbastanza abominevole.

    Arrivo subito al punto: a me onestamente infastidisce l'uso (abuso) della relatività in queste situazioni (Galilei) salvo poi tuonare dal pulpito che il relativismo è la piaga del mondo moderno blablabla etc...

    Il relativismo o lo si usa, o non lo si usa. Non è che lo si critica per poi usarlo (strumentalizzarlo) a proprio piacimento.

    E' vero che se ci mettiamo da un punto di vista della terra il sole le gira attorno, ma questo è tutto un problema di sistemi di riferimento, come molte altre cose nella vita. Inoltre la terra ferma è una vaccata colossale.
    Se sto andando a 80Km/h e una macchina mi viene contro a 80Km/h secondo il mio sistema di riferimento QUELLA macchina viaggia a 160Km/h... ma sappiamo tutti che, secondo un sistema comune tacitamente accettato (quello terrestre), quei 160Km/h non esistono, sono fittizi.

    Mi sembra che questo articolo, come sempre, vada a screditare le scoperte fatte in campo astronomico.

    Le scoperte ci sono state, sono state importantissime perchè hanno smentito delle concezioni (sbagliate) radicate nella mente di tutti.

    E qui il relativismo (sia come corrente di pensiero che come teoria fisica) non c'entra proprio un fico secco.

  4. #14
    spirito libero
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    Interessante. Quindi questa sarebbe la prova inconfutabile del fatto che la terra gira intorno al sole?
    Esatto
    non sarà mai possibile con la ragione pervenire a qualche verità assoluta

  5. #15
    DonCamillo
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    Citazione Originariamente Scritto da simplicio Visualizza Messaggio
    Esatto

    sono molto ingorante in materia: ti dispiacerebbe, gentilmente, spiagarmene il motivo?

    Grazie

  6. #16
    Libero pensatore
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    Citazione Originariamente Scritto da DonCamillo Visualizza Messaggio
    sono molto ingorante in materia: ti dispiacerebbe, gentilmente, spiagarmene il motivo?

    Grazie
    A prescindere dalle ignoranze che ognuno di noi ovviamente possiede... non ti sei mai chiesto come mai si avvicendano le stagioni??

    Voglio dire... fai uno sforzino...

  7. #17
    ooooWAGLIONEoooo
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    Ho anche io delle curiosità.

    Quanto vi è costato rinnegare gli studi della media inferiore e superiore? (scienze, biologia, geografia astronomica etcetc)

    Oppure avete frequentato direttamente scuole private cattoliche?

    Non battete ciglio o qualche volta pensate " caspiterina, se sta storia del sole, di adamo ed eva col serpente e la mela non fossero così bizzare sarei più sereno.."

    Come giudicate il fenomeno della specializzazione degli indirizzi -che nel medioevo non era diffusissimo- cioè che della chimica si occupi il chimico, della poesia il poeta, della fisica il fisico e della teologia il teologo?

    Quanti di voi hanno una laurea scientifica? (mi chiedevo come mai non mi trovo mai a interloquire con uno che non abbia fatto studi umanistici)

    Cosa si prova nell'esser stati istruiti a pensare che per capire cos'è il mondo non bisogna guardarsi attorno ma abbassare gli occhi su un libro (sempre lo stesso)? Mai un dubbio?


    Con simpatia


    W

  8. #18
    ooooWAGLIONEoooo
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    Citazione Originariamente Scritto da DonCamillo Visualizza Messaggio
    Mamma mia come sei acido.

    Ma perchè non provi a rilassarti un po'?
    Sai qual è il punto?

    Che tu per acquistare qualche nozione di astrofisica che ti dia ragione vai a scavare un filosofo morto trent'anni fa.

    Che ne dici di rivolgerti a qualche astrofisico magari premio nobel 2007 tipo Smoot? Sai uno di quelli che ragiona con satelliti-sonda dell'ultima generazione e telescopi miliardari.

  9. #19
    DonCamillo
    Ospite

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    <H1 class=title>Briciole di...Relatività - 5

    di Luca Nicotra






    - Ogni corpo, invece, ha il suo tempo 'locale' [1] dipendente dal sistema di riferimento e lo possiamo vedere chiaramente da quest'altro semplice esperimento ideale. Consideriamo un raggio di luce e un razzo che partono nello stesso istante da uno stesso punto fermo F.
    F______________R__________________________L
    Dopo un certo tempo, il razzo avrà percorso il segmento FR, mentre la luce avrà percorso il segmento FL, evidentemente maggiore di FR essendo la velocità della luce superiore a quella del razzo. L'istante di tempo in cui il raggio di luce arriva in L, come tutti sanno, è dato dal rapporto tra lo spazio percorso dalla luce e la sua velocità c e dunque FL/c per un osservatore fermo in F, RL/c per l'astronauta nel razzo.
    Essendo RL minore di FL si conclude, dunque, che lo stesso evento (arrivo in L del raggio di luce) avviene in un tempo inferiore per l'astronauta che si muove con il suo razzo che per la persona ferma a Terra. Dunque, il tempo non è un'entità assoluta e universale, ma dipende dallo stato di quiete o di moto del corpo o sistema di riferimento cui è riferito. Ciò accade secondo questa formula, ricavata da Einstein, che consente di calcolare 'com'è visto' in un sistema di riferimento S il tempo t' misurato da un orologio solidale con un sistema di riferimento S' in moto rettilineo uniforme rispetto a S con velocità v:

    t = t' / [1 - (v2/ c2)]1/2
    Per esempio, se è v = 240000 Km/sec, da essa si ricava che un'ora misurata da un orologio in S' (t'=60 sec) è misurata come 1 ora e 40 minuti (t=100 sec) da un orologio in S. Da essa, dunque, risulta che il tempo di S' 'è visto' da S scorrere più lentamente, per effetto del moto relativo di S' rispetto a S e che tal effetto aumenta al crescere della velocità (v2 / c2 diventa sempre più prossimo ad 1 e quindi l'inverso del radicale tende ad infinito). Se i due sistemi S, S' sono fermi l'uno rispetto all'altro, i loro tempi coincidono (t=t', essendo v=0), mentre se S' si allontana da S alla velocità della luce (v=c), il tempo di S' visto da S diventa infinito, cioè l'eternità [1 - (v2 / c2 ) = 0]. Ma è soltanto un effetto relativistico, perchè, per la relatività del moto, i punti di vista possono essere parimenti invertiti: un osservatore posto in S' può con lo stesso diritto affermare che il sistema di riferimento cui appartiene è fermo e che, invece, il sistema S si allontana da lui con velocità - v. Pertanto, egli concluderebbe, dal suo punto di vista, che il tempo in S scorre più lentamente che nel suo sistema S'. Insomma, la relatività del moto consiste nella perfetta scambiabilità degli attributi 'fermo' e 'in moto' fra due sistemi, derivante dall'unico fatto sperimentalmente rilevabile che ci fa affermare che un corpo si muove: la variazione della sua distanza da un altro, come già aveva osservato il cardinale Niccolò Cusano. La distanza fra due corpi è un concetto simmetrico rispetto ad essi, che li coinvolge 'alla pari', senza favorire l'uno piuttosto che l'altro: la distanza d fra A e B è la stessa d fra B ed A, e perciò d varia ugualmente tanto se pensiamo A fermo e B in moto, quanto se pensiamo, all'inverso, B fermo e A in moto.
    - Allora il tempo è un'apparenza?
    - Sarebbe la conclusione più erronea e fuorviante della Relatività di Einstein. Il considerare 'apparente' il tempo valutato rispetto ad un certo sistema significherebbe ammettere che esista un tempo 'reale', assoluto, universale, che invece la Relatività nega, asserendo semplicemente che ogni corpo ha il suo tempo locale, che cambia se visto da un altro corpo in moto rispetto ad esso. Il tempo misurato rispetto al sistema di riferimento S' per la Teoria della Relatività, lungi dall'essere 'apparente', è tanto 'reale' quanto quello misurato rispetto a S, ma è soltanto 'diverso', così come sono diverse le coordinate spaziali di uno stesso punto se sono riferite a sistemi di riferimento in moto l'un rispetto all'altro.
    - E allora il famoso paradosso dei due gemelli che si ritrovano invecchiati diversamente perchè uno rimane sulla Terra e l'altro ritorna dopo un viaggio compiuto su una navicella spaziale a velocità prossima a quella della luce?
    - Questo paradosso, proposto dal matematico Paul Langevin (1872-1946), in realtà è uno pseudo-paradosso, proprio per la relatività del moto e quindi l'invertibilità dei punti di vista dei due gemelli. Per il gemello sulla Terra, il gemello astronauta ha viaggiato nello spazio ad una velocità prossima a quella della luce e quindi quando ritorna sulla Terra e s'incontrano lo considera più giovane di lui, perchè il tempo della navicella è da lui visto scorrere più lentamente rispetto al tempo sulla Terra. Con ugual diritto, tuttavia, il gemello astronauta può affermare l'esatto inverso, e dire di aver visto il suo gemello sulla Terra allontanarsi da lui con quella stessa velocità ma in senso opposto, e quindi lo considera più giovane di lui. Entrambi i gemelli hanno ragione e la loro disputa ha lo stesso significato di quella fra due persone, una delle quali asserisce che la Terra gira attorno al Sole e l'altra, invece, che il Sole gira attorno alla Terra: entrambi i punti vista sono equivalenti, vale a dire sono parimenti scambiabili, per la relatività del moto. I punti di vista dei gemelli di Langevin sono equivalenti per la relatività del tempo. (Continua)
    _______________
    [1] Da molti autori detto anche 'proprio'. Tale denominazione è, tuttavia, errata e fu utilizzata da Lorentz, che ancora credeva in uno spazio assoluto, ma non da Einstein. Infatti, un tempo 'proprio' per un corpo significherebbe un tempo intrinseco e quindi riferibile a uno spazio assoluto. Il tempo 'locale' di un corpo è invece una conseguenza del suo stato di moto relativo e muta con il mutare del corpo-sistema di riferimento cui è riferito il moto. Per le critiche a tale uso scorretto vedi A. Einstein, Sull'elettrodinamica dei corpi in moto. In: Annalen der Physik, 17, 1905, pp. 891-921. Trad. di Paolo Straneo in Cinquant'anni di relatività, Marzocco, Firenze 1955, p. 490, nota 2.
    http://www.controluce.it/?q=node/134




    </H1>


    l'affermazione «la Terra si muove (di un certo tipo di moto, ellittico ecc.) rispetto al Sole», è dotata di senso e vera; e analogamente l'affermazione «il Sole si muove (di un certo tipo di moto, ellittico ecc.) rispetto alla Terra», è ancora dotata di senso e vera. Questo forse può stupire: come se una delle conseguenze della rivoluzione scientifica, che prese concretamente le mosse proprio dall'istanza eliocentrica di Copernico in opposizione a quella geocentrica di Tolomeo, fosse che le due affermazioni sono in realtà egualmente vere, pur di riferirle all'opportuno punto di vista (SR). In realtà, ironia della storia, è proprio un po' così, anche se con una postilla molto significativa, che rende conto della differenza oggettiva esistente tra i due rispettivi SR. La differenza è semplicemente che il SR fissato sul Sole è un sistema di riferimento inerziale, mentre quello centrato sulla Terra non lo è, o, meglio ancora, quello centrato sul Sole è molto «più inerziale» di quello centrato sulla Terra, e ciò sostanzialmente non per un qualche privilegio (letteralmente) astrale, ma semplicemente perché il Sole ha una massa molto ma molto maggiore di quella della Terra (più di trecentomila volte); di nuovo dunque una questione di approssimazione: infatti, se volessimo fare i pignoli, anche considerando il solo sistema Terra-Sole, e prescindendo quindi dalla presenza di tutto il resto del sistema solare, ci accorgeremmo che il centro del Sole non costituisce l'origine di un SRI, ma questo ruolo importante è ricoperto da un punto situato sulla retta congiungente Terra-Sole, distante dal centro del Sole circa 450 km, e collocato dunque sotto la sua superficie (il raggio del Sole e dell'ordine di 700000 km). Ecco dunque dove sta tutto il senso della millenaria disputa geocentrico-eliocentrica; dal punto di vista dei puri fenomeni astronomici, inquadrati nell'ambito della meccanica classica, si tratta del fatto che un SR centrato (approssimativamente) sul Sole è migliore dell'altro, quello centrato sulla Terra, perché esso è inerziale e quindi gode di alcuni privilegi, di semplicità ed eleganza formale delle leggi della fisica scritte in esso rispetto a quelle che venissero scritte in un altro SR non inerziale (come quello della Terra).

    Come si vede, alla luce di queste riflessioni, poco senso ha chiedersi se allora, in verità, è il Sole che gira attorno alla Terra o questa che gira attorno al Sole: la fisica per sé non ha nulla da dire a questo riguardo, la fisica insegna a quali leggi sono soggette le distanze tra i corpi che si muovono - relativamente - nello spazio.

    Mentre, come s'è già osservato, l'atteggiamento di Galileo, riassunto spesso in quell'«eppur si muove!» forse mai pronunciato e pur così significativo della sua posizione, non è dunque affatto relativistico, ironia vuole che lo sia molto di più quello di coloro che non vollero comunque accreditare di verità assoluta un'opinione all'epoca così eterodossa come quella eliocentrica; nello stesso spirito con cui i cardinali Bellarmino e Barberini suggerirono per tempo che se Galileo avesse parlato «come matematico» o «in via di pura ipotesi» non avrebbe avuto a subire guaio alcuno.

    È appena il caso di menzionare il fatto che la rivoluzione copernicana non è certo consistita prevalentemente nell'ipotesi eliocentrica piuttosto che geocentrica, ma che tutto il movimento di pensiero che ha caratterizzato i due secoli che hanno seguito la proposta di Copernico, ha portato avanti istanze che altro avevano da dire sull'emancipazione dell'uomo e sul suo ruolo nel mondo.

    http://tecalibri.altervista.org/S/SP...ivita.htm#p006
    Chi gira intorno a cosa
    di Antonio Sparzani



    Le recenti vicende centrate attorno alla mancata visita del Papa all’Università La Sapienza di Roma hanno toccato anche questioni scientifiche centrate sulla figura di Galileo e sulla sua decennale vertenza con il Santo Uffizio dell’epoca. E hanno anche riguardato la posizione del noto epistemologo contemporaneo Paul Karl Feyerabend, da non molto scomparso, accreditandogli un po’ frettolosamente una posizione di incondizionato appoggio alla famosa condanna di Galileo.

    Non intendo offrire qui alcuna valutazione complessiva sulla vicenda, che se mai ho già detto in altri luoghi, ma non riesco a trattenermi dal cercare di dire qualcosa che contribuisca a chiarire dal punto di vista della fisica queste problematiche, che non sono certo esauribili negli slogan purtroppo più diffusi, tipo “la chiesa oscurantista voleva fermare il progresso della scienza”, oppure “è ormai risaputo che è la Terra che gira intorno al Sole e non viceversa”. Purtroppo, per ragioni storiche che non sono qui in grado di indagare e di mostrare, si è affermata nell’immaginario collettivo dei non addetti ai lavori, ma talvolta anche nel loro, una formulazione facile e sbrigativa della questione che appunto viene riassunta nei due slogan ora citati.

    La verità, pardon, quella che al momento la fisica ritiene essere una posizione corretta sull’argomento, è, come sempre, meno sbrigativa, richiede più parole e qualche momento di riflessione e di disponibilità mentale per seguirla; ma credo che dovrebbe formare un patrimonio di conoscenze comuni a tutti gli umani della nostra epoca, e se non è così, lo dico subito, la colpa è principalmente dei fisici che non sono interessati a divulgare (nel senso migliore del termine) il proprio patrimonio di conoscenze, accumulate attraverso trasformazioni talvolta assai radicali nel corso dei secoli e dei millenni. Da parte mia, che sono un fisico e quindi partecipe di questa grave responsabilità, ho cercato di fare qualcosa pubblicando qualche anno fa su questi argomenti un libro, che troverete citato in fondo a questo scritto, inteso a trovare ponti e punti di contatto tra la cultura umanistica e la cultura scientifica, aggettivi entrambi che trovo tra l’altro largamente inadeguati.

    Premetto anche che parlo della scienza dell’Occidente che conosco, perché ignoro quasi tutto quel che riguarda cosmogonie e fisiche di pur cospicue parti del mondo degli uomini, certamente altrettanto importanti di quelle che sono state elaborate qui da noi.

    Andiamo con i piedi di piombo. Chiunque guardi nel corso della giornata il cielo, supponiamo non oscurato da troppe nuvole, fa l’esperienza del Sole che sorge il mattino a oriente, gira nel cielo e tramonta la sera a occidente, e questa è un’esperienza fondamentale di cui tutti sono partecipi e coscienti, dal più ferrato relativista al personaggio più alieno da qualsiasi riflessione o istruzione anche debolmente ‘scientifica’. Da questa esperienza, e naturalmente da numerosissime altre relative ai punti luminosi che si muovono nel cielo, ecc., è cominciata la riflessione degli antichi astronomi caldei, degli scienziati egizi e greci e di quanti hanno ritenuto di dedicare del tempo a farsi un ‘modello’ di come è fatto il mondo, per così dire, visto dall’esterno, voglio dire visto come un tutto.

    Il modello più diffuso nell’antichità – ma non l’unico, ci sono esempi illustri di alternative eliocentriche già nell’età antica, ma lasciatemele trascurare, se no non finiamo più – fu quello cosiddetto geocentrico, che poneva la Terra al centro di tutto e tutto il resto – Sole e pianeti – a ruotare, con vari e articolati moti, attorno ad essa. La teorizzazione di questo modello fu esposta mirabilmente nell’opera – largamente fondata sui lavori del grandissimo Ipparco di Nicea, vissuto tre secoli prima – di Claudio Tolomeo (II secolo d. C.) nota come Almagesto (dal greco megiste, grandissima, passato attraverso l’arabo), libro sul quale si fondarono astronomi e navigatori per più di un millennio: l’Almagesto forniva previsioni astronomiche di notevole correttezza.

    Schematizzando molto, e quindi tralasciando dettagli ognuno dei quali meriterebbe una storia, diciamo che nella prima metà del Cinquecento apparve l’opera De Revolutionibus Orbium Coelestium, di Niccolò Copernico, che cambiò radicalmente la prospettiva. Qui non sto a sottolineare le differenze, pur notevoli, tra i modelli di Copernico, Keplero, Galileo e Newton e chiamerò modello eliocentrico quello, emerso dalle opere degli studiosi ora nominati, secondo il quale il Sole sta al centro di un sistema di pianeti che gli ruotano intorno, il terzo dei quali, in ordine di distanza, è la nostra Terra.

    La prima e fondamentale differenza tra i due modelli, quello geocentrico e questo eliocentrico, detti anche rispettivamente tolemaico e copernicano, è che essi descrivono lo stesso sistema (il Sistema Solare) da due punti di osservazione diversi, il primo descrive quello che si vede stando sulla Terra e il secondo quello che si vedrebbe stando sul Sole.

    Fin qui naturalmente non mi sembra ci sia alcun problema, che invece comincia a presentarsi quando ci si fa la fatidica domanda: qual è il modello vero?

    Per gli antichi, diciamo già per Aristotele, non c’era dubbio che il modello vero fosse il primo, quello geocentrico, per l’ottima ragione che l’unico punto di osservazione che Aristotele concepiva era la Terra, la Terra-suolo, come avrebbe detto Husserl più di due millenni dopo in un contesto assai interessante per questo discorso.

    Quando Galileo sostenne con la sua grande capacità e forza argomentativa il secondo punto di vista, quello eliocentrico, ritenne con altrettanta sicurezza che il punto di osservazione giusto per giudicare la realtà fosse quello del Sole, e quando gli si suggerì sommessamente di dire che il suo era soltanto un modello matematico possibile egli – così vuole la tradizione – pronunciò il famoso ‘eppur si muove’, frase che, se anche non effettivamente pronunciata, ben descrive il suo atteggiamento complessivo: è vero che la Terra si muove intorno al Sole, che invece sta fermo, e non il contrario.

    Ora, mi chiederete voi, sì, ma la fisica oggi cosa pensa di ciò, darà ben ragione a Galileo contro Tolomeo, vero? Ora io non vorrei deludere gli strenui difensori del vero ad ogni costo, mi tocca però dirvi che la fisica non crede più che questa domanda abbia molto senso.

    Calma: la fisica insegna del tutto in generale che gli stessi fenomeni possono essere descritti e studiati e se ne possono scrivere le equazioni matematiche – cioè quegli strumenti che permettono di prevederne quantitativamente le evoluzioni – in diversi sistemi di riferimento, l’importante è che questi sistemi di riferimento siano tra loro confrontabili e che si abbiano delle regole per trasformare le equazioni scritte in ognuno di essi in quelle scritte nell’altro (questo è il nocciolo di qualsiasi teoria della relatività). Se io conosco le equazioni del movimento del Sistema Solare visto dalla Terra, possiedo un sistema sicuro per sapere come trasformarle in maniera da ottenere quelle valide nel sistema di riferimento centrato sul Sole (del resto per fortuna è così, mica occorre andare sul Sole per saperlo!).

    Da quando si è capito e visto che l’universo è quell’enorme guazzabuglio di oggetti dei tipi più vari di corpi celesti, la frase “la tal cosa si muove” è completamente priva di qualsiasi significato finché non si specifica rispetto a cosa, cioè finché non si dichiara da quale sistema di riferimento la stiamo guardando e misurando. Se questo vi fa piombare in un’apparente perdita di terreno sotto i piedi, in un generale e disperante relativismo, orrore, orrore, vi rialzate subito se riflettete che la cosa importante non è se una cosa si muove o non si muove ma se si muove rispetto a voi e rispetto a tutto quanto il resto che vi sta attorno, che è l’unica cosa che potete esperire. L’importante sono i comportamenti relativi tra gli oggetti non quelli assoluti, che sono privi di significato perché non abbiamo alcun senso da attaccare alla locuzione “spazio assoluto”, peraltro di newtoniano conio. Però.

    Però, in tutta la meccanica, cioè quella parte della fisica che si occupa di queste cose, da Galileo e Newton in poi (esclusa la cosiddetta teoria della relatività generale einsteiniana per la quale tutti i sistemi di riferimento concepibili sono assolutamente equivalenti), vige un fatto fondamentale. C’è tutta una vasta classe di sistemi di riferimento che sono “più belli degli altri”, in un senso molto chiaro e semplice, e cioè nel senso che se ci si mette in uno di questi, le equazioni che si scrivono sono di gran lunga più semplici da scrivere e da risolvere, e quindi da maneggiare. I sistemi di riferimento di questa classe così privilegiata si chiamano sistemi di riferimento inerziali e quando si vuole risolvere un problema di meccanica invariabilmente si sceglie di mettersi in uno di questi. Posso descrivere il moto di un grave che cade a terra stando fermo sulla terra accanto ad esso o posso anche studiarlo osservandolo da una giostra che sta ruotando allegramente lì vicino. Posso farlo tranquillamente e legittimamente, solo che nel secondo caso faccio più fatica, devo scrivere equazioni più complicate e la traiettoria del grave sarà una curva complicata più difficile da descrivere quantitativamente, anche se, vista da me sulla giostra, sarà quella curva.

    Bene, il sistema di riferimento centrato sul Sole – ancorché sia appunto meglio soltanto immaginarlo e non situarvisi veramente – appartiene a questa classe di riferimenti speciali, cioè è inerziale, mentre quello sulla Terra no, non è inerziale, per cui tutti i fenomeni e i movimenti del Sistema Solare descritti dalla Terra sono più complicati, mentre descritti dal punto di vista del Sole sono assai più semplici (ricorderete forse le famose “ellissi di cui il Sole occupa uno dei fuochi” della prima legge di Keplero). Invece la descrizione fatta dalla Terra è ben più complicata, ci vogliono gli eccentrici, gli epicicli, gli equanti e tutta la mercanzia dell’Almagesto. Perché il sistema del Sole è inerziale e quello della Terra no? Perché il Sole è molto più grosso della Terra, più di trecentomila volte, questa è la banale ragione; per come è costituita la meccanica, essendo la sua massa così enormemente maggiore di quella della Terra il baricentro del sistema Terra-Sole sta addirittura dentro il Sole e il baricentro è un elemento cruciale per stabilire dove può stare un sistema di riferimento inerziale. In questo senso e soltanto in questo si può affermare che “è la Terra che gira intorno al Sole e non viceversa”, un senso come si vede non di verità ontologica, ma di (grande) convenienza descrittiva.

    Galileo naturalmente, di queste circostanze ancora nulla sapeva, la meccanica stava cominciando, Newton nacque l’anno della morte di Galileo, e poi Galileo già tanto aveva trovato e scoperto e analizzato, mica poteva fare tutto lui, insomma! Lasciatemi dire, hegelianamente, che Galileo rappresentava l’antitesi alla tesi tolemaica, non la sintesi, che venne dopo, alla fine dell’Ottocento per una piena consapevolezza: Galileo, pur essendo uno di quelli che ha davvero aperto una strada, non ne vedeva ancora chiaramente lo sbocco. Manteneva l’atteggiamento fortemente realista sul moto, la Terra si muove, eppur si muove. E forse è così che diede uno scossone decisivo.

    È in questo senso che già dai tempi di Duhem, per non arrivare a Feyerabend, si è detto che la chiesa, soprattutto nella persona del gesuita cardinale Roberto Bellarmino, aveva la sua parte di ragione formale a sostenere che quello di Galileo era un modello e non una affermazione di verità indubitabile. Bellarmino era uomo di grande cultura e acutezza e fu per lungo tempo in amichevoli rapporti con Galileo, fu lui che gli suggerì appunto, con notevole lungimiranza, e ovviamente grande senso di “opportunità”, dato il contesto, di proporre il suo sostegno alla tesi copernicana come a un modello di spiegazione possibile. Lasciatemi citare un passo della lettera che Bellarmino scrisse al padre carmelitano Paolo Antonio Foscarini, amico e corrispondente di Galileo, il 12 aprile 1615: “Vostra Paternità e il signor Galileo agiranno prudentemente accontentandosi di parlare ex suppositione, e non assolutamente come credo abbia sempre fatto Copernico; in effetti è giustissimo dire che, supponendo la Terra mobile e il Sole immobile, si rende conto assai meglio di tutte le apparenze di quanto non si potrebbe con gli eccentrici e gli epicicli; ciò non presenta alcun pericolo ed è sufficiente al matematico”.

    Di fronte al rifiuto di Galileo di assumere questo atteggiamento, e soprattutto pressato dal papa Paolo V (Camillo Borghese), non poté far altro che imporgli, con quella forza del potere che pur non aveva piegato Giordano Bruno, che pagò con la vita il 17 febbraio del 1600, la famosa abiura.

    Se adesso provate a pensarci con calma, vi rendete conto che i fatti sono sempre poco riassumibili in slogan, non si può più semplicemente riassumere dicendo: allora Tizio aveva ragione. Quando si va a guardare il dettaglio, non è quasi mai così, soprattutto in queste faccende di storia della scienza.

    Certo che la chiesa romana non aveva la prospettiva fisica relativistica qui descritta e tendeva piuttosto a frenare qualsiasi novità, la conservazione è sempre stata il suo strumento principale di sopravvivenza, adoperato talvolta con grande sprezzo delle vite altrui e della dignità dell’uomo, certo che il pensiero comune che tutti abbiamo oggi è che la Terra gira intorno al Sole, perché anche per noi è così più semplice questo che pensare che poi Marte debba fare un’orbita così complicata come quella che appunto fa se vista dalla Terra, con il “moto retrogrado” e tutto il resto, ma, in questo caso come in altri, vi prego di andare a guardare dentro le cose, se ne guadagna in chiarezza mentale e in contentezza personale. Mi limito ad aggiungere quindi, a proposito della vicenda che ha dato origine a tutto questo, che trovo poco sensato che i fisici romani abbiano tirato in ballo Galileo, anche loro con una certa leggerezza.

    Chi fosse interessato a riferimenti più specifici sugli autori che ho menzionato, Husserl, Duhem, Feyerabend, eccetera me li chieda nei commenti e sarò felice di darglieli. Il libro che ho citato all’inizio è: Antonio Sparzani, Relatività, quante storie, Bollati Boringhieri, Torino 2003.
    http://www.nazioneindiana.com/2008/0...ntorno-a-cosa/


  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da simplicio Visualizza Messaggio
    se non fosse che in questo modo non ci sarebbero le stagioni...ora se qualcuno riesce a negare l'esistenza delle stagioni....
    Citazione Originariamente Scritto da DonCamillo Visualizza Messaggio
    Interessante. Quindi questa sarebbe la prova inconfutabile del fatto che la terra gira intorno al sole?
    no, infatti non c'entra niente...
    le stagioni dipendono dal moto "relativo" fra terra e sole, poco cambia chi dei due si muova e chi stia fermo...

 

 
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