LE PEN SOTTO PROCESSO PER “GIUSTIFICAZIONE DI CRIMINI DI GUERRA”
Ho trovato sul sito Codoh(http://www.codoh.com/thoughtcrimes/0712lepen.html) la seguente notizia: “I magistrati hanno chiesto che Jean-Marie Le Pen sia condannato a una pena di cinque mesi di prigione, con la condizionale, e ad una multa di 10.000 euro, per aver detto che l’occupazione nazista della Francia “non fu particolarmente inumana”.”

Le Pen è stato messo sotto processo per “giustificazione di crimini di guerra” e “contestazione di crimini contro l’umanità”. Non è la prima volta che Le Pen subisce guai giudiziari per affermazioni concernenti la seconda guerra mondiale. La più famosa di tali affermazioni è senz’altro quella relativa alle camere a gas, giudicate da Le Pen “un dettaglio della storia”, affermazione che è costata all’uomo politico francese una condanna nel 1999.
Le accuse più recenti riguardano un commento fatto nel 2005, nel corso di un’intervista pubblicata dalla rivista Rivarol. La citazione incriminata è la seguente:
“In Francia, almeno, l’occupazione tedesca non fu particolarmente inumana, nonostante alcuni errori, inevitabili in un paese di 550.000 chilometri quadrati.”
L’intervista in questione ha fatto infuriare il governo, le associazioni ebraiche e le organizzazioni “antirazziste”. Persino un’osservazione chiaramente soft come questa è stata fatta ricadere sotto la famigerata legge Gayssot, che punisce il negazionismo con le multe e/o la galera.
Non è finita: i magistrati hanno chiesto anche la condanna della direttrice di Rivarol, Marie-Luce Wacquez (due mesi con la condizionale e 5000 euro di multa) e del giornalista che ha condotto l’intervista (3.500 euro di multa).
Il verdetto è annunciato per il prossimo 8 Febbraio.
Fin qui Codoh. A questo punto vorrei sottoporre al lettore un brano della grande scrittrice e giornalista americana Freda Utley, tratto dal suo libro The High Cost of Vengeance [Il prezzo alto della vendetta], 1949, uno dei più bei libri revisionisti del novecento, frutto delle sue corrispondenze dalla Germania per il Reader’s Digest. Il brano in questione è tratto dal decimo capitolo, The French Ride High [I francesi sulla cresta dell'onda]:
“Durante le due settimane che ho trascorso a Parigi nell’estate del 1948, mi sono fatta lo scrupolo di chiedere ad ogni francese che incontravo come si stava sotto l’occupazione tedesca. E la risposta che ricevevo era quasi sempre la stessa, sia che parlassi ai camerieri nei ristoranti, ai lavoratori o agli esercenti di piccoli negozi, agli impiegati o ai portinai: un’alzata di spalle e l’osservazione: “Mangiavamo un po’ meglio allora che adesso.”” Aggiunge la Utley: “Sembrava in Francia che fosse il ricco, non il povero, a odiare i tedeschi poiché a quest’ultimo durante l’occupazione era almeno assicurata un’equa distribuzione di cibo e dei beni disponibili, mentre nella Francia liberata il ricco diventa più ricco e il povero più povero ogni giorno”.
Non mi sembra che il libro di Freda Utley sia illegale, oggi, in Francia. E allora perché condannano Le Pen? Mala tempora…
Pubblicato da Andrea Carancini
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