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Discussione: Chiarezza sul Prc

  1. #1
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    Predefinito Chiarezza sul Prc

    "Chiarezza d'intenti". Questo il titolo della riflessione di Aurelio Crippa sulla fase attuale del Partito.
    Il testo dell'intervento è consultabile su www.valorizzareilsaperfare.it

  2. #2
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    copia e incollalo pure

  3. #3
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  4. #4
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    Predefinito Chiarezza d'intenti

    Avverto nel Partito un “lavorio” per un ridimensionamento del suo essere ed agire, teso a motivare, giustificare, per “stato di necessità” alcune scelte, compresa quella di un suo superamento.
    Mi auguro di sbagliare, ma come dice il detto “a pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca”.
    E' stato dato a Marini l’incarico di verificare l’esistenza o meno di convergenze per una nuova legge elettorale (fare oggi quello che non si è reso possibile sino ad ieri)
    E’ venuta meno la maggioranza parlamentare eletta, non per colpa delle sinistre, come ossessivamente predicato in questi mesi, bensì dei moderati, liberali, Mastella, Dini, Fisichella ecc.
    La mia opinione, di ieri e di oggi, in coerenza con un corretto agire politico: come è sempre stato detto, la parola (il voto) torni al popolo sovrano (nessun inciucio, o altro).
    Il “che fare” del Partito.
    L’esigenza di una consultazione non è venuta meno, anzi.
    La si attivi: iscritte/i siano chiamati a decidere il “che fare”, del Partito, a ricostruire le “gambe” politiche ed organizzative, in previsione, anche, di una più che probabile campagna elettorale.
    Nella massima chiarezza d’intenti: si distingua nettamente e correttamente la discussione per l’agire del Partito, per decretare le scelte opportune e necessarie per le eventuali elezioni, da quella per ricostruire una forte e qualificata sua presenza nella società (attuazione dei deliberati della Conferenza d’Organizzazione di Massa Carrara “il Partito che si fa società”).
    Ho avvertito in alcune dichiarazioni di dirigenti del Partito (non so a che titolo) il “tentativo” di utilizzare le eventuali, prossime, elezioni, per affermare con atti e scelte, l’abilitazione di un percorso costitutivo di un nuovo, unico, soggetto politico (il Partito unico della sinistra), una tesi di cui riconosco la legittimità, ma che non condivido e, così come si è dimostrato, non condivisa dalla stragrande maggioranza del Partito, nella recente Conferenza d’Organizzazione.
    Eventuali forzature in tal senso, bisogna saperlo, minerebbero alla radice l’esigenza, la necessità, posta dalla realtà attuale e dalle sue difficoltà, di un Partito unito per affrontarle, compreso le eventuali elezioni anticipate.
    Sarebbe bene avere presente i problemi e le motivazioni che hanno portato l’evento “Cosa rossa” a produrre “la sinistra, l’arcobaleno”, (non da vivere come una sconfitta, ma neppure in una esaltazione fuori luogo).
    La nostra società vede la presenza, di una pluralità di soggettività politiche, che oggi è azzardato pensare, voler forzatamente, ridurre ad uno (come si è visto “nell’evento””).
    La politica in questo modo non appassiona, allontana la gente, sin anche del popolo di sinistra, che giustamente chiede l’unità a sinistra, ma per fare politica, delle cose, e non per ridurlo ad uno.
    Siamo in presenza di una dichiarata scelta del PD, di voler andare alle prossime elezioni, da solo.
    Scelta criticabile, ma legittima, non capisco le invettive o altro.
    Il problema è altro: rendere chiara questa volontà di rottura a sinistra, al popolo di sinistra (vedremo, nelle prossime elezioni amministrative, se a livello territoriale, questa scelta verrà condivisa dai PD locali, dove potrà avere come conseguenza, la “consegna” alle destre di molte amministrazioni).
    C’è nel nostro “che fare” una priorità: il ritorno del Partito alla politica (via il politichese e le oligarchie), il ripristino di una vita democratica, basata sulla partecipazione decisionale di iscritte/i, il recupero del rapporto perso con il nostro popolo.
    Per questo ci vuole più Partito, non meno Partito, un “fare” che sia coerente con il dire (basta con i “cataclismi” dell’oggi, subito smentiti il giorno dopo).
    La probabilità di trovarci presto in campagna elettorale è molto alta.
    La si abbia presente nella consultazione.
    Ci si attenga ai principi di sempre:
    1. Definizione di uno schema di programma del Partito
    2. Apertura di un confronto di merito con le altre forze di sinistra, con Associazioni, movimenti ecc.
    3. Ricerca di un programma comune, sulla base del quale, dar vita ad una alleanza elettorale.
    In sintesi: prima il programma, poi l’alleanza e le candidature (vecchia ma sempre valida regola, visto le recenti fallimentari esperienze innovative).
    Nel determinare la nostra scelta, occorre avere presente i vincoli, i meccanismi, della legge elettorale vigente (quorum ecc.).
    La mia opinione è che l’agire del Partito stante le condizione dell’oggi, sia dettato dalla ricerca di costruire una UNITA’ D’AZIONE A SINISTRA, che sappia darsi un programma con il quale presentarsi alle elezioni, a sostegno di una alleanza elettorale con una/un candidata/o premier.
    L’obiettivo prioritario è riconquistare in breve tempo ed il più possibile, il consenso perso, e certe forzature (es. lista unica) non contribuiscono certo a questo, anzi. L’esigenza è costruire quel necessario contropotere ai poteri forti che hanno avuto il sopravvento, senza il quale, come si è visto (e la storia insegna) le lotte singole, anche le più determinate, i movimenti, tendono a rifluire o farsi parziali.
    On Aurelio Crippa

    http://www.valorizzareilsaperfare.it...oli.php?con=82

 

 

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