Questo accade per due ragioni:Nulla di più falso. Le religioni hanno sempre cercato di interferire con la vita dei non credenti o dei credenti di altre fedi. Fino a pochi secoli fa nella cristiana europa, così come avviene ancora oggi nell'islam, chi contraddiceva o contravveniva ai dogmi religiosi veniva punito anche con la morte.
Ma anche nell'odierno occidente la chiesa pretende di dettare legge sulla vita dei non credenti servendosi della coercizione statale. La legge contro la fecondazione assistita e la pretesa di leggi proibizioniste sull'aborto e il divorzio ne sono la dimostrazione.
Ed il fatto che il 90% delle guerre al mondo siano sempre state guerre di religione la dice lunga sul fatto che ogni religione non sopporta la coesistenza con chi non condivide i suoi dogmi.
1) perché la religione, in origine era un espressione totale della vita di un popolo e i fondamenti religiosi, alle basi del diritto, costituivano un uniqum con storia, mito e metafisica.
2) Perché il clero ha sempre dovuto fare i conti con un sistema coercitivo dato, a cui conveniva allearsi.
Dato che il cristianesimo non afferisce alle religioni di cui il punto 1, i "colpevoli" sono da rintracciarsi nei poteri e, in secondo luogo del clero complice.
Le guerre non sono mai avvenute per motivi relgiosi, ma sempre perché la gente voleva farsela (o i sovrani gliela imponevano)




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