Regionali, politiche, comunali
in primavera un'elezione al mese
Entro 90 giorni il rinnovo del Parlamento siciliano, ma incombe l´incognita della crisi nazionale
di Massimo Lorello
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Non era mai successo. I siciliani, che pure sono fra i meno appassionati alle consultazioni elettorali (l´affluenza nell´Isola è sempre fra le più basse d´Italia), in primavera saranno chiamati alle urne per il parlamento regionale, per il rinnovo di 140 comuni e per sette province. Il tutto, caduto il governo Prodi, senza considerare che incombono anche le politiche.
E se, come auspica buona parte del centrodestra, si andrà al voto per rinnovare Montecitorio e Palazzo Madama, potrebbero aumentare di numero le consultazioni per le amministrative. Per esempio: il presidente della Provincia di Trapani Antonino D´Alì e soprattutto il sindaco di Catania Umberto Scapagnini quasi certamente lascerebbero le attuali cariche per fare rotta verso la Camera o il Senato. Anzi, l´addio di Scapagnini a Palazzo degli Elefanti sembra ormai quasi certo.
«La prossima settimana chiederò una riunione urgente della giunta regionale per stabilire il da farsi - dice l´assessore alle Autonomie locali Paolo Colianni (Mpa) - Di sicuro, se verranno indette le politiche non potranno essere celebrate in contemporanea con le regionali ma dovrebbero avere la precedenza». Sempre che, naturalmente, la politica nazionale si decida a indirle in un tempo ragionevole le sue elezioni. «Noi abbiamo una scadenza oltre la quale non possiamo andare - sottolinea Colianni - Dobbiamo portare i siciliani al voto per le regionali entro 90 giorni». Cioè entro aprile. Ieri Sala d´Ercole s´è divisa fra il partito di quelli che ipotizzano la data delle elezioni fra il 6 e il 13 aprile e chi invece pensa sia più utile arrivare all´ultima domenica disponibile, ossia il 20.
Significa che le comunali e le provinciali sono destinate a slittare a fine maggio se non a giugno. «Non possiamo chiedere alla popolazione di votare ogni 15 giorni - conclude l´assessore alle Autonomie locali - Non possiamo stressare i siciliani in questo modo».
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Ma non è solo per lo stress da seggio elettorale che le amministrative, salvo colpi di scena, dovrebbero essere indette per giugno. Perché c´è già un nutrito elenco di papabili candidati alle regionali che, dovesse andare male, sarebbero pronti a riciclarsi per le più abbordabili consultazioni cittadine o provinciali. E poi ci sono anche i pezzi da novanta, quelli che finora non hanno temuto il responso delle urne: forti di un eventuale exploit alle regionali potrebbero bussare per ruoli importanti. Un deputato di Sala d´Ercole, per esempio, può candidarsi alla presidenza della Provincia. Ma non viceversa. Ecco perché è meglio indire prima le regionali e poi le amministrative. Non è un caso che per il dopo Musotto alla Provincia di Palermo in corsa ci siano due fra i più votati inquilini di Sala d´Ercole: il forzista Francesco Scoma e il capogruppo dell´Udc Antonino Dina.
Entrambi dovrebbero ricandidarsi all´Ars e poi eventualmente mirare a Palazzo Comitini. Ma Dina getta acqua sul fuoco: «Per ora è prematuro. Ci aspetta una primavera piena di impegni e noi ne abbiamo uno in cima a tutti gli altri: rassicurare i siciliani che Totò Cuffaro non li abbandonerà». Anzi è già pronta un´ipotesi di slogan: «Cuffaro c´è» che dovrebbe aprire la grande assemblea alla quale da ieri sera lavorano i dirigenti dello scudocrociato. I vertici dell´Udc si sono riuniti nel pomeriggio proprio per «avviare il cammino» di quella che considerano la sfida più difficile: andare alle elezioni senza Cuffaro.
Una sfida che rende imprevedibile anche il cammino degli altri partiti. Compreso il centrosinistra e a cominciare dal Pd. «Noi siamo già pronti - scalpita il vicesegretario regionale del Partito democratico Tonino Russo - Abbiamo i 90 minuti nelle gambe. Il lavoro fatto in autunno in funzione della costituzione del Pd siciliano si rivela oggi fondamentale per dimostrare ai siciliani che siamo oltremodo presenti sul territorio e abbiamo radici robuste. Saltato il tappo del cuffarismo, si apre una partita nuova. Le primarie? Non c´è tempo. Pensiamo a vincere le secondarie, cioè le elezioni contro la Cdl».
Stavolta il centrosinistra si ripromette di evitare le polemiche interne che ne hanno accompagnato il cammino fin dalla precedente campagna elettorale per le regionali. «Non dobbiamo commettere più gli errori del passato - afferma Giuseppe Apprendi, deputato del Pd all´Ars - I siciliani ci chiedono compattezza e armonia nelle scelte da fare e da difendere. È la sfida più importante, non possiamo fallire perché polemizziamo dentro casa nostra». Insomma, la campagna elettorale è già nel vivo.
(27 gennaio 2008)
Tratto da: http://palermo.repubblica.it/dettagl...l-mese/1417967
Data: 27/01/2008
Autore: Massimo Lorello
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