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    Predefinito 1° agosto (2 agosto) - S. Pietro Giuliano Eymard

    Dal sito SANTI E BEATI:

    San Pietro Giuliano Eymard, Sacerdote

    2 agosto - Memoria Facoltativa

    La Mure d'Isère, Francia, 4 febbraio 1811 - 1 agosto 1868

    Pietro Giuliano mosso da una grande passione per il mistero eucaristico, scoprì la sua missione nella Chiesa: essere l'apostolo dell'Eucaristia. A questo scopo fondò due famiglie religiose: la Congregazione del SS. Sacramento (1856) e le Ancelle del SS. Sacramento (1859). Convinto che l'Eucaristia è la forza di rinnovamento per la Chiesa e la società, promosse l'amore al SS. Sacramento nei fedeli di ogni ceto e lanciò a questo scopo diverse iniziative. Fu proclamato santo da Giovanni XXIII il 9 dicembre 1962. (Mess. Rom.)

    Nasce a La Mure d’Isère (diocesi di Grenoble) nel 1811. Dopo aver frequentato il seminario diocesano viene ordinato sacerdote nel 1834. Nel 1839 entra nella nascente congregazione dei Padri Maristi a Lione, dove ben presto diventa il principale collaboratore del fondatore, padre Colin. Il suo ministero lo porterà nel 1851 a vivere un’intensa esperienza spirituale di devozione al Santissimo Sacramento nel santuario lionese di Fourvière. Deciso a coltivare la devozione all’Eucaristia, nel 1856 fonda la Congregazione del Santissimo Sacramento, che riceverà subito l’approvazione del vescovo diocesano e in seguito (1863) quella di papa Pio IX. Accanto all’adorazione del Santissimo i sacerdoti della crongregazione si occupano dei poveri dei quartieri periferici di Parigi e dei preti in difficoltà. Per questi religiosi anche nella formazione dei laici e nell’iniziazione degli adulti l’Eucaristia è sempre al centro della predicazione. Pietro Giuliano Eymard morirà nella terra natale nel 1868. Viene canonizzato nel 1962 e nel 1995 entra nel calendario romano come «Apostolo dell’Eucaristia». (Avvenire)

    Etimologia: Pietro = pietra, sasso squadrato, dal latino

    Martirologio Romano: San Pietro Giuliano Eymard, sacerdote, che, dapprima appartenente al clero diocesano e poi membro della Società di Maria, fu insigne cultore del mistero eucaristico e istituì due nuove Congregazioni, l’una maschile e l’altra femminile, per promuovere e diffondere la devozione verso il Santissimo Sacramento. Morì nel villaggio di La Mure presso Grenoble in Francia, dove era nato.
    (1 agosto: Nel villaggio di La Mure nella regione dell’Isère in Francia, anniversario della morte di san Pietro Giuliano Eymard, sacerdote, la cui memoria si celebra domani).

    Martirologio tradizionale (1° agosto): A La Mure d'Isère, nella diocesi di Grenoble, in Francia, il natale di san Pier Giuliano Eymard, Sacerdote e Confessore, Fondatore della Congregazione dei Sacerdoti del Santissimo Sacramento e delle Ancelle del Santissimo Sacramento, che il Papa Giovanni vigesimoterzo iscrisse nei fasti dei Santi.

    Pietro Giuliano Eymard nasce in Francia, a La Mure d'Isère, il 4 febbraio 1811.
    Dopo una travagliata vicenda familiare e vocazionale, nel 1834 viene ordinato sacerdote per la sua diocesi d'origine, Grenoble. Dopo alcuni anni di zelante ministero pastorale, nel 1839 inizia un'esperienza di vita religiosa entrando nella neonata Congregazione dei Padri Maristi, a Lione. Il suo cammino di ricerca della volontà di Dio, però, continua ancora e lo porta ad orientarsi sempre più verso l'Eucaristia, fino all'idea definitiva di fondare una Congregazione votata interamente ad essa. Non potendo realizzare quest'opera all'interno dei Maristi, Pietro Giuliano lascia l'Istituto, si reca a Parigi e qui, con l'approvazione dell'arcivescovo, il 13 maggio 1856 fonda la Congregazione del SS. Sacramento (Padri Sacramentini). Ad essa seguirà, nel 1859, la Congregazione femminile delle Ancelle del SS. Sacramento, fondata con l'aiuto di Margherita Guillot.
    Il culto all'Eucaristia, celebrata e adorata, assume nel p. Eymard anche una dimensione ecclesiale e sociale, come lui stesso testimonia con il suo infaticabile apostolato rivolto ai poveri della periferia di Parigi e ai sacerdoti in difficoltà; con l'opera della prima comunione degli adulti; con vari e molteplici impegni di predicazione. Alla sua ispirazione, inoltre, si possono far risalire alcune iniziative particolari, iniziate dopo la sua morte: l'Aggregazione laicale del SS. Sacramento, l'Associazione dei Sacerdoti Adoratori, i Congressi eucaristici internazionali.
    Sfinito dalle responsabilità e segnato da prove di ogni genere, soprattutto negli ultimi anni di vita, Pietro Giuliano muore nel suo paese natale a soli 57 anni, il 1° agosto 1868.
    Beatificato da Pio XI nel 1925, viene proclamato Santo da Giovanni XXIII il 9 dicembre 1962. La sua memoria liturgica facoltativa, impedita nel giorno anniversario della morte dalla memoria obbligatoria di S. Alfonso, si celebra il giorno successivo: 2 agosto.

    Autore: P. Flavio Fumagalli, SSS

    ---------------------------------------------------------------------------

    «Buttiamo nel fiume quel prete!». Accade a Lione nel 1848, durante la rivoluzione che caccia re Luigi Filippo: rivoluzionari vocianti vogliono affogare un sacerdote nel Rodano, ma, riconoscendolo, si fermano; tutta Lione vuol bene a quel prete, considerato un santo: è padre Eymard, e anche la rivoluzione lo rispetta. Pietro Giuliano Eymard era il più piccolo di dieci figli, otto dei quali morti nell’infanzia. Fragile di salute anche lui, ha dovuto abbandonare l’idea di farsi missionario. E il padre non lo voleva sacerdote, cosicché solo dopo la morte di lui ha potuto entrare nel seminario di Grenoble, a vent’anni. Ricevuta l’ordinazione nel 1834, sembrava destinato al ruolo di sacerdote diocesano: collaboratore parrocchiale, poi parroco, e intanto cappellano delle carceri, direttore spirituale di collegi.
    A 28 anni, nel 1839, entra nella Società di Maria (Padri Maristi), un istituto composto di sacerdoti e di fratelli con i voti, nato nel 1816 per le missioni popolari in Francia e per la formazione del clero, ma già impegnato anche nell’attività missionaria in Oceania. Sono gli anni in cui tutta Lione impara a conoscerlo, per la sua capacità di dividersi tra l’opera di formazione e di direzione nella sua comunità, e le minute necessità delle persone che gli si rivolgono, e in particolare per i volenterosi disorientati. Alla fine, questo impegno lo “chiama fuori” anche dalla Società di Maria, dove è rimasto per 17 anni, diventandone superiore provinciale.
    Ottenuta la dispensa dai voti, si dedica a un’impresa nuova: fondare un istituto religioso che lavori per il rinnovamento della vita cristiana, partendo dall’adorazione del Sacramento eucaristico; e, anzi, facendo di essa il momento centrale della pratica religiosa: prima di ogni cosa viene Cristo, con il suo amore per gli uomini. Nel 1858 padre Eymard fonda a Parigi la Congregazione del Santissimo Sacramento, formata da sacerdoti detti Sacramentini, e in questo lavoro lo aiuta un ex ufficiale di Marina, Raimondo de Cuers. Nel 1864 fa nascere, sempre a Parigi, la comunità femminile delle Ancelle del Santissimo Sacramento; e la sua prima aiutante è un’operaia da lui conosciuta a Lione, Margherita Guillot.
    Attraverso i due istituti, egli può ora moltiplicare le opere di orientamento dei cristiani e di richiamo alla fede per chi se ne è allontanato: una delle iniziative in questa direzione è la “prima comunione degli adulti”. Per alcuni anni ha fatto parte delle Sacramentine anche Maria Marta Emilia Tamisier, di Tours: un altro personaggio formato da padre Eymard. Uscita poi dalla congregazione di suore, è stata la prima organizzatrice di pellegrinaggi ai santuari eretti in memoria di miracoli eucaristici; questi viaggi di fede, più tardi, si accompagneranno a iniziative di studio, e daranno infine vita ai Congressi eucaristici.
    Padre Eymard, il “prete dell’Eucaristia”, pensa anche alla situazione dei sacerdoti che nella vecchiaia si ritrovano soli, e fa in modo che la sua congregazione maschile li accolga in serenità negli ultimi anni di vita. A lui la fragilità del fisico e le fatiche abbreviano la vita. Muore a 57 anni. Fu dichiarato venerabile l'11 agosto 1908; fu beatificato da Pio XI il 3 agosto 1925 e Giovanni XXIII lo proclamerà santo il 9 dicembre 1962. La reliquia di parte del capo si trova in una statua che lo raffigura sopra l’altare a destra nella chiesa dei Santi Andrea e Claudio dei Borgognoni a Roma, mentre il corpo si trova nella chiesa di Friedland a Parigi.

    Autore: Domenico Agasso












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    LETTERA DI PAOLO VI
    A PADRE ROLANDO HUOT NEL PRIMO CENTENARIO
    DEL TRANSITO DI SAN PIETRO GIULIANO EYMARD


    Dilecto Filio Rolando Huot Congregationis Presbyterorum
    a SS. Sacramento Generali Moderatori.

    Annus tempore cursus proxime feliciter revehet, sollemniore celebrandum memoria, diem, quo centum ante annos S. Petrus Iulianus Eymard de terrestri vita ad sempiternae beatitatis praemium excessit. Hic tibi, dilecte Fili, et sodalibus religiosae familiae, cui moderaris, aequam suppeditabit rationem, et pietatis officium non uno nomine congruens erit, ut legiferum patrem vestrum diligentius ipsi honoretis, eiusque vitae eventus, pie res gestas, pulcherrimas cogitatas virtutis et operae species, nominatimque pretiosam vobis traditam spiritualem hereditatem, a plurimis agnoscenda et aestimanda curetis. Quem quidem si mentis oculis consideremus, temperare Nobis non possumus, quin eorum, quae superno quodam instinctu actus, ipse pro Dei gloria et pro Ecclesiae emolumento et decore excogitavit, admiratione teneamur.

    Surrexit is quasi ignis, et verbum ipsius quasi facula ardebat (cfr. Eccli. 48, 1): ignemque, quem Jesus venit mittere in terram (cfr. Luc. 12, 49), longe lateque sparsit, generoso conato eo annitens, ut si fieri posset, nemo, qui se Christi asseclam esse gloriatur, a calore eius, altore gratiae, sanctitatis, vitae se subduceret. Magnifica fuit illa vox ac celso animo viri sapientis digna: «Adveniat regnum tuum eucharisticum semper et ubique locorum»; et quod sibi proposuit firma sanctaque voluntate, tarda nesciente molimina, perfecit. In Iesum Christum sub velamine Eucharistici Sacramenti delitescentem inflammatus cum esset amore, religiosa Instituta, tum virorum, tum mulierum, ad cultum Eucharisticum fovendum condidit et ad huic Sacramento divinos honores tribuendos apud sacerdotes, et cuiuslibet condicionis et aetatis fideles, eandem ob causam provida incepta promovit, praeter alia merito suo id faciens, ut ad celebrandos Eucharisticos Conventus omne genus, nostrae aetatis religionis et pietatis nobile insigne, via sterneretur.

    Profecto immensa sane bonorum affluentia, quae in sacrosanctis illis mysteriis inclusa est, nullo eloquio explicari potest. Cum ceteris Sacramentis Eucharistia comparata, illa rivuli, haec fons dicenda est: fons scilicet omnium gratiarum, omnium charismatum scaturigo, quia, auctorem gratiae et salutis, Christum Dominum, admirabili modo continet atque adeo quidquid est boni, perfectionis, vitae, quo litando, sumendo, adorando, et cum plenitudine fidei acceditur.

    Hanc quoque ob causam ut contra novos errores, quibus negatione vel dubitatione pallescunt veritates basalto firmiores atque inde defervet caritas complurium, inexpugnabile opponatis propugnaculum, pulcherrimo vobis commisso fungimini munere, caelestis Sacramenti maiestatem illustrandi eiusque cultum exemplo, ore, opere in immensum propagandi. «Oremus semper pro vobis, ut dignetur vos vocatione sua Deus noster et impleat omnem voluntatem bonitatis et opus fidei in virtute, ut clarificetur nomen Domini nostri Iesu Christi in vobis, et vos in illo secundum gratiam Dei nostri et Domini Iesu Christi» (2 Thess. 1, 11-12). Hic non tenuis labor, at laus non parva, et meritorum opima messis et ingens numerus.

    Haec ex animo ominati plurimumque cupientes, ut S. Petri Iuliani Eymard commemoratio par sit granditati eius nominis et causae, cui se devovit strenuissime eaque praesentibus malis comparat remedium, Apostolicam Benedictionem, divini auxilii et solacii pignus, tibi, dilecte Filii, et universis Presbyteris a SS. Sacramento vestrisque inceptis peramanter impertimus.

    Datum Romae, apud Sanctum Petrum, die XIX mensis Iulii, anno MCMLXVIII, Pontificatus Nostri sexto.

    PAULUS PP. VI

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    Predefinito Da "La divina Eucaristia" di S. Pietro Giuliano Eymard

    La divine Eucharistie, Poussielgue, Parigi, 1873, sèr. I, ch. I, 1-7.

    Nostro Signore vuole che gli parliamo e lui a sua volta ci parlerà. Chiunque può dialogare con il Signore. Non è forse venuto per tutti? Non ci ha forse detto: Venite a me voi tutti (Mt 11, 28)? Questo colloquio tra il Signore e l'anima è la vera adorazione.

    Va da nostro Signore così come sei: la tua preghiera sia spontanea e naturale. Prima di servirti di un libro, da fondo alla tua riserva di pietà e di amore; prediligi il libro inesauribile dell'umile amore.

    Se la mente è fuorviata o i sensi si assopiscono, un buon libro che ti rimetta in carreggiata sarà certamente utile; ricordati però che il Maestro preferisce la povertà del nostro cuore ai più sublimi pensieri e agli slanci d'amore presi a prestito da altri.

    Il Signore vuole il tuo cuore, non quello altrui; desidera l'espressione e la preghiera del tuo cuore come manifestazione diretta che lo ami.

    Sarà spesso il frutto di un sottile amor proprio, di impazienza o svogliatezza non voler presentarsi al Signore con la propria miseria o con una povertà umiliata. Eppure,è quanto nostro Signore preferisce a tutto il resto; questo ama, questo benedice.

    Se ti senti arido, rendi gloria alla grazia di Dio, senza di, cui non puoi nulla; spalanca allora l'anima verso il cielo, come il fiore dischiude il calice all'alba per accogliere la rugiada fecondatrice.

    Ti senti del tutto impotente, la mente nel buio, il cuore schiacciato dal peso del suo nulla, il corpo dolente? Adora da povero. Sguscia fuori dalla tua povertà, e va! a stabilirti in nostro Signore, offrigli la tua pochezza perché lui la arricchisca. Sarà un capolavoro degno della sua gloria.

    A volte una nera tentazione ti potrà sconquassare e incupirti: senti che tutto in te si ribella e ti spinge ad abbandonare l'adorazione, insinuando che invece di servire Dio non fai che offenderlo e disonorarlo. Non ascoltare quella subdola voce; la tua è adorazione autentica, l'adorazione di chi lotta e resta fedele a Gesù contro sé stesso.

    Non è affatto vero che tu sia sgradito al Signore; al contrario, rallegri il Maestro che ti sta guardando e ha permesso a Satana di turbarti. In quel momento Dio si aspetta l'omaggio della perseveranza.

    Fiducia, semplicità e amore siano i sentieri per cui giungerai all'adorazione.

    Vuoi essere felice in amore? Vivi continuamente nella bontà di Gesù Cristo, che è sempre nuova per noi; in lui segui il lavoro del suo amore su di te. Contempla la bellezza delle sue virtù, la luminosità del suo amore piuttosto che le sue vampe; in noi il fuoco dell'amore fa presto a sparire, mentre rimane la sua verità.

    Inizia la tua adorazione con un atto di amore e apri la tua anima all'azione divina. Sai perché ti incagli per via? Perché se non si prende l'avvio con l'amore si sbaglia senz'altro rotta. Guarda il bambino: non abbraccia forse la mamma prima di obbedirle? L'amore è l'unica porta del cuore.

    Ma vuoi essere nobile in amore? Parla all'Amato di lui stesso. Parla a Gesù del suo Padre celeste ch'egli tanto ama, parlagli delle opere che compì per la sua gloria; allieterai il suo cuore e ti amerà maggiormente.

    Soffermati con Gesù a contemplare il suo amore per tutti gli uomini: il suo cuore e anche il tuo si dilateranno dì gioia e dì felicità. Parla a Gesù della sua amatissima Madre e gli rinnoverai la gioia di un bravo figliolo; ricordagli i suoi santi, per glorificare la sua grazia in essi.

    Il vero segreto dell'amore sta nel dimenticarsi come fece san Giovanni Battista, proteso solo ad esaltare e glorificare il Signore Gesù. L'amore autentico non guarda quello che dà, ma ciò che merita l'amato.

    In cambio Gesù, contento di te, porterà su di te il colloquio; ti manifesterà il suo amore, e il tuo cuore sboccerà ai raggi di quel sole come il fiore raggrinzito dall'umidità notturna si schiude alla luce calda del giorno. La sua tenera voce ti penetrerà dentro come il fuoco in una materia infiammabile. Tu esclamerai come la sposa del Cantico: Dolcezza è il suo palato; egli e tutto delizie (Ct 5, 16)! Allora lo ascolterai silenzioso o, meglio, con l'amore più forte e soave.

    Ecco, puoi venire nel cuore di Gesù. L'amore te ne ha dischiuso la porta: entra, ama, adora.

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