29/01/2008 PM 053:41

Lotito: "E ora costruiamo una grande squadra" (Dire)

Un Lotito a 360 gradi quello che si confessa a Radio Radio Tv a margine della presentazione del nuovo acquisto della Lazio: il difensore romeno Radu. Un Lotito sereno, ma preso da questi due ultimi giorni di mercato, che potrebbero riportare a Roma il centrocampista francese Dabo. «Sono un Lotito da combattimento-esordisce- con il grilletto puntato e pronto a mirare i nuovi obiettivi di mercato». È quindi un mercato che non si ferma quello della Lazio dopo l'arrivo di Rolando Bianchi e Stefan Radu. Quest'ultimo «nella tre giorni di trattative lo abbiamo conosciuto ed è un ragazzo con la testa sulle spalle, che studia e anche per questo lo abbiamo apprezzato. Un elemento che ben si adatta all'ambiente laziale. Ora stiamo cercando gli elementi giusti anche per dare una scossa ai titolari, creando competizione. Il mercato, però, non è facile. Non è come al mercato della frutta dove si va e si compra. Bisogna trovare chi vende, bisogna trovare l'elemento giusto e poi convincerlo. Quello che mi piace è che la lazio ha riacquistato credibilità internazionale e ora i giocatori vedono la Lazio come un punto di arrivo. Gli ultimi due acquisti hanno voluto a tutti i costi questa squadra e per questo non posso che essere contento. La Lazio sta lavorando sull'ottica di aumentare le potenzialità del gruppo e per creare alternative nei vari ruoli. Abbiamo preso Bianchi anche per stimolare la coppia Pandev-Rocchi e vi posso assicurare che Pandev non è in vendita. Io nei miei anni ho venduto un solo giocatore ed è stato Oddo. Stendardo è in prestito alla Juve e tornerà». Mentre dice questo squilla il telefonino del presidente ed è Stendardo. In sottofondo si sente Lotito che dice: «Mon mi sono piaciute le parole che hanno detto mentre ti presentavano. Tranquillo, a luglio sei di nuovo dei nostri». Poi riprende con Radio Radio: «Non molliamo neanche la questione del portiere. Il 31 è vicino, ma se non riusciremo a concludere la situazione entro questo mercato ci penseremo a giugno. Cosa è cambiato? Io ho sempre detto che una volta che avessimo fatto 'tabula rasà con il passato avremmo potuto cominciare a rilanciare la Lazio e questo sta succedendo. Io sto facendo quello che ho sempre preventivato, questa è una squadra che sta crescendo e che ha bisogno di tempo, vedrete che fra due o tre anni sarà ancora meglio. Le preoccupazioni di tanti erano solo strumentali per fare vedere che io non ero all'altezza di guidare questa squadra. La Lazio era fallita, ora ha un credibilità internazionale e una situazione di tranquillità. E avrà una crescita stabile. Io ho sempre detto di voler costruire una casa sul cemento e questo è quello che sta succedendo. Altrimenti avremmo fatto la fine delle cicale. Un bel canto e poi saremmo morti. Ci siamo garantiti un futuro solido e ora vedrete che verrà il bello. In questi anni io mi sono isolato e ho fatto finta di non sentire. Quello che non ho capito è stato l'accanimento nei confronti di una persona che ha preso la società nelle condizioni in cui stava e l'ha risanata». Ora la Coppa Italia a Firenze e un 2-1 conquistato all'andata da difendere. «Ci teniamo alla Coppa Italia, perchè insieme al campionato è l'unico obiettivo rimasto. Certo ci vuole una squadra più cinica, anche se non facile in una stagione un pò sfortunata sia dal punto degli episodi che da quello degli infortuni». Ultimo argomento: lo stadio. «Non sta a me rispondere. Io ho fatto delle proposte, ma l'amministrazione comunale ha sempre risposto che non sono compatibili, mentre rispetto ad altre richieste come la cittadella dello sport della Roma questa compatibilità è stata data. Queste sono domande che non dovete fare a me, è un dato di fatto che nonostante la sensibilità della Lazio verso le iniziative dell'amministrazione comunale, non c'è stato mai un aiuto tangibile da parte del Comune per una società che viveva una particolare situazione».



29/01/2008 PM 056:00

Lotito: "Con Bianchi comportamento poco urbano" (Dire)

"Permettetemi un gioco di parole, nei confronti di Bianchi a Torino c'è stato un comportamento poco urbano...". Il riferimento scherzoso del presidente della Lazio, Claudio Lotito, è al nome del presidente granata Urbano Cairo. L'argomento invece è la partita di domenica Torino-Lazio, con il rosso dopo soli sei minuti all'attaccante, appena arrivato in biancoceleste dal Manchester City proprio dopo un braccio di ferro con il club di Cairo. Tanto nervosismo e due gialli ravvicinati. "L'espulsione di Bianchi probabilmente è stata condizionata da un ambiente che non rispecchiava la civiltà di Torino- ha detto Lotito a Radio Radio Tv- Quando è entrato, la frase più carina che ho sentito è stata: 'Spaccategli le gambè. Gli arbitri? La Lazio non si è mai lamentata. Anche se qualche episodio a sfavore lo abbiamo avuto...".