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FLenzi
E' quello che sostengo da anni, l'americanizzazione dell'talia, mentre alcuni mentecatti sono a protestare per l'islamizzazione dell'Italia un altro paese stava colonizzando l'Italia, un paese molto più subdolo che pian paino ha cambiato la mentalità del popolo italiani, trasformando il presepe in albero di Natale, Il giorno dei morti in un carnevale, condizionandoli anche nei consumi, mel cibo, nelle auto ecc ecc.
Anni fa l'italia era un popolo di risparmitori, oggi sono un popolo pieno di debiti.
Beh , converrai che gli italiani ci hanno messo del loro.
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albertob
Beh , converrai che gli italiani ci hanno messo del loro.
Ma certo, e su molti di questi influisce la toale mancanza di cultura, un altro giochetto ereditato dalgi Usa, rincitrullire il popolo attraverso le TV.
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FLenzi
Ma certo, e su molti di questi influisce la toale mancanza di cultura, un altro giochetto ereditato dalgi Usa, rincitrullire il popolo attraverso le TV.
La televisione però la guardiamo tutti , la domanda allora è : come mai a molte persone influenza il cervello ed a molte altre non fa alcun effetto o , se lo fa, è trascurabile ?
E' secondo me un po' come il fatto che se a suo tempo la buonanima di mio padre mi mollava qualche ceffone stavo zitto e me lo ero meritato , adesso invece scoppierebbe il finimondo .
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albertob
La televisione però la guardiamo tutti , la domanda allora è : come mai a molte persone influenza il cervello ed a molte altre non fa alcun effetto o , se lo fa, è trascurabile ?
E' secondo me un po' come il fatto che se a suo tempo la buonanima di mio padre mi mollava qualche ceffone stavo zitto e me lo ero meritato , adesso invece scoppierebbe il finimondo .
Una cosa è guardare la TV con un acultira alle spalle, leggendo i giornal, mgari gaurdando 3 o 4 TG, un altra cosa è nona vere cultura e sorbirsi certi canali dalla mattina alla sera.
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FLenzi
Una cosa è guardare la TV con un acultira alle spalle, leggendo i giornal, mgari gaurdando 3 o 4 TG, un altra cosa è nona vere cultura e sorbirsi certi canali dalla mattina alla sera.
non ti sembra un pò pretenzioso il tuo discorso?
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Alexeievic
non si tira la cinghia per colpa di prodi, o per colpa di berlusconi... si tira la cinghia per colpa di una classe politica (in cui rientrano anche prodi e berlusconi) che deve andare a cagare..
tr facile metterla cosi bel...i dati(e il periodo a cui si riferiscono) parlan chiaro..
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FLenzi
Una cosa è guardare la TV con un acultira alle spalle, leggendo i giornal, mgari gaurdando 3 o 4 TG, un altra cosa è nona vere cultura e sorbirsi certi canali dalla mattina alla sera.
Allora il problema è ancora più a monte e cioè che cosa i ragazzi studiano a scuola .
Dal momento che mediamente il livello di istruzione è salito le persone dovrebbero teoricamente essere meno condizionabili .
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albertob
Allora il problema è ancora più a monte e cioè che cosa i ragazzi studiano a scuola .
Dal momento che mediamente il livello di istruzione è salito le persone dovrebbero teoricamente essere meno condizionabili .
Cosa studiano a scuola?
Be sai caro ALberto, ho fatto dei colloqui per un posto di lavro nella mia azienda, si richiedeva o un ragioniere o un laureato in economia e commercio da inserire nel settore assistenza software gestionale, c'erano 22 richieste, 6 di essi non hanno iniziato nemmeno il colloquio gistificandosi, lavoro con troppe responsabilità, 14 di essi nel compilare un piccolo test hanno fatto piu di 6 errori su 10 domande, di questi 14 11 hanno detto che la cassa era un conto ECONOMICO (chi è del settore capisce la madornalità della risposta), dei 2 rimanenti che hanno superato il colloquio (erano ragionieri con piu' di 30 anni e non laureati), uno di questi ha rifutato il posto perchè l'orario non gli permetteva di andare in palestra, l'altro forse accetta il lavoro.
Sinceramente a me la cosa mi ha lasciato sbalordito.
Aggiungo che altri 8 (scartati) si erano presentati con i genitori.
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FLenzi
Banca Italia denuncia:
I redditi del lavoro dipendente non sono cresciuti dal 2000 al 2006, dal 2006 , per gli autonomi invece la crescita ' del 13%.
Gli stipendi invece sono aumentati dal 2006 ad oggi anche se di poco.
Ora mi chiedo chi è che ha portato le famiglie a non arrivare a fine mese?
Riporto poi sempre i dati di banca Italia, la medi di entrata per famiglia è di 2.650 euro mensili, ma è solo la media perchè poi viene fuori che il 10% degli italiani si beccano qausi il 50% degli introiti.
Poi vorrei rporta qualcosa di mio che noto in giro a proposito di famiglie che non arrivano a fine mese, che ovviamente ci sono, ma com'e' possibile che con tutti questi poveri le strade siano piene di auto di grossa cilindrata, che nei WE gli alberghi delle località turistiche siano tutti pieni, che per il carnevale di Venezia siano stati immessi non so quanti treni speciali?
Tutto si puo' dire, ma andando in giro per l'Italia non si percepisce certo la povertà.
Detto questo vorrei fare una domanda ai bananas che non saranno solo lavoratori autonom, ma la vostra felicità da cosa scaturisce, cosa vi aspettate da un nuovo governo di destra???????
Rapporto Ires Cgil "Salari in difficoltà"
Stipendi, in cinque anni persi 1.900 euro
Epifani: "Serve una nuova politica dei redditi"
di Maurizio Minnucci
Due stipendi in meno, come se l’anno finisse in ottobre (e non in dicembre). Sono 2.600 euro in tutto: è la cifra che una famiglia di operai ha perso negli ultimi cinque anni. Nel medesimo periodo, ossia tra il 2002 e il 2007, la perdita del potere d’acquisto del salario di un lavoratore dipendente è equivalsa a 1.210 euro; se a questa aggiungiamo l’ulteriore calo causato dalla mancata restituzione del fiscal drag, gli euro in meno diventano 1.900. Intanto la forbice si allarga: imprenditori e professionisti hanno visto i loro onorari crescere di 12.000 euro nel quinquennio, lo stipendio dei dirigenti è cresciuto di sei punti rispetto a quello dei dipendenti.
A fare in conti è l’Ires (l’Istituto di ricerche della Cgil) nel rapporto
http://www.rassegna.it/immagini/freccetta.gif “Salari in difficoltà”, presentato oggi a Roma. “L’origine del problema – spiega il presidente dell’Ires Agostino Megale – risale al 2002-2003, quando l’allora governo di centrodestra definiva l’inflazione programmata all’uno e mezzo per cento, mentre quella reale era quasi al 3. In quel periodo si è generata una perdita di quasi 1.000 euro che si è trascinata fino a oggi”. A questa cifra bisogna poi sommare le perdite causate dai ritardi nei rinnovi contrattuali (con 8 milioni di persone oggi coinvolte) e la mancata restituzione del fiscal drag, problema più volte sottolineato dalla Cgil. Il procedimento è semplice: aumenta il costo della vita, gli stipendi (anche se non del tutto) si adeguano e con essi le tasse. Ma, poiché in termini reali il reddito rimane invariato, il risultato è che a crescere è solo il prelievo fiscale. Si aggiunga, infine, l’inadeguata retribuzione della produttività attraverso la contrattazione di secondo livello, e si arriva così alla cifra denunciata dall’Ires: i salari italiani (in media) hanno perso 1.900 euro negli ultimi cinque danni.
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Watanaka60
Rapporto Ires Cgil "Salari in difficoltà"
Stipendi, in cinque anni persi 1.900 euro
Epifani: "Serve una nuova politica dei redditi"
di Maurizio Minnucci
Due stipendi in meno, come se l’anno finisse in ottobre (e non in dicembre). Sono 2.600 euro in tutto: è la cifra che una famiglia di operai ha perso negli ultimi cinque anni. Nel medesimo periodo, ossia tra il 2002 e il 2007, la perdita del potere d’acquisto del salario di un lavoratore dipendente è equivalsa a 1.210 euro; se a questa aggiungiamo l’ulteriore calo causato dalla mancata restituzione del fiscal drag, gli euro in meno diventano 1.900. Intanto la forbice si allarga: imprenditori e professionisti hanno visto i loro onorari crescere di 12.000 euro nel quinquennio, lo stipendio dei dirigenti è cresciuto di sei punti rispetto a quello dei dipendenti.
A fare in conti è l’Ires (l’Istituto di ricerche della Cgil) nel rapporto
http://www.rassegna.it/immagini/freccetta.gif “Salari in difficoltà”, presentato oggi a Roma. “L’origine del problema – spiega il presidente dell’Ires Agostino Megale – risale al 2002-2003, quando l’allora governo di centrodestra definiva l’inflazione programmata all’uno e mezzo per cento, mentre quella reale era quasi al 3. In quel periodo si è generata una perdita di quasi 1.000 euro che si è trascinata fino a oggi”. A questa cifra bisogna poi sommare le perdite causate dai ritardi nei rinnovi contrattuali (con 8 milioni di persone oggi coinvolte) e la mancata restituzione del fiscal drag, problema più volte sottolineato dalla Cgil. Il procedimento è semplice: aumenta il costo della vita, gli stipendi (anche se non del tutto) si adeguano e con essi le tasse. Ma, poiché in termini reali il reddito rimane invariato, il risultato è che a crescere è solo il prelievo fiscale. Si aggiunga, infine, l’inadeguata retribuzione della produttività attraverso la contrattazione di secondo livello, e si arriva così alla cifra denunciata dall’Ires: i salari italiani (in media) hanno perso 1.900 euro negli ultimi cinque danni.
E allora chi ha affamato i lavoratori dipendenti?